Yesim Ucelli (Mars Pet Nutrition): “La diversità è un valore prezioso”

Yesim Ucelli (Mars pet nutrition)

Yesim Ucelli, Gm di Mars Pet Nutrition nel Sud Europa, spiega la sua missione: l’inclusione può essere parte integrante della cultura aziendale. “Non può dipendere solo dalla volontà dei leader”.

Guidare la trasformazione di un colosso globale puntando su inclusione, ascolto e autenticità non è un lavoro semplice oggi, è una missione. Ed è la missione che Yesim Ucelli, General Manager di Mars Pet Nutrition South Europe, ha deciso di intraprendere con coraggio, in un tempo segnato da una costante delegittimazione delle politiche DEI (Diversity, Equity and Inclusion).

Lei è una donna giovane, straniera, musulmana e madre single che ha guidato team in diversi Paesi europei. Qual è stata la sfida più grande della sua carriera?

Mi trovo spesso a essere una delle poche donne al tavolo — a volte l’unica — soprattutto nei contesti di rappresentanza aziendale o nei tavoli di settore. In questo senso, Mars è fortunata ad avere una forte rappresentanza femminile ai vertici. Ho imparato che il vero rischio è essere “ridotti a uno stereotipo” e che solo accettando la mia unicità potevo trasformarla in una forza.

Oggi vedo la mia diversità come la mia unicità — quel tocco speciale che arricchisce me e i team con cui lavoro. Non bisogna rinunciare a se stessi per adattarsi, nel mio team nessuno deve sentirsi ridotto a una sola dimensione o escluso per ciò che è.

Come è riuscita ad adattarsi a contesti culturali diversi senza rinunciare ai suoi valori e alla sua identità?

La curiosità ha sempre guidato me e i miei figli. Ci siamo immersi in nuove culture imparando lingue diverse, scoprendo nuove abitudini, stringendo amicizie locali, a volte sbagliando, ma imparando dagli errori — senza mai perdere di vista chi siamo e ciò che conta davvero per noi. Ho imparato che ci si può integrare senza perdere la propria autenticità.

Quando ha capito che la diversità era una risorsa e non un ostacolo nella leadership?

Il punto di svolta per me è stato quando ho capito che tutti, in fondo, hanno una loro forma di vulnerabilità, e che potevo entrare in connessione con gli altri su un piano più profondo. Ho smesso di vedere le mie differenze come limiti e ho iniziato a riconoscerle come la mia firma personale.

Ho capito che la diversità è un motore di innovazione, crescita personale e progresso collettivo, e ho scelto di impegnarmi per creare spazi in cui ciascuno possa sentirsi libero di portare la propria autenticità.

In che modo la diversità si traduce in un vantaggio competitivo per l’azienda?

La diversità, in tutte le sue forme, riduce i punti ciechi e amplia la gamma di prospettive con cui affrontare sfide e decisioni. Non si tratta solo di genere, ma anche di cultura, generazione ed esperienze di vita.

In Mars abbiamo una forza lavoro plurale che nei momenti più sfidanti assicura maggiore creatività, capacità di mettere in discussione le abitudini e più agilità. Le ricerche dimostrano che le aziende inclusive sono più innovative e performanti — ed è esattamente ciò che riscontriamo anche noi.

Spesso riuniamo team con background diversi per sviluppare soluzioni innovative. Nel nostro caso, la pluralità di esperienze e punti di vista produce più resilienza e collaborazione, generando risultati migliori e un ambiente di lavoro più sano.

Oggi in Mars convivono 5 generazioni. Come si fa a farle dialogare in modo produttivo, evitando che le differenze diventino barriere?

La convivenza di cinque generazioni è una delle nostre più grandi ricchezze. Amo vedere come l’energia dei più giovani sfidi la saggezza dei più esperti — e viceversa. Abbiamo scelto di valorizzare questo dialogo attraverso team trasversali, programmi di reverse mentoring e iniziative che promuovono ascolto e collaborazione.

Lavoriamo ogni giorno per costruire un ambiente fondato sulla curiosità e sul rispetto, perché solo così le differenze diventano opportunità di crescita e non barriere.

Per lei l’inclusione non è solo un progetto, ma parte integrante della cultura aziendale. Come si costruisce un contesto in cui ciascuno si senta davvero parte del tutto?

L’inclusione deve essere un elemento strutturale della cultura aziendale — non può dipendere solo dalla volontà di alcuni leader. Si costruisce attraverso scelte e comportamenti coerenti, processi decisionali inclusivi e una leadership che pratichi quotidianamente l’ascolto, la valorizzazione dei talenti e la sfida ai pregiudizi.

L’obiettivo è che ogni persona si senta libera di essere se stessa e di portare il proprio contributo unico. Quando l’inclusione diventa parte delle fondamenta, l’azienda è più forte e pronta ad affrontare qualsiasi trasformazione o interruzione.

La certificazione EDGE per la parità di genere ottenuta da Mars Italia non è solo un riconoscimento, ma la prova di un impegno quotidiano. Significa processi di selezione e crescita trasparenti, un’attenzione costante alla rappresentazione di genere in tutti i reparti e strumenti di ascolto e sviluppo per tuttə.

Il mentoring inverso – dove i giovani guidano i leader nell’ascolto e nel cambiamento – è una pratica diffusa in Mars. Qual è, secondo lei, il suo valore più profondo?

Il valore sta nella possibilità di imparare in modo autentico da chi ha un punto di vista diverso – di uscire dalla propria comfort zone e rivedere abitudini e prospettive. È una pratica che in Mars utilizziamo proprio per promuovere la diversità in modo concreto.

Crea ponti tra generazioni e accelera la trasformazione culturale, rendendoci più agili e pronti al cambiamento. È un esempio concreto di come la diversità, se ascoltata davvero, diventi un potente motore di crescita per tutti.

Gli uffici pet-friendly di Mars sono spesso citati come esempio di apertura. Al di là del simbolo, che effetto reale hanno sulle relazioni e sul benessere dei team?

I nostri uffici pet-friendly sono molto più che un simbolo. La presenza degli animali ha un impatto reale e positivo sulle relazioni lavorative: aiuta ad abbattere le barriere, stimolare conversazioni e creare connessioni tra le persone. Questo contribuisce a un ambiente di lavoro più rilassato, accogliente e autentico, migliorando il benessere, riducendo lo stress e rafforzando il senso di appartenenza.

Anche i piccoli gesti possono diventare potenti alleati dell’inclusione. Non potremmo raccomandarlo abbastanza: avere gli animali in ufficio fa davvero sentire come a casa, o meglio, nella “seconda casa”.

Dopo tanti anni in ruoli internazionali, che idea di leadership si è costruita? E qual è, oggi, la qualità più importante per guidare con inclusione e visione?

La mia idea di leadership si è evoluta nel tempo. Oggi la vedo come la capacità di ascoltare tutte le diverse voci, coltivare l’inclusione e di costruire fiducia. La qualità che ritengo più importante è l’autenticità – intesa come coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa – unita alla volontà di mettersi continuamente in discussione e imparare dagli altri.

Solo così si può guidare una trasformazione autentica, che parte dalle persone e porta beneficio a tutta l’organizzazione e alle comunità.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di novembre 2025 (numero 9, anno 8)

 

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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