Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo, ha presentato domanda per ottenere la licenza europea MiCA (Markets in Crypto-Assets). Tutte le aziende che operano con asset digitali nell’Unione europea dovranno averla entro il 1° luglio.
L’Unione europea ha introdotto il regime MiCA nel 2023. L’obiettivo è uniformare le regole per le società crypto e semplificare l’operatività nei diversi Paesi membri.
Inizialmente molti ipotizzavano una domanda a Malta o in Lettonia. Binance ha invece scelto la Grecia. Nel Paese ha già creato una holding. Il sito D News, testata in lingua inglese, ha dato per primo la notizia.
Secondo D News, la procedura segue un iter accelerato presso la Hellenic Capital Market Commission (HCMC). L’autorità ha chiesto supporto a grandi società di revisione, tra cui Ernst & Young e KPMG, per valutare la richiesta.
Un portavoce di Binance ha confermato che l’azienda ha chiesto la licenza MiCA ad Atene. Ha aggiunto che il dialogo con la HCMC è in corso. Secondo Binance, il regime MiCA offre chiarezza normativa e un quadro stabile per l’innovazione.
La scelta della Grecia sorprende. Atene non è un grande centro finanziario. Le autorità greche non hanno fama di particolare apertura verso il mondo crypto, a differenza di Malta. In caso di via libera, Binance potrebbe rafforzare la propria presenza nel Paese. L’azienda potrebbe aprire un grande ufficio e assumere numerosi dipendenti.
“La Grecia contribuisce in modo rilevante all’economia dell’Unione europea”, ha detto il portavoce. “Cresce sopra la media UE e dispone di un quadro normativo solido, attento alla stabilità finanziaria, alla trasparenza e alla tutela degli investitori”.
La HCMC non ha risposto alle richieste di commento. Secondo D News, la holding greca di Binance ha una durata illimitata. Il dato suggerisce una presenza strategica di lungo periodo.
Una scadenza decisiva
Quando l’Unione europea ha introdotto MiCA, molti osservatori l’hanno salutato come un modello innovativo. Il regime unisce protezione dei consumatori e certezza regolatoria.
All’entrata in vigore nel 2023, i Paesi UE hanno concesso tempo fino a fine giugno alle aziende già operative. Chi non ottiene la licenza rischia la chiusura delle attività in diversi Stati.
La scadenza aumenta la pressione su Binance. Oggi l’exchange opera in almeno sei Paesi europei con licenze nazionali. Ha uffici in vari Stati, tra cui la Francia. Qui i rapporti con le autorità restano complessi sul fronte della compliance.
A ottobre Binance ha confermato ispezioni in sede da parte di JUNALOC, la sezione parigina della procura francese. Nel 2022 l’azienda aveva già raggiunto un accordo negli Stati Uniti per chiudere una grande indagine penale.
Negli ultimi mesi alcuni Paesi, guidati dalla Francia, hanno espresso dubbi su MiCA. Il regime consente alle aziende autorizzate di operare in tutta l’UE tramite il cosiddetto “passaporto”. Questi Paesi chiedono di affidare la supervisione a un’autorità centrale, l’ESMA.
Avvocati ed esperti del settore crypto mettono però in guardia. Cambiare ora il sistema rischierebbe di creare forti disagi. Al momento non è chiaro se la proposta ESMA abbia un reale sostegno politico.
Se il quadro normativo resterà invariato, Binance parte avvantaggiata. Secondo una fonte a conoscenza del dossier, le aziende dialogano per mesi con le autorità prima di presentare la domanda. Lo fanno solo quando ritengono probabile l’approvazione.
Con la licenza MiCA, le società crypto possono operare e fare marketing in tutta l’Unione europea. Restano comunque vincolate ad alcune leggi nazionali, soprattutto in materia di tutela dei consumatori.
L’articolo è apparso originariamente su Fortune.com.

