Hermès, ricavi a 4,1 miliardi nel trimestre: borse-icona e mercato Usa spingono i conti

Hermès

Nel pieno di una fase complessa per il lusso globale, Hermès accelera. Il gruppo francese ha chiuso il quarto trimestre con ricavi in crescita del 10%, sostenuto soprattutto dalla domanda dei consumatori più facoltosi negli Stati Uniti. A riportarlo è il Financial Times, che sottolinea come la maison abbia battuto le attese degli analisti e mostrato segnali di tenuta anche in Cina, dopo due anni difficili per il mercato locale.

Stati Uniti motore della crescita

Nel periodo ottobre-dicembre le vendite hanno raggiunto 4,1 miliardi di euro, superando le previsioni raccolte da Visible Alpha. La crescita ha superato il 10% in tutte le aree geografiche, ad eccezione dell’Asia-Pacifico.

Le Americhe, trainate dagli Stati Uniti, hanno registrato un +12% nel trimestre. I clienti americani ad alto reddito continuano a spendere, compensando la debolezza di altri segmenti e offrendo al settore del lusso una possibile base di ripartenza nel 2026. Secondo diversi analisti, sarà proprio la domanda statunitense a sostenere la ripresa del comparto, mentre la Cina resta più incerta.

Cina in stabilizzazione

In Asia-Pacifico i ricavi sono saliti dell’8% nel quarto trimestre, in accelerazione rispetto ai mesi precedenti. Un segnale che, secondo il Financial Times, suggerisce una progressiva stabilizzazione della domanda nel mercato cinese.

L’amministratore delegato Axel Dumas ha mantenuto un tono prudente ma fiducioso. “Non vedo la situazione deteriorarsi e vedo alcuni segnali positivi”, ha dichiarato, aggiungendo che Hermès è stata tra le poche aziende del lusso a crescere in modo continuativo in Cina durante il biennio di rallentamento. “Non sto dichiarando vittoria, ma non sono preoccupato”.

Le borse iconiche di Hermès fanno la differenza

Il cuore del business resta la pelletteria. La divisione leather goods, la più rilevante per ricavi e margini, ha segnato un +14,6% nel trimestre. La domanda per modelli iconici come Kelly e Birkin continua a superare le aspettative, nonostante una base di confronto già elevata rispetto all’anno precedente.

Più fragile invece l’andamento delle linee esposte a una clientela meno abbiente. Profumi e beauty hanno registrato un calo del 14,6% su base annua nell’ultimo trimestre, segnale di maggiore pressione sul segmento middle market.

Nel complesso, Hermès ha dimostrato una resilienza superiore rispetto a molti concorrenti in un contesto di settore complesso. Il gruppo è stato anche più cauto rispetto ai rivali negli aumenti di prezzo dal 2019, pur annunciando rincari medi tra il 5% e il 6% nel 2026.

Utili in crescita e titolo in rialzo

I risultati del quarto trimestre hanno contribuito a portare l’utile netto annuale a 4,5 miliardi di euro, in aumento del 5,5%. James Grzinic di Jefferies, citato dal Financial Times, ha parlato di “una risonanza impressionante con i clienti del lusso a livello globale”, sottolineando come la solidità dei ricavi sostenga la stabilità degli utili in un momento in cui i cambi penalizzano l’intero settore.

In Borsa, le azioni Hermès hanno guadagnato circa l’1,3% a metà mattinata, con un effetto traino anche sugli altri big del comparto: Kering, LVMH e Richemont hanno chiuso in rialzo.

Non è un dettaglio secondario. Nell’aprile 2025 Hermès aveva superato LVMH per capitalizzazione, diventando per la prima volta la maggiore società del lusso per valore di mercato. Un sorpasso simbolico che oggi, alla luce dei numeri, appare meno episodico di quanto sembrasse allora.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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