La cucina italiana entra ufficialmente nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco. Il Comitato intergovernativo dell’organizzazione, riunito a Nuova Delhi, ha approvato l’iscrizione della candidatura della ‘Cucina italiana fra sostenibilità e diversità bio-culturale’, confermando la valutazione preliminare positiva dello scorso novembre.
La candidatura aveva come obiettivo quello di promuovere principi e valori tipici della tradizione italiana, come il contrasto allo spreco alimentare e la riduzione del consumo di risorse. La decisione segna una svolta nella storia dei riconoscimenti gastronomici dell’Unesco: è la prima volta che viene premiata una tradizione culinaria nella sua globalità, superando l’approccio adottato in passato, incentrato su singole pratiche o tecniche. Si tratta del ventesimo elemento del Belpaese presente nella Lista del patrimonio immateriale, che comprende circa 800 elementi provenienti da 150 Paesi.
La reazione del Governo italiano
“Siamo i primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento, che onora quello che siamo e la nostra identità. Perché per noi italiani la cucina non è solo cibo o un insieme di ricette. È molto di più: è cultura, tradizione, lavoro, ricchezza”. È il commento della premier Giorgia Meloni, a seguito del riconoscimento.
“Il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio dell’umanità, fortemente sostenuto da tutto il Governo Meloni, ci riempie di orgoglio e conferma l’eccellenza del nostro modello alimentare, simbolo della nostra identità nazionale e di una lunga tradizione di benessere, genuinità e convivialità. Fieri di questo grande successo, continuiamo a promuovere la cucina italiana insieme alla dieta mediterranea come pilastro di uno stile di vita in salute”. È quanto dichiara il Ministro della Salute, Orazio Schillaci.
“Oggi l’Italia ha vinto ed è una festa che appartiene a tutti perché parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale”. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli ha commentato così: “Il riconoscimento da parte dell’Unesco segna un traguardo storico: a essere tutelato non è un singolo piatto, ma l’intero sistema della cucina italiana, inteso come patrimonio vivente fatto di pratiche, ritualità, rispetto della stagionalità e trasmissione di saperi intergenerazionale”.
Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture, ha detto: “Un premio alla nostra filiera agroalimentare che ci riempie di orgoglio e di soddisfazione. Dobbiamo essere custodi e promotori di questa eccellenza, apprezzata e imitata ovunque. Alla faccia di chi vuole metterci cibo da laboratorio e insetti nei piatti: viva la nostra cucina, viva le nostre tradizioni“.

