Solo l’11% di startup nel settore dell’energia è fondato da donne, che in questo settore si fermano al 20% della forza lavoro. Ad analizzare il contributo femminile in questo campo e le sfide del gender gap è il volume “Donne Controcorrente nel campo dell’energia”, firmato da Claudio Barnini.
Ebbene, quello dell’energia si conferma come uno dei settori meno diversificati, non solo in Italia. “Un divario che si amplifica ulteriormente nei ruoli dirigenziali: meno del 15% dei manager senior nel settore energetico è donna, mentre nei ruoli apicali come Ceo e presidenti la percentuale scende sotto l’11%”, segnala Barnini, che punta a sensibilizzare il mondo delle istituzioni, delle imprese e dell’opinione pubblica su una sfida che è al contempo sociale, economica e ambientale.
Una questione anche di stipendio
“Il gender gap nel settore energetico non è solo una questione di equità sociale, ma rappresenta un’inefficienza economica significativa” sottolinea Johann Rossi Mason, editrice della collana Donne Controcorrente. “Le donne nel settore energetico guadagnano mediamente il 19% in meno rispetto ai colleghi maschi con qualifiche equivalenti, un divario che persiste anche quando si considerano abilità, istruzione ed esperienza equivalenti. Bisogna lavorare sulla cultura aziendale”.
“Solo attraverso un approccio inclusivo che valorizzi appieno il talento femminile, il settore potrà realizzare il suo pieno potenziale nella costruzione di un futuro più sostenibile. Spero di aver contribuito a mettere in luce le donne che si sono raccontate in queste pagine: Maria Sferruzza (SNAM), Alberta Gervasio (Bluenergy), Natascia Bracchi (EP Produzioni), Valentina Petrone (ENEL), insieme alle testimonial Clara Poletti, Martina Rossi (Soly Italia) e alle giornaliste Cristina Ceresa (Green Planner e Il Sole 24 ore) e Romina Maurizi (Quotidiano Energia)”.
Il volume è stato realizzato grazie al contributo non condizionante di Bluenergy, Enel, EP Produzione, Snam.

La transizione energetica come opportunità
Come evidenzia l’IEA nel suo ultimo rapporto Global Energy Review, nel 2024 la domanda globale di energia è cresciuta del 2,2%, trainata principalmente dal consumo di elettricità che è aumentato del 4,3%. Le fonti a basse emissioni sono destinate a generare più della metà dell’elettricità mondiale entro il 2030, aprendo scenari di crescita occupazionale senza precedenti.
La transizione verso le energie rinnovabili rappresenta un’opportunità unica per riequilibrare la rappresentanza di genere nel settore. Si prevede che emergeranno 139 milioni di nuovi posti di lavoro nel settore a livello mondiale, di cui 38,2 milioni specificamente nelle energie rinnovabili. Questo boom occupazionale, se accompagnato da politiche inclusive appropriate, potrebbe ridurre significativamente il gender gap esistente.

