Roma 2040, il sogno olimpico riparte

Roma Olimpiadi

Nemmeno il tempo di festeggiare le 30 storiche medaglie di Milano-Cortina 2026 che la corsa ai Giochi del futuro è già iniziata. Si vocifera infatti di una possibile candidatura di Roma per le prossime Olimpiadi estive. A frenare gli entusiasmi è il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, che invita alla prudenza: “Una candidatura deve essere concordata e condivisa a cominciare dal Governo, dalle Istituzioni, dal Comitato Olimpico e anche da Sport e Salute”.

Al di là di quale Nazione riuscirà ad aggiudicarsi i Giochi, una cosa è certa: nello scenario geopolitico attuale la corsa alle assegnazioni sarà sempre più complessa. Serviranno alleanze non solo tra Paesi, ma tra interi continenti.

Date alla mano

Per prassi, l’assegnazione dei Giochi olimpici avviene sette anni prima durante la sessione del CIO. Guardando in prospettiva, l’Italia potrebbe puntare su Roma per l’edizione del 2040, esattamente a 80 anni da Roma 1960. Le edizioni 2028 e 2032 sono già state assegnate rispettivamente a Los Angeles e Brisbane. Ancora aperta, invece, la partita per il 2036, per cui hanno ipotizzato una candidatura diversi Paesi: l’Indonesia con Nusantara, la Turchia con Istanbul, l’India con Ahmedabad, il Cile con Santiago, il Qatar con Doha e la Germania con Berlino o Monaco di Baviera.

Più aperta, almeno sulla carta, la sfida per il 2040. Hanno manifestato interesse il Sudafrica e la stessa Germania, mentre in Italia si è ipotizzata perfino una candidatura con coinvolgimento regionale della Toscana. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha espresso piena disponibilità a collaborare, ma non mancano posizioni più caute.

“La partita si può vincere a patto che tutti remino nella stessa direzione, come è accaduto per il Giubileo 2025”, ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. “Un modello che – spiega – ha funzionato grazie alla collaborazione tra Governo, Regione, Comune e Vaticano su una visione condivisa. Per i Giochi servirà una proposta credibile che tenga conto anche dei temi dell’inclusione sociale e della riqualificazione delle periferie”.

L’Africa vuole la sua parte

Un elemento da non sottovalutare riguarda la nuova presidente del CIO, Kirsty Coventry, originaria dello Zimbabwe e da sempre attenta allo sviluppo dello sport nel continente nero.

Molti Paesi africani aspirano infatti a ospitare per la prima volta le Olimpiadi estive. I Giochi Olimpici Giovanili in programma a Dakar rappresenteranno un banco di prova significativo. Marocco, Sudafrica ed Egitto vantano una forte vocazione sportiva multidisciplinare, mentre Kenya ed Etiopia restano punti di riferimento mondiali nel mezzofondo dell’atletica leggera.

Il modello organizzativo di Roma

Il modello dei Giochi “diffusi” rende oggi poco realistico immaginare un’Olimpiade interamente concentrata su Roma. L’eventuale candidatura al 2040 punterebbe infatti sul coinvolgimento di altre città per contenere i costi, valorizzare impianti esistenti e distribuire i benefici economici. Al centro del progetto ci sarebbero sostenibilità, riuso delle strutture e potenziamento della mobilità, con la futura Linea D e il completamento della Linea C entro il 2037 tra le opere strategiche.

Roma può già contare su impianti come l’Olimpico e il Foro Italico, oltre al recupero delle Vele di Calatrava e alla riqualificazione di diverse strutture sportive. Restano da definire una piscina da 4.000 posti, un palazzetto da 20.000 e il Villaggio Olimpico, ipotizzato a Tor Vergata. Un dossier ufficiale non esiste ancora, ma il confronto tra Governo, CONI e amministrazioni locali potrebbe presto riportare il progetto al centro del dibattito.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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