Si annuncia battaglia per l’eredità di Brigitte Bardot. La diva francese si è spenta a 91 anni lasciando un patrimonio stimato in 65 milioni di euro, tra villa a Saint-Tropez, tenute provenzali, diritti d’immagine, royalties dei suoi film e delle canzoni. Ma al di là del patrimonio, il vero lascito di B.B. è il mito che ha costruito, un’icona di libertà, bellezza e trasgressione che ha segnato il cinema e la cultura del Novecento. E mentre si apre la partita tra il figlio Nicolas-Jacques Charrier e la Fondazione Brigitte Bardot, la storia di una donna che ha reinventato la femminilità resta intatta e immortale.
La partita patrimoniale
La morte di Bardot apre ora una questione ereditaria complessa. Il patrimonio stimato della diva si aggira sui 65 milioni di euro. Include La Madrague, la villa di Saint-Tropez trasformata in rifugio per animali e valutata tra i 25 e i 30 milioni, La Garrigue, altri immobili e investimenti finanziari, oltre a royalties su film, canzoni e diritti d’immagine. Gran parte dei beni era destinata alla Fondazione Brigitte Bardot, creata dall’attrice per tutelare gli animali, ma il figlio Nicolas-Jacques Charrier, unico erede, ha diritto alla quota legittima secondo la legge francese: il 50% del patrimonio, salvo rinunce o accordi particolari. La situazione appare destinata a generare tensioni legali tra il figlio e la Fondazione.
La legge francese sulla successione
In Francia la successione prevede che i figli abbiano diritto a una quota legittima, la “réserve héréditaire”, che non può essere ignorata neanche da un testamento. Per un figlio unico come Nicolas-Jacques Charrier, la quota riservata è pari al 50% del patrimonio, mentre la restante metà può essere devoluta liberamente, ad esempio alla Fondazione o al coniuge superstite. Questo significa che qualsiasi disposizione testamentaria dovrà rispettare questa quota, e le controversie legali possono sorgere se l’asse patrimoniale non è chiaramente definito. La gestione dei beni immobili e dei diritti d’immagine sarà dunque al centro di negoziazioni e possibili contenziosi, in particolare riguardo a La Madrague, simbolo della vita privata di Bardot e del suo impegno animalista.
Il figlio Nicolas-Jacques Charrier
Nicolas-Jacques Charrier, sessantacinquenne residente in Norvegia, è da sempre una figura riservata. Nato dal matrimonio tra Bardot e Jacques Charrier, il rapporto con la madre è stato distante e conflittuale. Brigitte rinunciò alla custodia di Nicolas nel 1962, affidandolo al padre e ai nonni. Nell’autobiografia ha descritto la maternità come un peso: “Sono diventata madre esattamente quando non avrei dovuto. L’ho vissuta come una tragedia, un incubo. Ha reso infelici due persone: me e mio figlio”. Ancora più cruda la definizione di Nicolas: “Avrei preferito dare alla luce un cagnolino”.
Il mito di Brigitte Bardot
Al di là della contesa patrimoniale, Bardot resta una leggenda del cinema. Nata a Parigi il 28 settembre 1934, figlia di una famiglia borghese, scopre la danza e la fotografia giovanissima. Il debutto sullo schermo avviene nel 1952 con “Le trou normand”, ma è il film di Roger Vadim “Et Dieu… créa la femme” del 1956 a consacrarla mito internazionale. Il broncio iconico, la sensualità disinvolta e lo stile anticonvenzionale la rendono simbolo di una nuova femminilità, libera e trasgressiva. Seguono successi come “Gli amanti del chiaro di luna” e “La verità”, che ne consolidano la fama e la notorietà globale.
Vita privata e ribellione
La vita di Bardot fuori dal set riflette la stessa libertà che incarnava sullo schermo. Matrimoni, relazioni intense e flirt celebri si intrecciano con scelte radicali e anticonformiste. Dopo il ritiro dal cinema nel 1974, la diva si dedica interamente agli animali. Trasforma La Madrague in rifugio e crea la Fondazione Brigitte Bardot, che oggi continua la sua opera. La passione per la musica pop e le collaborazioni con Serge Gainsbourg mostrano un’altra dimensione della sua creatività, mentre l’immagine di B.B. resta un simbolo di bellezza, trasgressione e coraggio.

