Sviluppata, diversificata e in salute, l’industria italiana della difesa costituisce un importante asset per il Paese e per l’intera Europa. Con un valore stimato di oltre 16 mld di euro.
L’industria italiana della difesa ha una produzione sviluppata e diversificata, guidata da due colossi come Leonardo e Fincantieri, rispettivamente terza e 13esima in Europa per giro d’affari, ai quali si affiancano altre società di dimensioni più contenute ma specializzate su singoli apparati e sottosistemi.
Un settore che, spiega il report ‘Difesa, l’industria necessaria’ della Fondazione Luigi Einaudi del 2023 (l’ultimo analizzato), ha un valore stimato di 16 mld di euro e che “per ogni euro investito, ne genera 2 o 3 per l’economia nel suo complesso. Lo stesso si può dire per il moltiplicatore occupazionale, perché per ogni posto di lavoro diretto se ne creano altri nell’indotto”.
A proposito di quest’ultimo dato, la stessa Fondazione Luigi Einaudi, che per la sua analisi si è avvalsa del rapporto Cesi-Italia, quantifica in oltre 159mila i lavoratori impiegati nel comparto, tra occupazione diretta, indiretta e indotta, dei quali oltre 50mila nella sola Aiad (Federazione aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza). Ancora: la quota di export, sempre nel 2023, ha avuto un valore di 8,4 mld di euro mentre quello relativo alle autorizzazioni all’esportazione di armamenti è quantificato in 4,76 mld di euro.
Ricavi in aumento
Un settore in salute e strategico, quindi, per l’economia italiana ma anche per il funzionamento dell’apparato difensivo europeo. Lo confermano anche i dati di un altro report sul comparto industriale della Difesa italiana, realizzato questa volta da Mediobanca e dedicato all’analisi delle maggiori imprese nostrane nel triennio 2021-2023 ed edito nel novembre del 2024.
Ne è venuto fuori che nel Paese la maggior parte delle aziende del settore è ubicata nel Nord-Ovest (40 aziende), seguito da Centro (33), Nord-Est (19) e per ultimo Sud (8).
Inoltre le regioni più popolate da queste imprese sono la Lombardia, che ne conta 26 e sviluppano il 4,6% del giro d’affari totale. Al secondo posto il Lazio (22 e 53,9% per la presenza della Leonardo) e al terzo il Piemonte (8 e 8,3%).
Il report dell’istituto di credito ha inoltre analizzato da vicino le aziende Top100, che specificamente nel settore hanno prodotto ricavi per circa 20 mld di euro nel 2023, con un incremento del 6,6% rispetto al 2022 e del 14,7% in confronto al 2021.
Il solo settore delle armi e munizioni ha registrato un aumento del 13,4%, mentre la componentistica dell’8,9%. A guidare il comparto, come detto, sono Leonardo e Fincantieri, che permettono all’Italia di contare per il 14% nel giro d’affari europeo e per il 4% in quello mondiale. Aziende che vendono prodotti anche nel mercato civile ma con un 49% di fatturato aggregato che riguarda la sicurezza e che contribuiscono allo 0,3% di valore aggiunto complessivo del Pil italiano che è attribuibile all’industria della Difesa.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di novembre 2025 (numero 9, anno 8)

