Sono passati dieci anni dal lancio, da parte di illycaffè, dell’Ernesto Illy International Coffee Award (Eiica), un importante riconoscimento per celebrare i migliori caffè che compongono la sua miscela. Nato come evoluzione globale del Prêmio Ernesto Illy de Qualidade do Café para Espresso (lanciato in Brasile nel 1991), Eiica premia i produttori che eccellono nella qualità sostenibile e nella collaborazione. Ventisette lotti finalisti, provenienti da Brasile, Costa Rica, Etiopia, El Salvador, Guatemala, Honduras, India, Nicaragua e Rwanda saranno giudicati da una giuria internazionale che sceglierà il ‘Best of the Best’, mentre una giuria di consumatori assegnerà il ‘Coffee Lovers’ Choice.
In particolare, una riflessione ha accompagnato questa importante ricorrenza. Nel corso degli ultimi anni il settore è stato investito da una crisi sistemica, frutto della convergenza tra eventi metereologici estremi nei Paesi d’origine, la volatilità dei mercati e delle valute (amplificata spesso dalla speculazione) e la crescita dei costi lungo la filiera che hanno spinto i prezzi del caffè ai massimi storici e aumentato la fragilità nelle comunità dei coltivatori.
Tuttavia, a metà di questo percorso, l’adozione dell’agricoltura rigenerativa ha permesso di ottenere risultati tangibili come un minor impatto ambientale, una maggiore capacità produttiva e un ulteriore salto di qualità del caffè. Un modello che illycaffè ha fatto suo, accelerando l’adozione di pratiche rigenerative. Proprio durante la tavola rotonda dell’edizione 2025 di Eiica, presso la sede Fao di Roma, gli esperti hanno condiviso la necessità di estendere questo modello a tutto il settore della caffeicoltura, affiancando agli approcci agronomici investimenti mirati e tecnologie in grado di accelerare tali pratiche. In questo ha un ruolo dirimente l’AI per l’analisi di idoneità climatica, i sistemi di allerta e il supporto decisionale sul campo.
Nel corso del panel, intitolato “A decade of change: the coffee industry on the path to sustainable quality” e moderato da Andrea Cabrini (Managing Director, Class Cnbc), sono intervenuti Andrea Illy (Chairman, illycaffè; Co-Chair, Regenerative Society Foundation), Vanusia Nogueira (Executive Director, International Coffee Organization), Carlos Santana (Commercial Director, EISA – Ecom Group), Michele Arias (Sustainability Manager, UNEX Guatemala S.A. – Itochu Group), José Ernesto Borja Papini (CEO, J.J. Borja Nathan S.A., El Salvador) e Paolo Rubano (President, Agorai Foundation).
“Con il lancio dell’Ernesto Illy International Coffee Award, dieci anni fa, abbiamo ulteriormente rafforzato il nostro percorso di miglioramento della qualità. L’esperienza di questi anni ci ha insegnato come adattare la coltivazione al clima e mitigare l’impatto ambientale”, ha dichiarato Andrea Illy. “Questo percorso ci ha insegnato che resilienza e qualità crescono di pari passo, e ci ha dato l’opportunità di raccontare ai consumatori il mondo che si cela dentro ognuna delle 10 milioni di tazzine illy che vengono bevute ogni giorno”.
Ha sostenuto Bruno Archi, Rappresentante permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite a Roma in apertura dei lavori: “Il caffè tocca la vita di miliardi di persone, eppure la sua catena del valore resta esposta a shock climatici, volatilità dei prezzi e squilibri del commercio internazionale, rischi che gravano soprattutto su milioni di piccoli produttori. L’Italia è fermamente impegnata a costruire un’economia del caffè più inclusiva e resiliente, in cui l’eccellenza della qualità sostenibile vada di pari passo con una stretta collaborazione con i coltivatori”.
Ha poi continuato: “In questo spirito, celebriamo l’Ernesto Illy International Coffee Award come punto di riferimento per la produzione sostenibile e, insieme alla Fao e ad altre agenzie specializzate, dobbiamo promuovere e sostenere lo sviluppo di modelli di produzione e consumo più equi e resilienti, includendo il sostegno alla produzione sostenibile attraverso approcci agroecologici e altre soluzioni innovative, il commercio equo e la mitigazione degli impatti ambientali”.
“Il caffè è una bevanda esperienziale, legata a tradizioni e rituali. Per questo motivo, è nostro dovere adottare tutte le misure necessarie a proteggere le nostre piantagioni dalle avversità climatiche che stanno affrontando. Lo dobbiamo a chi ci ha preceduto, e lo dobbiamo alle piantagioni, che meritano un futuro”, ha commentato Vanusia Nogueira, Executive Director dell’International Coffee Organization.
“Con piacere, stiamo notando che molti consumatori di caffè sono giovani, cosa che ancora di più ci spinge a fare i conti con una generazione che è più consapevole e richiede sostenibilità nella tazzina. Queste nuove generazioni le si trovano anche tra i coltivatori che vediamo fare ricorso in modo crescente a tecnologie nuove e molto utili come l’intelligenza artificiale”.
Nel corso dell’evento sono stati annunciati i vincitori per ciascuna delle nove origini che compongono la miscela illy; il ‘Best of the Best’ sarà svelato durante il Gala serale. Il 5 novembre, inoltre, tutti i 27 finalisti sono stati ricevuti in Udienza Generale in Vaticano.

