Ford: stop ai grandi EV e ritorno su modelli più accessibili

Ker Robertson - Getty Images, Jim Farley il Ceo di Ford

La ricerca di Ford della redditività nel settore dei veicoli elettrici prosegue, ma con un deciso cambio di rotta. La casa automobilistica di Dearborn, in Michigan, ha annunciato lunedì una profonda revisione della propria gamma e delle strategie produttive, con l’obiettivo di concentrarsi su veicoli più accessibili e meglio allineati alle esigenze dei clienti.

L’azienda interromperà la produzione di alcuni grandi veicoli elettrici, tra cui l’F-150 Lightning, che verrà riprogettato come veicolo elettrico con generatore a benzina. Allo stesso tempo, Ford intensificherà lo sviluppo di modelli più piccoli e a basso costo, compreso un pickup di medie dimensioni atteso nel 2027.

“È un cambiamento guidato dal mercato e dai clienti, pensato per rendere Ford più forte, resiliente e redditizia”, ha dichiarato l’amministratore delegato Jim Farley. “Il contesto operativo è cambiato e stiamo riallocando le risorse verso attività con maggiori ritorni: Ford Pro, i nostri camion e furgoni leader di mercato, i veicoli ibridi e nuove opportunità ad alto margine, come il business dell’accumulo energetico a batterie”.

Il rallentamento della domanda di veicoli elettrici

Il rallentamento della domanda di veicoli elettrici, aggravato dalla fine del credito d’imposta federale a settembre, ha messo sotto pressione la linea Model E. Già a settembre Farley aveva avvertito che la fine degli incentivi avrebbe ridotto le vendite di veicoli elettrici dal 10–12% al 5% del mercato complessivo. A novembre Ford ha venduto 164.925 veicoli, in calo dello 0,9% su base annua, mentre le vendite di elettrici sono crollate del 61%, fermandosi a 4.247 unità. Solo nei primi tre trimestri dell’anno, la divisione Model E ha registrato perdite per 3,6 miliardi di dollari, portando il totale a oltre 13 miliardi in meno di tre anni.

Oltre alle difficoltà normative, Ford attribuisce la necessità di puntare su veicoli più piccoli e accessibili (elettrici, ibridi e a combustione) ai persistenti costi elevati delle batterie e a una crisi di accessibilità che sta erodendo la fedeltà dei consumatori ai marchi. Entro la fine del decennio, l’azienda lancerà cinque nuovi modelli “accessibili”, quattro dei quali saranno assemblati negli Stati Uniti. L’obiettivo è che entro il 2030 il 50% dei volumi globali sia composto da veicoli ibridi, elettrici a autonomia estesa e completamente elettrici, rispetto al 17% attuale.

Il cambio di strategia

Il cambio di strategia comporterà anche la riconversione di diversi impianti produttivi. Il Tennessee Electric Vehicle Center diventerà il Tennessee Truck Plant e smetterà di produrre veicoli elettrici, concentrandosi invece sui nuovi camion Built Ford Tough a partire dal 2029. Anche lo stabilimento dell’Ohio passerà alla produzione di modelli a benzina e ibridi nello stesso anno.

Ford prevede di assumere migliaia di lavoratori nei prossimi anni per sostenere la produzione negli stabilimenti statunitensi. Al termine della produzione dell’F-150 Lightning modello 2025, circa un terzo della forza lavoro sarà riallocato alla produzione delle versioni a benzina e ibride dell’F-150.

La svolta strategica comporterà oneri complessivi per 19,5 miliardi di dollari, in gran parte nel 2026, inclusa una svalutazione di asset pari a 8,5 miliardi di dollari per la divisione Model E. Ford ha inoltre rivisto al rialzo le previsioni di Ebit per il 2025, portandole a circa 7 miliardi di dollari, e ha confermato una stima di flusso di cassa libero rettificato compresa tra 2 e 3 miliardi di dollari.

Ford fatica a ottenere ritorni dai veicoli elettrici

Nonostante i massicci investimenti, Ford ha finora faticato a ottenere ritorni significativi dai veicoli elettrici. L’annuncio segue la decisione presa ad agosto di investire 2 miliardi di dollari nella riconversione di uno stabilimento in Kentucky per la produzione di veicoli elettrici e nell’adozione di una piattaforma EV universale per ridurre i costi.

Secondo l’azienda, la divisione Model E dovrebbe raggiungere la redditività entro il 2029, mentre all’inizio del 2023 la previsione era fissata al 2026. Gli analisti restano cauti: senza un prodotto davvero competitivo, avvertono, gli ingenti investimenti rischiano di non dare i risultati sperati.

“Se i veicoli non risultano attraenti, miliardi di dollari andranno sprecati”, ha commentato David Whiston di Morningstar. “Servono prodotti eccellenti, maggiore autonomia e costi di batterie e produzione più bassi. La vera sfida è capire se il prodotto sarà davvero convincente: è difficile entusiasmarsi per un’auto che non si può ancora vedere”.

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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