Il paradosso dei DINK (coppie senza figli): più reddito, meno patrimonio

coppie dink

Il sogno americano sta cambiando. Le generazioni precedenti compravano casa e formavano una famiglia molto prima. Oggi, invece, con i costi delle abitazioni e della vita in continua crescita, molti giovani americani scelgono di diventare DINK (Dual-Income, No Kids): coppie con doppio reddito e senza figli.
Sui social spopolano video e post che mostrano coppie senza bambini che spendono il loro stipendio in viaggi, amici, hobby e comfort. Ma, secondo una nuova analisi del Pew Research Center, il loro futuro potrebbe essere meno stabile di quanto credano. Le coppie senza figli, infatti, hanno un patrimonio minore di quelle con bambini.

Uno dei motivi principali riguarda la casa. I DINK hanno spesso redditi più alti e titoli di studio più avanzati, ma comprano meno immobili e costruiscono meno patrimonio. Avere figli spinge le coppie verso l’acquisto di un’abitazione: il 71% dei DINK è proprietario di casa, contro il 79% delle coppie con doppio reddito e figli.

L’età incide molto. La coppia DINK tipo ha uno dei due partner con età media di 36 anni, mentre tra le coppie con figli l’età sale a 43 anni. Più tempo significa più patrimonio accumulato.
Nello studio, il Pew definisce DINK le coppie sposate in cui almeno uno dei partner ha tra i 30 e i 49 anni, entrambi lavorano e nessuno dei due ha avuto figli.

Guardando alla ricchezza totale — risparmi, investimenti, fondi pensione e debiti — il divario aumenta. Le coppie DINK hanno una ricchezza media di 214.700 dollari. Le coppie con figli arrivano invece a 361.500 dollari. Sulla sola casa, i DINK hanno 165.000 dollari di equity, contro i 222.000 delle coppie con bambini. Ma il nodo non è solo immobiliare.

La casa pesa molto sul patrimonio familiare, ma per i giovani comprarne una è sempre più difficile. L’età media del primo acquisto è salita a 40 anni, un record storico, a causa dei tassi dei mutui e dei prezzi in forte rialzo. Solo quattro anni fa era 33 anni. Nel 1981, quando il sondaggio iniziò, l’età media era 29 anni.
Oggi la casa esistente media costa 415.200 dollari, oltre il 50% in più rispetto al 2019. I tassi dei mutui, inoltre, sono raddoppiati rispetto al 2021. Per i boomer, negli anni ’80, il prezzo medio era 68.900 dollari, anche se i mutui viaggiavano intorno al 16%.

I boomer hanno beneficiato di un mercato molto più accessibile. Hanno comprato case quando i prezzi erano più bassi e oggi controllano la maggior parte del patrimonio nazionale. Secondo Investopedia, il loro patrimonio complessivo è di 82.000 miliardi di dollari: più del doppio della Generazione X (42.000 miliardi) e quattro volte quello dei millennial (16.000 miliardi.

Questo divario generazionale alimenta tensioni crescenti. I giovani faticano a entrare nel mercato immobiliare, mentre molti boomer scelgono di tenere le proprie case per lasciarle ai figli o per invecchiare dove sono, continuando a beneficiare dell’aumento dei valori immobiliari.

Alla fine, la crescita dei DINK racconta meno un cambiamento culturale e più una realtà economica: il sogno americano si è trasformato. E per molti giovani oggi non è più una strada lineare fatta di casa, famiglia e stabilità, ma un percorso più complesso, condizionato da costi elevati e opportunità sempre meno accessibili.

Poste Italiane Dic 25

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