L’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo e negli ultimi tempi il trend ha subito un’accelerazione. Secondo un recente rapporto dell’Istat, dal 2009 al 2025 i centenari residenti nel nostro Paese sono più che raddoppiati: un dato che fotografa un profondo cambiamento demografico ma che prefigura anche un radicale cambiamento negli stili di vita. Non solo viviamo più a lungo, ma viviamo meglio. Gli anni che seguono il pensionamento, infatti, rappresentano una fase della vita molto più attiva, ricca di relazioni, viaggi, attività personali e familiari di quanto non fossimo abituati a pensare. Questo scenario apre nuove possibilità, ma introduce anche un’esigenza concreta: bisogna avere risorse sufficienti per mantenere un tenore di vita adeguato quando si smette di lavorare. Un obiettivo che è impossibile raggiungere con la “sola” previdenza pubblica e che rende necessario l’apporto della previdenza complementare.
Fondo pensione: molto più accessibile (e flessibile) di quanto si pensi
Gli italiani hanno ben presente il problema, ma spesso faticano a passare all’azione. Una recente ricerca della società di gestione del risparmio Anima Sgr evidenzia che 8 italiani su 10 riconoscono l’importanza di investire nell’integrazione della pensione pubblica, ma solo 2 su 10 hanno già avviato un percorso concreto. Perché? In molti casi, le persone sono frenate da pregiudizi, falsi miti o concezioni sbagliate sulla materia.
Uno dei miti più radicati è quello della rigidità. Si immagina il fondo pensione come una “cassaforte chiusa”, inaccessibile fino all’età della pensione. La realtà è ben diversa: i fondi pensione permettono di richiedere anticipazioni per spese rilevanti, dalla salute alla prima casa, secondo una serie di casistiche piuttosto ampia. Un altro “pregiudizio” diffuso è che la previdenza complementare sia riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti del settore privato: in realtà è uno strumento disponibile (e adatto) anche per dipendenti pubblici, lavoratori autonomi, liberi professionisti, persone temporaneamente non occupate e persino per i minori.
Benefici fiscali disponibili per tutti, anche da subito
Tutte queste categorie, infatti, possono godere di importanti benefici fiscali che fanno del fondo pensione uno degli investimenti più vantaggiosi dal punto di vista della tassazione.
Infatti i rendimenti dei Fondi pensione vengono sottoposti a un’imposta sostitutiva sui redditi di capitale pari al massimo al 20%, inferiore a quella massima del 26% applicata a molti altri investimenti finanziari. Inoltre, le prestazioni pensionistiche, al netto della tassazione sul guadagno in conto capitale e di eventuali contributi non dedotti, sono soggette a un’aliquota massima del 15%, che può scendere fino al 9% a seconda di quanti anni di partecipazione al Fondo si hanno.
Infine, o forse dovremmo dire, per prima cosa, in fase contributiva i versamenti volontari sono deducibili dal reddito fino a €5.164 all’anno ed è possibile dedurre anche i contributi versati a favore dei figli, maggiorenni o minorenni. Questo si traduce in un risparmio di tasse che può arrivare a 2.200 euro all’anno.
TFR in azienda: sicuri che sia la scelta migliore?
Un altro punto di grande importanza è quello della destinazione del Trattamento di fine rapporto. Molti lavoratori tendono a lasciarlo in azienda, nella convinzione che sia una scelta “più sicura”, o, se anche scelgono un fondo pensione, preferiscono la linea più prudente, anche per un investimento naturalmente destinato ad un orizzonte temporale molto lungo.
I numeri, tuttavia, sembrerebbero suggerire altro. Gli ultimi dati della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione mostrano come, su orizzonti temporali lunghi, le linee di investimento a prevalenza azionaria e in molti casi anche quelle bilanciate abbiano registrato rendimenti superiori a quelli dei comparti più prudenti e allo stesso TFR lasciato in azienda.
La soluzione di Anima Sgr
La previdenza complementare è insomma un alleato prezioso per molte categorie di cittadini, dai professionisti e gli autonomi, ai giovani che ancora non lavorano, alle famiglie.
Nonostante questi vantaggi, la naturale propensione alla prudenza, che spesso porta a rimandare scelte percepite come complesse o “definitive”, porta molti a non agire. Per cambiare questo stato di cose Anima Sgr porta avanti da anni un lavoro costante: percorsi di formazione per i consulenti, ricerche periodiche per misurare il livello di consapevolezza degli italiani, eventi con esperti e rappresentanti istituzionali, iniziative pensate per rendere la previdenza complementare comprensibile a tutti. Per calcolare i vantaggi fiscali consentiti dall’adesione a un fondo pensione privato, ha realizzato un simulatore semplice e gratuito, consultabile sul sito fondopensione.animasgr.it.
In un Paese che vive più a lungo e che desidera farlo al meglio, la previdenza integrativa non è soltanto una scelta finanziaria: è un modo per costruire libertà, serenità e possibilità concrete per sé e per i propri figli. Un investimento che cresce nel tempo e che permette di affrontare il futuro non con timore, ma con progettualità, fiducia e consapevolezza.
