Sigarette: da oggi fumare costa ancora di più

Sigarette

Fumare, in Italia, diventa ancora più costoso. Da oggi – venerdì 13 febbraio – scatta una nuova tornata di aumenti sui prezzi delle sigarette e di altri prodotti del tabacco, con rincari che in diversi casi arrivano fino a 30 centesimi a pacchetto. Un incremento che, preso singolarmente, può sembrare contenuto, ma che nel tempo pesa in modo significativo sulle tasche dei consumatori abituali.

Alla base degli aumenti non c’è una scelta dei produttori, bensì l’adeguamento delle accise previsto dalla manovra finanziaria. L’aggiornamento dei listini, pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, rappresenta la seconda fase di un percorso iniziato già nelle scorse settimane e destinato a proseguire nei prossimi anni. L’obiettivo è doppio: da un lato garantire maggiori entrate fiscali allo Stato, dall’altro mantenere una pressione crescente su un settore che da tempo è nel mirino delle politiche sanitarie.

Da Camel a Winston, i marchi coinvolti

Tra i marchi coinvolti figurano alcune delle sigarette più diffuse sul mercato italiano. Le varianti di Camel superano ora i 6 euro a pacchetto nel formato rigido, mentre le Winston si avvicinano ai 6 euro. Anche le Benson & Hedges registrano aumenti che, a seconda della tipologia, portano il prezzo fino a sfiorare i 7 euro. Le American Spirit raggiungono anch’esse la fascia più alta del listino, confermando un generale rialzo che non risparmia quasi nessuna fascia di mercato.

Non si tratta solo di sigarette tradizionali. Anche il tabacco trinciato, scelto da chi preferisce confezionarle da sé, vede salire i prezzi. Alcune confezioni da 30 grammi superano ormai gli 8 euro, con un effetto cumulativo che rende evidente come l’intero comparto sia interessato dalla revisione fiscale. Non la scampano nemmeno i fumatori di sigaretti e sigari, con prodotti che si attestano tra 5,40 e 6,60 euro a confezione.

Quanto pesa un aumento di 20 o 30 centesimi

Per chi fuma un pacchetto al giorno, anche un aumento di 20 o 30 centesimi si traduce in diverse decine di euro in più all’anno. Una cifra che, sommata ai rincari precedenti, contribuisce a rendere il fumo un’abitudine sempre più onerosa. Per l’erario, invece, l’operazione rappresenta una leva importante di gettito, inserita in un quadro più ampio di revisione delle imposte indirette.

Ma il calendario previsto dalla normativa indica ulteriori incrementi anche nel 2027 e nel 2028, in un percorso di riallineamento progressivo delle accise: circa 10-12 centesimi il prossimo anno e poi altri 13-14 centesimi quello successivo. Se l’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare le entrate pubbliche, resta sullo sfondo anche la dimensione sanitaria: l’aumento dei prezzi è tradizionalmente considerato uno degli strumenti più efficaci per ridurre i consumi, soprattutto tra i più giovani. Nel frattempo, per milioni di fumatori italiani, il 13 febbraio segna l’ennesimo scatto in avanti del contatore: ogni sigaretta, da oggi, costa un po’ di più.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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