Arriva ‘Michelangelo Dome’: Leonardo, la società guidata da Roberto Cingolani, svela la sua nuova tecnologia per la creazione di scudi missilistici, una delle esigenze più pressanti in Europa viste le tensioni con la Russia. I piani per la Michelangelo Dome sono stati presentati oggi, giovedì 27 novembre, in un evento a Roma.
A inizio settimana il progetto è stato presentato al ministro della Difesa, Guido Crosetto, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, e ai Capi di Stato Maggiore delle Forze Armate. “Non sta finendo la guerra, sta iniziando una guerra nuova. I prossimi anni di pace apparente potrebbero permettere agli aggressori di costruire armi che sono difficili da neutralizzare: mai come adesso bisogna investire nella difesa”, ha detto Cingolani illustrando il progetto Michelangelo.
Già in occasione dei risultati trimestrali presentati a inizio novembre l’Ad aveva parlato dell’approccio “multidominio” per la difesa e preannunciato la presentazione del Michelangelo Dome al mercato a fine mese. Nel giorno della presentazione ufficiale, il Ceo ha detto che “con Michelangelo Dome Leonardo conferma il proprio impegno a sviluppare soluzioni che proteggono cittadini, istituzioni e infrastrutture, unendo tecnologia avanzata, visione sistemica e capacità industriale. In un mondo in cui le minacce si evolvono rapidamente e diventano sempre più complesse, dove difendere costa più che attaccare, la difesa deve saper innovare, anticipare e aprirsi alla cooperazione internazionale”.
Il sistema somiglia all’Iron Dome israeliano, e utilizza l’intelligenza artificiale per collegare diverse piattaforme (una filosofia simile a quella del progetto Gcap) in maniera da creare una cupola di difesa che, secondo quanto riportato dal FT, è basata su standard Nato e può essere adattata alle esigenze di Paesi diversi in base alle tecnologie in loro possesso. Nel dettaglio, questa ‘cupola’ integra sensori terrestri, navali, aerei e spaziali di nuova generazione, piattaforme di cyber defence, sistemi di comando e controllo, intelligenza artificiale ed effettori coordinati. Michelangelo Dome sarà capace di individuare, tracciare e neutralizzare minacce, anche in caso di attacchi massivi, su tutti i domini di operazione: aeree e missilistiche, inclusi missili ipersonici e sciami di droni, attacchi dalla superficie e sotto la superficie del mare,
forze ostili terrestri.
Per Leonardo il Michelangelo Dome mette a frutto una strategia industriale che da anni ha virato fortemente su AI e dominio spaziale. “Ne stiamo parlando con tutti i Paesi”, ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto commentando il progetto. Nel Michelagelo Dome “ogni Paese può integrare le tecnologie e tutti insieme cooperano nel dare un sistema di difesa avanzatissimo” per “ogni tipo di minaccia”, ha affermato Crosetto, spiegando che ormai le “minacce sono di diverso tipo” e vanno “da quelle con un costo di tecnologia elevatissimo” a quelle “con scarsissime tecnologia letale”.
Secondo le fonti del Ft il sistema alla base della cupola potrebbe essere operativo entro il 2030 ed è già in stadio avanzato, con trial già in corso per verificare la capacità di neutralizzare attacchi aerei. Secondo Leonardo questo avverrà anche anticipando i comportamenti ostili, grazie ad algoritmi predittivi.
Gli scudi aerei sono un altro degli elementi di divisione della già frammentata Difesa europea, come per i caccia di sesta generazione, dove il progetto Gcap di Italia-Uk-Giappone è concorrente di quello denominato Fcas, targato Francia e Germania. E anche per quanto riguarda gli scudi antimissilistici ci sono diverse iniziative, come lo Sky Shield presentato dalla Germania.

