Milano Cortina 2026, in quota ad Arabba la cabina Enel d’avanguardia

cortina enel

Quando si parla di Olimpiadi e Paralimpiadi invernali, l’attenzione va quasi sempre agli impianti sportivi. Molto meno visibile, ma altrettanto decisiva, è la rete di infrastrutture che deve sostenerli. Per Milano Cortina 2026, una parte consistente del lavoro riguarda infatti il rafforzamento delle reti elettriche in aree montane caratterizzate da forti vincoli ambientali, spesso logistici.

Nei territori che ospiteranno le competizioni, il Gruppo Enel è intervenuto per adeguare la rete a un fabbisogno energetico significativamente superiore a quello ordinario. Non si tratta di soluzioni temporanee, ma di interventi strutturali pensati per garantire continuità di servizio durante i Giochi e, soprattutto, negli anni successivi.

Arabba e il potenziamento del comprensorio

Uno dei punti chiave è Arabba, dove E-Distribuzione, società del gruppo, ha realizzato una nuova cabina primaria, affiancandola a un’imponente opera di potenziamento della rete locale. L’impianto è stato progettato con un’attenzione specifica all’inserimento nel contesto alpino, attraverso soluzioni architettoniche che richiamano le costruzioni tradizionali e riducono l’impatto visivo delle strutture tecniche.
Attorno alla nuova cabina, l’intervento ha coinvolto l’intero comprensorio di Cortina, con la realizzazione di 13 nuove cabine secondarie e l’adeguamento di altre otto già esistenti. Sono stati posati oltre 26 chilometri di nuove linee di media tensione, mentre circa 30 chilometri di linee aeree sono stati eliminati, sostituiti da tratti interrati.
L’interramento della rete risponde a più esigenze: migliora la sicurezza, limita l’impatto paesaggistico e rende l’infrastruttura meno vulnerabile a eventi atmosferici sempre più frequenti in quota. La rete è stata inoltre configurata in modo che ogni punto di fornitura possa essere alimentato da più linee, garantendo ridondanza e continuità del servizio.

Alimentazione degli impianti olimpici Milano Cortina 2026 e sfide operative

Un passaggio rilevante riguarda l’alimentazione degli impianti olimpici. A differenza di quanto avvenuto in passato, le strutture sportive saranno collegate direttamente alla rete elettrica e non a generatori temporanei. Una scelta legata anche alle potenze richieste: la pista da bob di Cortina, da sola, necessita di circa 4,5 megawatt per mantenere le condizioni operative del ghiaccio e l’illuminazione notturna, a cui si aggiungono i consumi delle altre strutture sportive e dei servizi connessi.
Il progetto ha dovuto confrontarsi con le difficoltà tipiche dei lavori in montagna. Le attività sono state concentrate in periodi limitati dell’anno, tra l’inverno, che rende impraticabili molti cantieri, e l’estate, quando l’afflusso turistico riduce gli spazi operativi. Anche il trasporto dei materiali ha richiesto soluzioni non convenzionali, con mezzi speciali e, in alcuni casi, il supporto di elicotteri.
Al di là dell’appuntamento olimpico, l’obiettivo è lasciare in eredità una rete più solida e affidabile, in grado di sostenere lo sviluppo di territori che, proprio per le loro caratteristiche ambientali, richiedono infrastrutture discrete ma robuste.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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