Regola del 70/30: la strategia ‘noiosa’ che crea milionari

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In un’epoca in cui i sistemi “arricchisciti in fretta” basati su criptovalute e day trading dominano i social media, un esercito silenzioso di lavoratori comuni sta costruendo patrimoni significativi adottando una strategia sorprendentemente noiosa, ma efficace. Secondo l’esperto finanziario e autore bestseller David Bach, dati recenti evidenziano una precisa formula di allocazione degli investimenti condivisa da centinaia di migliaia di milionari con conti pensionistici: la regola del 70/30.

Bach, autore di The Automatic Millionaire, è intervenuto di recente nel podcast The Diary of a Ceo per parlare delle abitudini delle persone benestanti. Ha citato statistiche aggiornate di Fidelity Investments secondo cui negli Stati Uniti esistono oggi circa 654.000 “milionari 401(k)”, ossia individui il cui patrimonio deriva interamente dal conto pensionistico, generalmente investito in modo prudente. Il The Wall Street Journal li definisce “milionari moderati”, una categoria simile ai “milionari di tutti i giorni” descritti da UBS.

Analizzando come questi lavoratori abbiano accumulato tali ricchezze, emerge uno schema chiaro: non hanno fatto trading speculativo su titoli di moda né hanno cercato di anticipare il mercato. Hanno invece risparmiato con costanza e mantenuto una specifica ripartizione degli investimenti: circa il 70% in azioni, per favorire la crescita, e il 30% in obbligazioni, per garantire stabilità. “La formula esatta prevedeva di risparmiare il 14% del reddito lordo… e il modo in cui quel denaro veniva investito è fondamentale”, ha spiegato Bach. “Bisogna puntare sulla crescita, e la crescita significa azioni”.

La forza della semplicità

La suddivisione 70/30 contrasta con le strategie ad alto rischio spesso promosse ai giovani investitori. Bach sostiene che “ciò che è appariscente è il modo più rapido per perdere denaro”, mentre la semplicità e la costanza sono le vere alleate della ricchezza nel lungo periodo. L’esposizione del 70% in azioni consente un apprezzamento significativo nel corso dei decenni, mentre il 30% in obbligazioni offre una protezione contro la volatilità dei mercati. Questo equilibrio aiuta gli investitori a mantenere la rotta durante le fasi di ribasso, evitando vendite dettate dal panico che compromettono i rendimenti.

Gli investitori di successo, osserva Bach, utilizzano spesso fondi indicizzati per ottenere questa esposizione, come il Vanguard Total Stock Market (VTI) o il Nasdaq 100 (QQQ), invece di selezionare singoli titoli. L’obiettivo non è battere il mercato giorno per giorno, ma lasciare che l’interesse composto agisca nel tempo. Tuttavia, la regola del 70/30 rappresenta solo una parte dell’equazione. Il vero motore della costruzione della ricchezza, secondo Bach, è l’automazione. La differenza principale tra chi accumula patrimonio e chi vive di stipendio in stipendio non è necessariamente il livello di reddito, ma l’esistenza di un sistema che consenta di “pagare prima se stessi”.

“Se il tuo piano finanziario non è automatico, è destinato a fallire”, avverte Bach. Sette americani su dieci vivono attualmente di stipendio in stipendio, spesso perché cercano di risparmiare ciò che rimane a fine mese, che di solito è nulla. I cosiddetti “milionari automatici” impostano invece versamenti automatici che scattano nel momento stesso in cui ricevono lo stipendio, assicurando che tra il 12,5% e il 14% del reddito confluisca direttamente nei portafogli 70/30 prima ancora di poter essere speso.

Un piccolo gesto quotidiano per diventare milionari

Per chi pensa di non potersi permettere di investire, Bach propone un calcolo semplice ma efficace: per sprecare 10.000 dollari in un anno basta spendere 27,40 dollari al giorno, l’equivalente di un panino costoso o di qualche drink dopo il lavoro. Al contrario, investire ogni giorno quella stessa somma per 40 anni potrebbe generare oltre 4,4 milioni di dollari, ipotizzando un rendimento annuo del 10%.

Se la regola del 70/30 guida la crescita del capitale, la disciplina nel trovare quel margine quotidiano è decisiva. “Nei prossimi 20 anni potremmo passare da 8 a 24 milioni di milionari negli Stati Uniti”, ha affermato Bach, attribuendo questa espansione a due principali fattori di crescita: il mercato azionario e il settore immobiliare. In un contesto economico globale in trasformazione, anche per effetto dell’intelligenza artificiale, Bach ritiene che il prossimo decennio rappresenti “la più grande opportunità di costruire ricchezza della nostra vita”.

Stabilità economica futura, una condizione non garantita

Naturalmente, l’idea che una capitalizzazione costante per 30 o 40 anni produca risultati prevedibili dipende dalla stabilità economica futura, una condizione non garantita. Tensioni geopolitiche, costi legati al cambiamento climatico e l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro potrebbero rendere i prossimi decenni meno lineari rispetto ai precedenti. Inoltre, il debito pubblico statunitense e i dubbi sul ruolo del dollaro come principale valuta di riserva mondiale indicano che il XXI secolo potrebbe evolvere in modo diverso dal XX.

La Generazione Z, tuttavia, sembra discostarsi da questi principi. Pur iniziando a investire prima rispetto alle generazioni precedenti, molti giovani mostrano una maggiore propensione verso strumenti più rischiosi e non tradizionali, un uso intensivo delle piattaforme fintech e dei social media e una preparazione pensionistica relativamente debole. Le criptovalute occupano una quota rilevante nei loro portafogli, mentre gli investitori più anziani tendono a privilegiare strumenti più tradizionali e diversificati.

L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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