L’Italia può guardare con fiducia al 2026

Piazza Affari a Milano

Per l’Italia il prossimo anno può essere un punto di svolta verso un modello di sviluppo più moderno, equo e competitivo.

Il 2026 si profila come l’anno in cui l’Italia potrà raccogliere i frutti di un percorso di stabilizzazione e riforme avviato con determinazione. Dopo una lunga stagione segnata da incertezze politiche e da una crescita intermittente, il Paese entra in una fase di maggiore solidità istituzionale ed economica, in cui la continuità di governo e la coerenza delle politiche pubbliche rappresentano un asset strategico.

La credibilità conquistata sui mercati ed in Europa ha già generato i primi effetti: la fiducia delle imprese è in ripresa, gli investimenti esteri tornano a crescere e le famiglie mostrano una maggiore propensione ai consumi. Il tessuto produttivo italiano – forte di una manifattura ad alta specializzazione e di un export che continua a sorprendere – potrà beneficiare, nel 2026, della piena attuazione del Pnrr. Gli interventi in infrastrutture, digitalizzazione e transizione verde stanno creando le condizioni per un salto di qualità nella competitività complessiva del Paese.

La previsione di una crescita del Pil intorno allo 0,5% nel 2025, se letta nel contesto di un’Europa che rallenta, seppure non soddisfi, rappresenta comunque un segnale di resilienza. Il vero potenziale si manifesterà nel biennio successivo, quando le riforme strutturali inizieranno a produrre effetti tangibili su produttività e occupazione. Il rafforzamento del mercato del lavoro, sostenuto da politiche attive e da un incremento reale dei salari, alimenterà la domanda interna e, con essa, la fiducia di imprese e cittadini.

Il governo, mantenendo una rotta chiara sul fronte dei conti pubblici, ha scelto una strategia di responsabilità: riduzione graduale del debito, efficienza della spesa, incentivi mirati all’innovazione e alla ricerca. È una linea di politica economica che privilegia la sostenibilità nel lungo periodo, consapevole che solo così l’Italia può consolidare la propria credibilità internazionale e garantire una crescita stabile.

Restano sfide aperte ma con le quali l’Italia si confronta da molti anni: la produttività, ancora troppo bassa e la insufficiente dinamica dei redditi. L’impianto delle politiche in atto – dall’attrazione di capitali al sostegno alla formazione, dall’energia all’intelligenza artificiale – mostra tuttavia una visione di sistema che guarda oltre l’emergenza.

Il 2026, allora, può essere l’anno della maturità economica italiana: un punto di svolta verso un modello di sviluppo più moderno, equo e competitivo. Con una governance stabile, un Pnrr finalmente a regime e una società che torna a credere nel proprio futuro, l’Italia ha tutte le carte in regola per guardare al 2026 non solo con speranza, ma con fondata fiducia.

Renato Loiero è Consigliere della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed Economic Advisor.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di dicembre 2025 – gennaio 2026 (numero 10, anno 8)

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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