Lilly Italia: inclusione capace di innovare

Nella foto Annibale Baldari, Direttore HR ER & Operations di Lilly.

Lilly Italia è stata pioniera nell’introduzione di strumenti di policy dedicati all’inclusione di genere.

Lilly Italia rappresenta oggi una delle realtà più avanzate del settore farmaceutico in tema di Diversity & Inclusion. Con circa 1.000 dipendenti e oltre 100 mln di euro investiti annualmente in ricerca, l’azienda ha trasformato la D&I in un asset strategico radicato nei processi, nelle politiche HR e nella cultura organizzativa. Da oltre 17 anni, Lilly porta avanti un percorso che considera la diversità una leva per generare creatività, innovazione e risultati migliori per le persone e per i pazienti.

La strategia di Lilly è pienamente people‑centric: pari opportunità di sviluppo, politiche di conciliazione vita‑lavoro, lotta ai bias e processi meritocratici sono la base dell’intero modello. Tutti i dipendenti, indipendentemente da sesso, età, identità od orientamento sessuale, devono poter accedere alle stesse possibilità di crescita professionale e formativa. Per questo Lilly rivede costantemente la propria strategia al fine di eliminare barriere, stereotipi e fattori di esclusione.

Negli anni, l’azienda ha costruito un percorso riconosciuto a livello nazionale e internazionale: dal Premio Marisa Bellisario nel 2015 ai due Best Workplaces for Women consecutivi (2017-2018), fino alla certificazione UNI PdR 125 sulla parità di genere (2023) e alla più recente attestazione ISO 30415 per la Diversity & Inclusion (2024). Si tratta di riconoscimenti che attestano la solidità del modello, ma anche la sua capacità di attrarre talenti, aumentare la reputazione e rafforzare la responsabilità sociale d’impresa.

Uno dei filoni più innovativi in Lilly riguarda il sostegno alla genitorialità. Il progetto storico Area Gender Equality, avviato nel 2007, si è evoluto in programmi altamente strutturati come Diventerò Mamma e Papà, che fornisce alle famiglie un quadro completo di misure normative e aziendali per tutelare maternità e paternità. Il sostegno comprende telelavoro nei primi sei mesi dopo il rientro (‘soft landing’), supporto psicologico anonimo, permessi dedicati all’inserimento dei figli all’asilo e strumenti di accompagnamento al rientro.

Nel 2023, Lilly ha introdotto anche Genitori Insieme, un percorso in tre fasi che prevede: la possibilità di rimanere aggiornati con il proprio manager durante l’assenza (‘stay connected’), l’invio di un voucher regalo alla nascita del bambino e il Buddy Programme, un sistema di mentoring interno per accompagnare la transizione alla genitorialità. Si tratta di iniziative che contribuiscono a ridurre l’impatto dei momenti di cambiamento sulla vita lavorativa, promuovendo un modello equo e realmente inclusivo.

L’azienda è stata inoltre pioniera in Italia nell’introduzione di strumenti e policy dedicate all’inclusione di genere. Lilly è stata tra le prime realtà a dotarsi di bagni gender free, linee guida per l’uso dei pronomi scelti dalle persone e una policy transgender completa, che tutela i dipendenti lungo tutto il percorso di affermazione di genere. Anche i processi di selezione e promozione sono stati ripensati in chiave meritocratica per eliminare la presenza di bias nei momenti decisivi della carriera.

Un altro pilastro è l’impegno sulle abilità visibili e invisibili: l’Enable Journey, progetto recente che punta a valorizzare le diverse abilità come risorsa organizzativa e culturale. L’obiettivo è riconoscere che ogni forma di diversità contribuisce alla ricchezza dell’azienda, dalla neurodiversità alle disabilità fisiche, fino ai bisogni specifici dei caregiver. Proprio ai caregiver, Lilly dedica uno spazio di comunità interna, volto a condividere esperienze, supporto e strumenti concreti.

Lilly investe anche sulla convivenza tra generazioni: in azienda lavorano cinque generazioni, ciascuna con necessità, stili e competenze differenti. I programmi multigenerazionali favoriscono il dialogo, riducono le distanze culturali e potenziano la creatività collettiva, valorizzando allo stesso tempo le competenze digitali dei più giovani e l’esperienza dei senior.

Tra le iniziative più recenti spicca Come Reagire, una campagna che sensibilizza sul tema delle microaggressioni, spiegando come semplici frasi o battute possano avere un impatto negativo sulle persone. Attraverso video, strumenti pratici e suggerimenti per segnalare in modo rispettoso ciò che mette a disagio, Lilly promuove un linguaggio più consapevole e relazioni di lavoro più autentiche. La campagna invita a non restare in silenzio e a costruire spazi di confronto, ricordando che non conta solo l’intenzione, ma soprattutto l’impatto delle parole.

Il filo rosso che attraversa tutte queste iniziative è chiaro: diversità significa creatività, creatività genera innovazione che a sua volta produce risultati migliori. Per questo, la D&I è pienamente integrata nel business e non rappresenta un progetto isolato. Il modello Lilly Italia dimostra come un approccio sistemico, concreto e di lungo periodo possa trasformare davvero il modo in cui un’organizzazione cresce, innova e si prende cura delle proprie persone.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di dicembre 2025 – gennaio 2026 (numero 10, anno 8)

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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