Mario Draghi, ex premier italiano e governatore della Banca Centrale Europea, ha tenuto il discorso di inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Milano in cui ha richiamato l’attenzione sulle trasformazioni in corso, sottolineando come le scelte dei prossimi anni saranno decisive per garantire stabilità e competitività in un contesto internazionale in rapido mutamento. Il suo intervento ha affrontato temi come la sostenibilità del debito pubblico, l’urgenza di rilanciare la produttività, il ruolo delle nuove generazioni e l’impatto dell’intelligenza artificiale sui sistemi economici.
Sostenibilità del debito
Una delle principali questione sollevate durante il suo intervento riguarda la sostenibilità del debito. Secondo Draghi, “se l’economia smette di crescere mentre gli interessi continuano a maturare il rapporto tra debito e prodotto aumenterà fino a diventare insostenibile. A quel punto i governi sono costretti a scelte dolorose tra le loro ambizioni fondamentali, tra pensioni e difesa, tra preservare il modello sociale e finanziare la transizione verde”. Inoltre, “la crescita è essenziale per affrontare le nuove esigenze sociali, politiche, economiche e di sicurezza che si presentano continuamente a uno Stato”.
Draghi: “La crescita dipende dalla produttività”
“Le nostre popolazioni – ha rincarato Draghi – stanno invecchiando e gran parte delle infrastrutture fisiche risale da decenni fa. Come mostrò il premio Nobel d’Economia Robert Solow a metà degli anni 50 del secolo scorso, una volta raggiunto questo stadio di sviluppo la crescita dipende in misura schiacciante dalla produttività, che in pratica significa nuove tecnologie e diffusione di nuove idee”.
L’importanza del contributo dei giovani secondo Draghi
Draghi ha lanciato anche un messaggio ai giovani: “Vi invito a riflettere su come possiate contribuire a rendere il vostro Paese, il vostro continente, un luogo in cui l’innovazione possa prosperare di nuovo“.
“Siete già stati formati da una società che ha investito in voi, da famiglie che vi hanno sostenuto, da insegnanti che vi hanno stimolato e da istituzioni pubbliche che vi hanno dato l’opportunità di apprendere e sviluppare i vostri talenti. È un debito di gratitudine che tutti portiamo con noi”. “Ripagare questo debito – avverte tuttavia – non significa che dobbiate tutti rimanere in Italia o in Europa. La tecnologia è globale e il talento va dove ha le migliori opportunità”.
Come applicare l’intelligenza artificiale
Secondo Draghi, l’aspetto eccezionale dell’intelligenza artificiale è “la sua capacità di diffondersi nell’economia in tempi molto più rapidi rispetto alle precedenti rivoluzioni tecnologiche”. Utilizzare questa nuova tecnologia sarà sempre più importante perché “la divergenza tra i Paesi che abbracciano l’innovazione e quelli che esitano si allargherà sensibilmente e rapidamente negli anni a venire”. Draghi lancia poi un monito: “Se non colmiamo il divario (con Usa e Cina ndr.) e non adotteremo queste tecnologie su larga scala l’Europa rischia un futuro di stagnazione con tutte le sue conseguenze”.
Sulla preoccupazione che l’AI eliminerà numerosi posti di lavoro, l’ex premier ha affermato: “Vi sono due elementi importanti; il primo è che la velocità e l’ampiezza della sostituzione del lavoro non sono determinate solo dalla tecnologia, ma dalle politiche che vengono attuate dai Governi. Dipenderà, cioè, dalle scelte che questi faranno, se la prosperità creata con l’intelligenza artificiale verrà condivisa con tutti i lavoratori oppure, come sta avvenendo attualmente, affluirà solo ad alcuni”.

