Il Lusso: un settore in evoluzione tra antropologia ed economia

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Dal mercato esperienziale alla ricerca della longevità: ecco come cambiano il lusso e i confini del privilegio nel XXI secolo.

Tra le parole dal significato più opinabile, il lusso sostanzia stati e moti del reale, dell’immaginario e dell’immaginifico dalla dimensione economica globale, stimata in oltre 1.500 miliardi, che si declina in esperienze, spese ed investimenti personali.

Lusso – nome che deriva dal latino luxus inteso come abbondanza ed eccesso – condivide la medesima radice con luxuria, ma rimane sempre in qualche modo riconducibile ad una tipologia di consumo che sottintende un superfluo di alta gamma.

Il lusso è una possibilità, un’attitudine, un’ambizione o un effimero quanto desiderato scostamento da uno standard di sobrietà e moderazione? Forse di tutto un po’, con connotazioni oggettive e soggettive mutevoli.

Tra le principali dinamiche in atto, si rilevano infatti: una correlazione positiva e più che proporzionale tra l’aumento del reddito disponibile e la domanda di beni di lusso sostenuta da fattori non solo riconducibili alla ricerca di qualità, quanto ad affermazioni simboliche di sé non più tanto con finalità ostentatorie, ma quali agenti di una sorta di auto-ricompensa e celebrazione (se non identificazione) del proprio ego; una progressiva sostituzione del consumo di beni di lusso definiti di tipo personale (come abiti, automobili, beni alimentari, gioielli etc.) con una crescente domanda di ‘esperienze di lusso’ (dall’hospitality, ai viaggi, allo sport fino alla frequentazione di club e località esclusive); un crescente ricorso all’indebitamento finanziario per l’acquisto del lusso in tutte le sue declinazioni; il progressivo ingresso dei beni di lusso nel wealth e nell’asset management quali beni di investimento anziché di consumo.

Dai gioielli, ai vini, alle automobili d’epoca e contemporanee di altissima gamma, agli orologi, all’arte, non sono più percepiti come consumo, ma come risparmio.  Non ultimo il fenomeno della cosidetta inheritocracy, che sta connotando una vasta fascia dei consumatori del lusso: una generazione che eredita importanti patrimoni costruiti dalla generazione precedente e che propone non solo un diverso modello di consumo, ma nuovi riferimenti valoriali.

Tra le dinamiche anche il lusso di ritorno come esigenza di benessere collegata a nuovi obiettivi di salute e longevity: cibi sani, tempo per sé sottratto a una routine alienante. Nuovi stili di vita che alimenteranno nuove industry connesse alle possibilità che tecnologia e scienze della vita convergano in un potenziale virtuoso. Cosa desidereremo? Valori come reputazione, onore, umiltà ed onestà saranno un lusso o una commodity?

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di febbraio 2026 (numero 1, anno 9)

 

Poste Italiane Dic 25

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