Trump Media & Technology Group, società madre del social network Truth Social, ha annunciato la fusione con TAE Technologies, azienda privata attiva nello sviluppo della fusione nucleare. L’operazione, interamente in azioni e valutata oltre 6 miliardi di dollari, porterà alla nascita di una delle prime società di fusione nucleare quotate in borsa negli Stati Uniti e segna l’ingresso del presidente Donald Trump in un settore altamente regolamentato come quello dell’energia nucleare.
Un cambio di rotta radicale
Per Trump Media si tratta di un cambio di rotta radicale. Nel corso dell’anno il titolo ha perso circa il 60%, mentre l’indice S&P 500 ha registrato una crescita a doppia cifra. Nel terzo trimestre del 2025 la società ha riportato una perdita netta di 54,8 milioni di dollari, a fronte di ricavi inferiori al milione di dollari. Negli ultimi mesi l’azienda ha cercato di diversificare le proprie attività oltre i social media, espandendosi nei settori delle criptovalute, dell’intelligenza artificiale e dello streaming. Il bilancio mostra inoltre 1,5 miliardi di dollari in asset digitali e altri 550 milioni di dollari in investimenti a breve termine.
In base all’accordo, gli azionisti delle due società deterranno ciascuno circa il 50% della nuova entità su base completamente diluita. La transazione valuta le azioni ordinarie di TAE 53,89 dollari ciascuna, calcolati sulla media ponderata dei volumi di scambio delle azioni Trump Media negli ultimi 30 giorni al 17 dicembre. Dopo l’annuncio, il titolo Trump Media ha registrato un balzo del 28% nelle contrattazioni premarket.
TAE Technologies detiene più di 1.600 brevetti
Fondata nel 1998, TAE Technologies ha raccolto oltre 1,3 miliardi di dollari da investitori di primo piano come Google, Chevron Technology Ventures e Goldman Sachs. L’azienda ha costruito e gestito cinque reattori a fusione e detiene più di 1.600 brevetti legati alla propria tecnologia.
Devin Nunes, ex deputato repubblicano e attuale presidente e amministratore delegato di Trump Media, assumerà il ruolo di co-Ceo della società risultante dalla fusione insieme a Michl Binderbauer, Ceo di TAE. Nunes continuerà a guidare le attività legate al marchio Trump Media, mentre Binderbauer resterà responsabile delle operazioni di TAE. Anche Donald Trump Jr., membro del consiglio di amministrazione di Trump Media e responsabile del trust che detiene le azioni del padre, entrerà nel consiglio della nuova società, composto da nove membri.
“L’energia da fusione rappresenterà la più grande svolta nel settore energetico dai tempi dell’avvento del nucleare commerciale negli anni Cinquanta”, ha dichiarato Nunes. “Consentirà di ridurre i costi dell’energia, aumentare l’offerta, rafforzare la leadership americana nell’intelligenza artificiale, rilanciare la manifattura e sostenere la sicurezza nazionale. Trump Media mette a disposizione capitale e accesso ai mercati finanziari per portare rapidamente la tecnologia di TAE verso la commercializzazione”.
Binderbauer ha sottolineato che il suo team è pronto ad affrontare la sfida globale della scarsità energetica e che i recenti progressi tecnologici consentiranno di accelerare gli investimenti necessari a rendere la fusione una realtà commerciale.
Avviare nel 2026 la prima centrale a fusione al mondo
La nuova società prevede di individuare un sito e avviare nel 2026 la costruzione di quella che definisce la prima centrale a fusione su scala industriale al mondo: un impianto da 50 megawatt, subordinato alle necessarie autorizzazioni. Nell’ambito dell’operazione, Trump Media si è impegnata a fornire fino a 200 milioni di dollari in contanti al momento della firma, con ulteriori 100 milioni disponibili al deposito iniziale dei documenti di fusione presso la Securities and Exchange Commission.
TAE adotta un approccio innovativo alla fusione nucleare basato sull’uso di idrogeno e boro come combustibile, in una configurazione nota come field-reversed configuration. All’inizio dell’anno l’azienda ha raggiunto un traguardo significativo quando il suo reattore di quinta generazione, Norman, ha dimostrato la stabilità del plasma a temperature superiori ai 70 milioni di gradi Celsius. Il reattore di nuova generazione, Copernicus, dovrebbe dimostrare la produzione netta di energia entro la fine del decennio.
Nonostante l’entusiasmo che circonda la fusione nucleare, restano numerose sfide. Gli esperti concordano sul fatto che siano ancora da superare importanti ostacoli tecnici, tra cui il confinamento del plasma, la gestione del ciclo del combustibile al trizio e la resistenza dei materiali interni ai reattori. La fusione non ha ancora raggiunto una produzione energetica su scala commerciale e i progetti restano costosi e fortemente dipendenti dai finanziamenti.
La fusione, già approvata dai consigli di amministrazione di entrambe le società, dovrebbe concludersi a metà del 2026, subordinatamente alle approvazioni degli azionisti e delle autorità di regolamentazione.
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.

