Alla scoperta dei robot umanoidi, le macchine che stanno entrando in ogni aspetto della quotidianità.
Ma gli umani sognano robot umanoidi? Non più, perché il sogno è diventato realtà. La Cina, protagonista globale nella robotica, li ha già fatti arrivare nelle linee di assemblaggio delle fabbriche e ora si trovano nei ristoranti di Beijing E-Town dove baristi umani convivono con camerieri-robot. Nei negozi, invece, si trovano robot-commessi che forniscono informazioni sui prodotti esposti e guidano i clienti negli acquisti. Nelle case di riposo di Qingdao l’assistente robotico Kangkang interagisce con gli anziani, ricorda loro quando assumere i farmaci e allerta i caregiver in situazioni di emergenza.
Le macchine stanno conquistando anche il mondo dello sport. Ad aprile 2025 Pechino ha visto la prima mezza maratona per robot umanoidi; in seguito, i World Humanoid Robot Games, vere e proprie Olimpiadi per robot umanoidi, dalla corsa ostacoli alla boxe. Ad aprire i giochi un torneo di calcetto tre contro tre, con calciatori-robot capaci di collaborare tra loro, localizzare il pallone, anticipare le mosse degli avversari e coordinare passaggi e tiri in porta.
Dallo sport alla musica, Hefei Panshi Technology ha dato vita alla prima band robotica: chitarrista solista, chitarrista ritmico, bassista, tastierista e batterista, capaci di eseguire partiture in tempo reale condividendo un unico ‘cervello informatico’.
La ‘magia’ avviene nelle ‘fabbriche di umanoidi’ di Pechino, Shenzen, Hangzhou e Hefei, dove convergono AI, meccatronica avanzata, sensoristica e manifattura di precisione.
Se la Cina sperimenta sul campo, Europa e Usa sono in uno stato di prototipazione. In Italia la startup Generative Bionics ha raccolto 70 mln d’investimenti per la produzione di robot umanoidi intelligenti ‘Made in Italy’. L’obiettivo è quello di addestrare i sistemi di Physical AI, ottenere la validazione industriale e costruire il primo stabilimento produttivo.
Dalla Brianza a Las Vegas, così i robot umanoidi RoBee di Oversonics Robotics (basata a Carate di Brianza) sono arrivati, lo scorso gennaio, al Consumer Eletronics Show (così come Generative Bionics) dove hanno dimostrato la loro capacità in ambito industriale, manifatturiero e medico-sanitario.
A Las Vegas c’era anche Cloid, il robot del gruppo sudcoreano Lg pensato per gestire lavatrici ed elettrodomestici. E soprattutto Atlas, sviluppato da Boston Dynamics (attualmente controllata di Hyundai) per la prima volta fuori dai test blindati, che ha dato prova di una fluidità di movimento comparabile a quella umana. Atlas, grazie a una parte software implementata con Google Deepmind, potrà essere impiegato nelle linee di assemblaggio di veicoli elettrici in Georgia, con l’obiettivo di una produzione commerciale su larga scala a partire dal 2028.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di febbraio 2026 (numero 1, anno 9)

