Quest’anno sono 26 le società italiane parte della Fortune 500 Europe, la classifica delle più grandi aziende europee per fatturato. Rispetto allo scorso anno (siamo arrivati alla terza edizione della lista) l’Italia può vantare una società in più, ma si registra ancora un grande ritardo rispetto a Inghilterra, Francia e Germania.
In tutto le principali aziende europee hanno generato 14.900 mld di entrate, in crescita del 2,5%, guidate da finanza, energia e automotive.
Le prime della classe
A guidare le italiane sono i giganti che vengono inclusi da anni anche in un’altra lista di Fortune, la Global 500, dove lo spettro è allargato al mondo intero. Più in alto di tutte c’è Eni al 22esimo posto (nella foto in evidenza l’Ad Claudio Descalzi) che ha perso due posizioni ma ha superato Enel (-16). Poi Generali, Intesa Sanpaolo e Unicredit.
A seguire, con un certo distacco e fuori dalla top 100, le altre italiane: Cdp (che per la prima volta Fortune ha deciso di includere in classifica), Poste Italiane, Leonardo, Prysmian, Fs, Tim.
In generale, il conteggio tricolore testimonia il ritardo del Paese nel produrre grandi aziende a livello europeo: la Francia ha 64 aziende in classifica (tra le quali EssilorLuxottica alla posizione 145), la Germania ne ha 77, con Volkswagen che domina al primo posto in assoluto e Mercedes e Bmw che completano il terzetto tedesco in top 10. Il Regno Unito vanta 76 aziende (con Shell al secondo posto in assoluto) e anche i Paesi Bassi superano l’Italia, con 33 società. Tra queste c’è Stellantis, che quest’anno rimane al sesto posto nonostante un -17% alla voce ricavi (e un -70% per i margini).
La top 10 della Fortune 500 Europe:
- 1. Volkswagen
- 2. Shell
- 3. Glencore
- 4. TotalEnergies
- 5. BP
- 6. Stellantis
- 7. Mercedes-Benz Group
- 8. BMW Group
- 9. BNP Paribas
- 10. Banco Santander
Una lista che racconta l’Europa
Il ‘meno’ davanti ai numeri delle società più potenti d’Europa è un segno dei tempi: molte delle 10 maggiori aziende in Europa fanno parte dell’automotive, e la classifica riflette in maniera impietosa i ricavi stagnanti e la crisi del settore, con VW che perde il 30% dei profitti, Mercedes il 28%, BMW il 35%.
La lista testimonia anche il periodo buio dell’economia tedesca, che è scesa da 80 a 77 aziende in classifica, solo una in più del regno Unito.
Il fatto che nella classifica europea, rispetto a quella americana (e quindi anche mondiale) manchino grandi player tecnologici, ricorda come il continente sia in ritardo non solo nella corsa all’AI, ma anche nell’innovazione in generale. A guidare la Fortune 500 Europe sono aziende novecentesche (e ottocentesche) con poco spazio per startup più giovani. Nella lista ci sono solo 14 aziende tech. Nessuna di queste è una new entry, e nove hanno ricavi in calo. Trentotto delle maggiori aziende del continente hanno un Ceo donna.
Le italiane nella Fortune 500 Europe 2025
Dati in milioni di dollari (fonte: Fortune.com)
Nel 2025 le grandi imprese italiane confermano la loro presenza tra i colossi del continente, ma con andamenti diversi in base al settore di appartenenza.
L’energia e la finanza restano pilastri dell’economia: ENI ed Enel sono ai vertici nonostante il calo dei ricavi, mentre le banche — Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banca MPS — registrano incrementi significativi. Crescono anche i gruppi industriali e infrastrutturali come Leonardo, Fincantieri, Saipem, Webuild, Fs e Prysmian.
- 22. ENI – Ricavi: $98.642 (-3,77%) – Variazione in classifica: -2
- 35. Enel – Ricavi: $85.376 (-17,36%) – Variazione in classifica: -16
- 56. Assicurazioni Generali – Ricavi: $62.196 (+9,07%) – Variazione in classifica: +2
- 63. Intesa Sanpaolo – Ricavi: $55.844 (+7,38%) – Variazione in classifica: +4
- 79. UniCredit Group – Ricavi: $49.962 (+3,99%) – Variazione in classifica: +3
- 122. CDP Group – Ricavi: $34.964 (+2,29%)
- 194. Poste Italiane – Ricavi: $22.869 (+5,06%) – Variazione in classifica: +2
- 222. Leonardo – Ricavi: $19.209 (+16,21%) – Variazione in classifica: +24
- 230. Prysmian – Ricavi: $18.563 (+10,95%) – Variazione in classifica: +12
- 237. FS Italiane Group – Ricavi: $17.875 (+11,69%) – Variazione in classifica: +24
- 248. Telecom Italia (TIM) – Ricavi: $16.865 (-5,46%) – Variazione in classifica: -24
- 249. Iveco Group – Ricavi: $16.854
- 271. Saipem – Ricavi: $15.751 (+21,45%) – Variazione in classifica: +35
- 297. Hera – Ricavi: $14.107 (-16,17%) – Variazione in classifica: -56
- 301. A2A – Ricavi: $13.904 (-12,85%) – Variazione in classifica: -38
- 323. Webuild – Ricavi: $12.751 (+18,45%) – Variazione in classifica: +34
- 333. Unipol Group – Ricavi: $12.349 (-0,96%) – Variazione in classifica: -16
- 336. Edizione – Ricavi: $12.214 (+3,15%)
- 373. Banco BPM – Ricavi: $10.413 (+11,92%) – Variazione in classifica: +17
- 401. Iccrea Banca – Ricavi: $9.337 (+7,83%) – Variazione in classifica: +10
- 421. Fincantieri – Ricavi: $8.790 (+6,28%) – Variazione in classifica: +5
- 456. Pirelli – Ricavi: $7.700 (+2,05%) – Variazione in classifica: -14
- 459. BPER Banca – Ricavi: $7.626 (+5,99%) – Variazione in classifica: -6
- 476. Ferrari – Ricavi: $7.220 (+11,87%) – Variazione in classifica: +16
- 483. Banca MPS – Ricavi: $7.081 (+8,92%) – Variazione in classifica: +6
- 494. Nexi – Ricavi: $6.866 (+7,58%) – Variazione in classifica: +4
