Parità di genere lontana 134 anni: la battaglia degli avvocati europei parte dalle donne

foto rosanna profilo 2025

Serviranno ancora 134 anni per raggiungere la piena parità di genere a livello globale. Un numero che fotografa una realtà in forte ritardo, confermato dal Global Gender Gap Index 2024, dove l’Italia scivola all’87esimo posto. Diversamente dalle economie del Nord Europa – Islanda, Finlandia, Svezia e Germania – che da anni investono nell’equilibrio di genere come fattore strutturale di competitività e guidano il ranking. Tra i settori più colpiti dal divario c’è quello legale: le avvocate continuano a guadagnare circa la metà dei colleghi uomini.

A ribadirlo è Rosanna Marzocca, Presidente dell’Unione degli Avvocati Europei (UAE), associazione senza scopo di lucro fondata 40 anni fa a Lussemburgo e oggi punto di riferimento per gli avvocati europei. Dopo 17 anni di attività all’interno dell’organizzazione, è oggi la terza donna e la prima italiana a guidare l’UAE. Il suo mandato ha una priorità chiara: “Incoraggiare le donne a ricoprire ruoli prestigiosi – direttivi, esecutivi e presidenziali – e offrire opportunità di crescita ai giovani avvocati capaci, riconoscendo il loro entusiasmo nonostante le difficoltà della professione”.

Così come la missione dell’UAE: promuovere la professione forense in Europa diffondere la conoscenza del diritto dell’UE e della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Il peso della cultura

Le difficoltà maggiori colpiscono soprattutto le professioniste più giovani, spesso costrette a rinunciare. “Molte donne si iscrivono alla professione per diventare avvocato ma poi abbandonano a causa della difficoltà eccessiva di conciliare vita professionale e familiare, a fronte di una cultura che in Italia attribuisce prevalentemente alle donne le attività di cura”, spiega.

Per la Presidente, una leva fondamentale è il congedo di paternità, che in Italia rimane residuale: “Un aumento del congedo di paternità sarebbe decisivo. Serve una cultura secondo cui il congedo di paternità non sminuisce il ruolo professionale di un uomo”. La questione, ribadisce, è culturale prima che normativa: “Per una libera professionista è estremamente difficile conciliare vita professionale e vita familiare”. Il quadro è confermato anche dai numeri: “I dati più recenti parlano di una diminuzione della percentuale di donne iscritte alla Cassa Forense, mentre tra gli iscritti attivi la presenza delle avvocate resta significativa”.

Avvocati tra etica, sostenibilità e human rights

L’Unione Europea è oggi leader globale nella regolamentazione dei diritti umani nel business e nella sostenibilità. In questo contesto, gli avvocati svolgono un ruolo cruciale. “C’è un aumento della domanda di avvocati specializzati in normative di due diligence e sostenibilità, con una crescita parallela dell’offerta formativa”, spiega la Presidente.

La nuova Direttiva UE sulla due diligence impone infatti alle imprese di: individuare rischi e violazioni dei diritti umani, prevenirli e mitigarli, rispondere civilmente e amministrativamente in caso di inadempienze. Se ne è parlato anche durante il congresso annuale 2025 dell’UAE, dedicato  ai temi di Green Economy, Energia e Tutela dell’Ambiente, affrontando questioni attuali come greenwashing, responsabilità per emissioni e applicazione delle normative ambientali.

La funzione sociale (e morale) dell’avvocato

Secondo la Presidente, la professione forense ha una funzione sociale insostituibile: “Gli avvocati tutelano non solo diritti statici, ma anche diritti dinamici, legati all’evoluzione sociale – come omogenitorialità, matrimoni egualitari o fine vita – facendosi portavoce di istanze che spesso precedono la legislazione”. La tutela dei più fragili resta centrale, soprattutto nel diritto di famiglia: “È fondamentale proteggere l’interesse superiore del minore”, sottolinea.

Ma non solo. Gli avvocati sono anche in prima linea nella difesa dei diritti fondamentali: “Dopo i giornalisti, gli avvocati sono la categoria più colpita al mondo da aggressioni, arresti e detenzioni arbitrarie, perché attivi nella tutela dei diritti umani e dell’equità processuale”. Tra i casi simbolo si citano il Premio Ludovic Trarieux all’Ordine degli Avvocati di Istanbul per l’impegno nella libertà di espressione e l’avvocato russo Dmitry Talantov, imprigionato per dichiarazioni contro la guerra in Ucraina.

Collaborazioni globali: Asia, Sud America e il caso Kuwait

L’UAE sta ampliando le sue alleanze internazionali. “Dopo decenni stiamo ricevendo interesse da alcuni Stati asiatici e sudamericani. Collaboriamo solo con Paesi che abbiano tra i fondamenti normativi il riconoscimento dei diritti umani”, afferma Rosanna. Non mancano esempi sorprendenti: “In alcuni Stati come Cina, Indonesia, Corea del Sud e Thailandia, i governi stanno adottando regolamentazioni in materia di diritti umani delle imprese e sostenibilità. L’Europa resta un attore chiave, ma molte PMI sono affaticate dagli oneri, e la Commissione tenta ora un riequilibrio”.

Particolarmente significativo è anche l’interesse del Kuwait: “Il Consiglio Nazionale Forense del Kuwait ha mostrato grande interesse per la tutela dei diritti umani e per la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Ha partecipato a incontri e firmato un Memorandum of Understanding con l’UAE”. Il Paese sta inoltre valutando una conferenza dedicata alle nuove energie, segno (secondo la Presidente) di un cambiamento culturale ed economico.

AI, metaverso e futuro dell’avvocato

La sfida del presente – e del futuro – per il mondo legale? L’intelligenza artificiale. “L’UE è stata la prima a regolamentarne l’uso a livello globale”, ricorda Rosanna. La nuova legge italiana 132/2025 introduce norme specifiche per le professioni intellettuali: l’AI può essere usata solo per attività di supporto; l’avvocato deve informare il cliente; la responsabilità resta sempre umana.

In Sud America, intanto, si sperimentano udienze nel metaverso (Colombia, Messico), con risultati molto positivi. “L’IA rappresenta un cambiamento epocale. Serve una normativa che ne disciplini l’uso per inserirla correttamente nel contesto professionale, mantenendo la responsabilità umana”.

Il futuro della giustizia europea sarà segnato da una triplice transizione: ecologica, tecnologica E culturale. Con un focus crescente su uguaglianza, solidarietà e tutela dei diritti umani. L’UAE, accreditata presso il Registro per la Trasparenza dell’UE, intende mantenere un ruolo primario nel rappresentare la professione forense e nel contribuire al processo decisionale europeo.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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