“Una forte accelerazione della crescita grazie all’aumento degli investimenti che porteranno all’ulteriore miglioramento del profilo rischio/rendimento del gruppo”. È il riassunto dell’amministratore delegato di Enel, Flavio Cattaneo, sul business plan 2026-28 approvato dal cda.
Un piano che prevede di aumentare gli investimenti di circa 10 miliardi rispetto al triennio precedente, fino a 53 mld di dollari in tre anni. In particolare, sono previsti oltre 26 miliardi di euro nel Business Integrato, di cui oltre 23 miliardi di euro in Europa e Nord America e circa 3 miliardi di euro in America Latina; più di 26 miliardi di euro nelle Reti, con focus su Europa (oltre 20 miliardi di euro) e America Latina (oltre 6 miliardi di euro).
D’altronde, dice Cattaneo, il prossimo sarà un triennio di crescita, tanto per i margini quanto per gli azionisti.
L’utile per azione è in crescita del 18% nel triennio, da 0,69 a 0,82 euro per azione nel 2028, mentre la cedola 2025 sarà pari a 0,49 euro per azione (era 0,47 nel 2024). Il piano prevede un Ebitda cumulato di 74 miliardi nel triennio, circa 24 miliardi l’anno dai 22,9 miliardi del 2025.
Secondo Cattaneo, saranno fondamentali i ritorni delle controllate internazionali. “Le azioni manageriali intraprese negli ultimi tre anni – spiega Cattaneo – ci garantiscono oggi una flessibilità finanziaria per investire nei mercati più dinamici dal punto di vista della domanda elettrica. Grazie alla chiara visibilità sui risultati del gruppo e all’esecuzione del nostro programma di share buy-back prevediamo di incrementare ulteriormente la remunerazione degli azionisti.
Inoltre aumenterà la leva finanziaria a circa 3,0x, livello “comunque ben inferiore alla media di settore” così da “liberare circa 15 miliardi di euro aggiuntivi per incrementare gli investimenti nelle geografie a più alto potenziale di crescita”.
Ma nella ricetta di Enel per il futuro ci sono anche AI, robotica, data center: per alimentarli serve elettricità, e il Gruppo non si vuole far trovare impreparato. Per questo ha già individuato otto siti industriali da offrire agli operatori di data center per fornire Ppa, gli accordi per l’acquisto di energia. I centri di calcolo, per Enel, sono dei “driver di creazione di valore”.
Due miliardi di buyback in un anno
Il cda di Enel ha approvato un nuovo piano di buyback da un miliardo, con l’acquisto massimo 150 milioni di azioni proprie, l’1,48% del capitale sociale, con durata fino al 31 luglio 2026. Grazie al lavoro fatto negli ultimi anni il gruppo ha acquisto una flessibilità finanziaria di 15 miliardi per aumentare gli investimenti e la remunerazione degli azionisti.
Obiettivo: “Riconoscere agli azionisti una remunerazione aggiuntiva rispetto alla distribuzione dei dividendi per effetto dell’annullamento delle azioni proprie acquistate per tale finalità”.
Fa seguito al precedente programma di buyback (agosto-dicembre 2025), sempre da 1 miliardo di euro.
Entrambi i buyback erano stati approvati con una delibera il 22 maggio 2025 che ha autorizzato il Consiglio di amministrazione all’acquisto e alla successiva disposizione di azioni proprie per un esborso complessivo fino a 3,5 miliardi di euro e per un massimo di 500 milioni di azioni della società.
Gli investimenti di Enel
Il gruppo prevede una forte accelerazione degli investimenti nelle Rinnovabili, che raggiungeranno circa 20 miliardi di euro (+8 miliardi di euro circa rispetto al precedente Piano), con focus nelle geografie caratterizzate da significativa crescita della domanda elettrica. Nello specifico, il gruppo ha pianificato di investire circa il 50% dei capex destinati alle rinnovabili in Europa , da allocare tra aste pubbliche, ibridizzazioni e repowering di impianti, oltre che opportunità Brownfield, cioè per strutture già esistenti.
Al contempo, il gruppo ha pianificato di investire i rimanenti capex negli altri Paesi definiti Tier 1, in particolare negli Stati Uniti, con progetti supportati da schemi contrattuali di lungo periodo, come i Ppa (Power Purchase Agreements).
Attraverso questi investimenti, il Gruppo prevede di incrementare la propria capacità installata a oltre 80 Gw da circa 68 Gw a fine 2025. La capacità addizionale rinnovabile, pari a circa 15 Gw complessivi, proverrà per circa 9 Gw da progetti Greenfield e per 6 Gw circa da Brownfield. Inoltre, si prevede che la nuova capacità sarà costituita per più del 75% da eolico e tecnologie programmabili, quali impianti di accumulo a batteria (Battery Energy Storage Systems, Bess).
Tra il 2026-2028 Enl ha pianificato investimenti totali lordi nelle Reti per oltre 26 miliardi di euro, di cui circa il 55% in Italia, dove è prevista una rapida crescita; oltre il 20% in Iberia, in previsione di un’ulteriore accelerazione dopo il 2028; quasi il 25% in America Latina, in presenza di quadri regolatori prevedibili e di una chiara visibilità sul futuro.
Si prevede, specifica ancora il documento, che l’incremento degli investimenti nelle Reti porti la Regulated Asset Base (Rab) del gruppo a circa 58 miliardi di euro nel 2028 rispetto a 47 miliardi di euro circa a fine 2025 (+22%).

