Donald Trump ha firmato un memorandum per il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali che “operano in contrasto con gli interessi nazionali degli Stati Uniti”, informa la Casa Bianca in una nota. Tra queste, 35 non sono appartenenti alle Nazioni Unite.
È probabilmente il colpo più duro di sempre per gli sforzi di cooperazione internazionali e per quelli legati al clima, considerando il peso degli Usa nei finanziamenti e in sede di negoziati, come appena successo per la Cop 30 in Brasile, dove Trump non ha inviato delegazioni.
La prima economia mondiale decide di tirarsi fuori dagli sforzi su ambiente, rinnovabili, sviluppo sostenibile, istruzione, promozione della democrazia e dei diritti umani, acqua, e tutto in un colpo solo – al netto di incertezze legali che potrebbero prevedere l’intervento del Congresso. Va ricordato infatti che quello emesso dalla Casa Bianca è un memorandum indirizzato alle agenzie governative.
Gli Usa decidono tutto questo mentre il suo leader si “allontana” e si svincola dalle regole internazionali, ha detto oggi il presidente francese Emmanuel Macron, riferendosi anche alle mire di Trump sulla Groenlandia.
Tra gli accordi stracciati dalla Casa Bianca c’è la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfcc), l’accordo che dal 1992 (quando è stato creato dal Summit di Rio insieme alla Convenzioni sulla biodiversità e sulla desertificazione, per ora salve) costituisce la base di tutti i principali negoziati internazionali sul clima. Tra le organizzazioni abbandonate cè l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), l’organismo che fornisce le valutazioni scientifiche sul cambiamento climatico.
È sotto l’ombrello dell’Unfcc (al quale aderisce tutta la comunità internazionale: gli Usa sarebbero i primi a uscirne) che sono nati il Protocollo di Kyoto e l’Accordo di Parigi, che non hanno portato ai risultati sperati ma hanno comunque limitato gli impatti dell’uomo sul clima.
Trump aveva già ritirato gli Usa dagli Accordi di Parigi nel suo primo mandato e lo ha fatto nuovamente nel primo giorno del nuovo incarico.
“L’amministrazione Trump ha determinato che queste istituzioni sono ridondanti, mal gestite, inutili, afflitte da sprechi, prigioniere di interessi di attori che avanzano le loro agende contrarie alla nostra, o minacciando la nostra sovranità nazionale, libertà e prosperità”. Con queste parole lo stesso Segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali.
L’importanza degli Usa per le agenzie Onu che si occupano di temi ambientali l’ha spiegata il Dg di Irena, l’agenzia internazionale per le rinnovabili, Francesco La Camera. “In qualità di membro IRENA gli Stati Uniti hanno svolto a lungo un ruolo importante nel promuovere le energie rinnovabili attraverso la cooperazione internazionale. La collaborazione internazionale è più critica che mai”, ha scritto La Camera in una nota. “Riconosciamo i preziosi contributi che gli Stati Uniti hanno dato al lavoro di IRENA e dei suoi 171 membri nel corso degli anni e speriamo di vedere un rinnovato impegno in futuro. La porta per la cooperazione rimane aperta”.

