Poste acquista un’ulteriore quota del 2,51% da Vivendi (l’ultima quota in mano ai francesi) per 187 milioni di euro e sale al 27,32% nel capitale sociale di Tim. Lo ha reso noto il gruppo Poste in un comunicato che sancisce la fine dell’era dei francesi in Tim.
Durante la seduta del Cda di Poste Italiane dell’11 dicembre “è stata formalizzata l’acquisizione della partecipazione residuale detenuta da Vivendi Se in Telecom Italia (Tim) costituita da 384.099.915 azioni ordinarie corrispondenti al 2,51% del totale delle azioni ordinarie e al 1,80% del capitale sociale di Tim. Il corrispettivo per l’acquisto è pari al prezzo di chiusura delle azioni del 10 dicembre 2025, è complessivamente pari a euro 187 milioni, e sarà finanziato mediante cassa disponibile”.
Poste Italiane è già azionista con il 24,81% delle azioni ordinarie.
Al termine dell’acquisizione avrà una partecipazione pari al 27,32% delle azioni ordinarie Tim, corrispondente al 19,61% del capitale sociale, “con il conseguente superamento dell’attuale soglia rilevante ai fini della disciplina sulle offerte pubbliche di acquisto obbligatorie”.
Ma Poste non vuole un’Opa (che scatterebbe al superamento del 25%), e farà probabilmente affidamento sul nuovo Tuf in approvazione (soglia al 30%) per evitarla. Attualmente l’offerta pubblica di acquisto non scatterà per l’esenzione che viene concessa nel caso il superamento del 25% sia temporaneo.
Poste Italiane dichiara infatti “l’intenzione di avvalersi dell’esenzione di cui all’articolo 106, comma 5, del D.lgs. 58/1998 e all’articolo 49, comma 1, lett. e), del Regolamento Consob n. 11971/1999. Pertanto – in vigenza dell’attuale quadro normativo – Poste Italiane si impegna a cedere a parti non correlate le azioni ordinarie detenute in eccedenza rispetto alla predetta soglia rilevante, entro 12 mesi dal perfezionamento dell’acquisto, astenendosi, nel mentre, dall’esercizio dei diritti di voto relativi a tali azioni”.
Il Gruppo ribadisce che il suo investimento è “di natura strategica”, confermando il proprio obiettivo di “svolgere il ruolo di azionista industriale di lungo periodo, attraverso la realizzazione di sinergie e la creazione di valore per tutti gli stakeholder”.

