Business Safety Coaching: la nuova frontiera per ottimizzare profitti e sicurezza nelle aziende. Il commento di Mario Bonsegna

Alessandro Bonsegna (Business Safety Coaching)

Le aziende italiane stanno perdendo mediamente il 15-20% dei loro profitti potenziali a causa di un approccio frammentato alla gestione aziendale, dove sicurezza, qualità e produzione operano come compartimenti stagni senza alcuna integrazione strategica. Il problema emerge con particolare evidenza nelle PMI, dove il 70% delle imprese continua a gestire questi aspetti in modo isolato, perdendo opportunità concrete di ottimizzazione e crescita. “Il problema principale è che la maggior parte delle aziende considera la sicurezza come un costo aggiuntivo invece che come parte integrante del processo produttivo”, spiega Mario Bonsegna, esperto di Business Safety Coaching con oltre 30 anni di esperienza nel settore. “Quando ero RSPP e dirigente contemporaneamente, entravo in tutti i settori dell’azienda e vedevo sprechi e ine icienze che nessuno collegava tra loro”.

La questione tocca un nervo scoperto del sistema produttivo italiano: l’incapacità di sviluppare una visione sistemica dell’azienda. Troppo spesso il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) viene relegato a un ruolo marginale, nonostante la legge gli attribuisca una posizione trasversale rispetto a tutti i dirigenti aziendali. Questa sottovalutazione genera un circolo vizioso dove ogni reparto persegue obiettivi isolati, perdendo di vista l’ottimizzazione complessiva.

“La sicurezza dovrebbe essere prevenire l’infortunio, punto. Ma per farlo serve una persona che giri con cognizione di causa e vada a vedere le cose che non funzionano”, continua Bonsegna. “Se hai una macchina che si ferma continuamente, personale che si fa micro-infortuni, perdite di olio, stai perdendo tempo e denaro. Analizzando questi problemi sia dal punto di vista qualitativo che di sicurezza, capisci dove intervenire”.

Il controllo di gestione tradizionale, basato esclusivamente sui dati amministrativi, si rivela inadeguato per cogliere le dinamiche reali dell’azienda. I numeri arrivano con un mese e mezzo di ritardo rispetto ai fatti, rendendo impossibile qualsiasi intervento tempestivo.

Nel frattempo, inefficienze e sprechi continuano a erodere i margini di profitto. La soluzione proposta dagli esperti prevede l’integrazione di Key Performance Indicators (KPI) che tengano conto simultaneamente di sicurezza, qualità e produzione. “Serve un cruscotto per il dirigente con dati che vengono da indici ponderati”, sottolinea Bonsegna. “Dati che ti dicano: stiamo andando a sbattere oppure stiamo andando bene, ma se acceleri un po’ da qua facciamo prima e guadagniamo di più”.

L’approccio integrato non rappresenta solo una questione di efficienza, ma una necessità competitiva. Le aziende che continuano a operare con logiche dipartimentali rischiano di essere superate da concorrenti più agili e organizzati.

La tecnologia moderna o re strumenti per raccogliere dati in tempo reale da ogni processo aziendale, ma serve competenza per interpretarli e trasformarli in azioni concrete. “Il futuro non è fare più fatturato, ma avere più margini da quello che già si fattura”, conclude Bonsegna. “E questo si ottiene solo con un controllo preventivo e coordinato di tutti i processi aziendali, dove la sicurezza diventa parte integrante dell’attività produttiva, non un’aggiunta”.

La sfida per le PMI italiane è quindi duplice: superare la resistenza culturale verso approcci integrati e investire in competenze che sappiano coordinare le diverse funzioni aziendali. Chi riuscirà in questa trasformazione potrà contare su vantaggi competitivi significativi, mentre chi persisterà nell’approccio frammentato rischia di vedere erodere progressivamente la propria posizione di mercato.

 

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

Leggi anche

Ultima ora

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.