Energia, il piano dell’Ue per combattere l’aumento dei prezzi

von der leyen energia

La guerra in Iran e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz stanno causando gravi danni all’economia globale. In particolar modo, a tenere banco è l’aumento dei prezzi dell’energia con i Governi di tutto il mondo impegnati per trovare soluzioni in grado di alleviare il peso di questi costi maggiori in capo a famiglie e imprese.

Anche all’interno dell’Ue sono state avviate discussioni tra gli Stati membri per trovare una risposta comune al caro energia in corso. La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, in una lettera indirizzata ai capi di Stato e di Governo dell’Unione ha precisato che gli schemi nazionali di “emergenza”, volti a limitare il prezzo del gas, per calmierare di conseguenza i prezzi dell’elettricità verranno valutati “caso per caso”, ma dovranno essere concepiti in modo tale da “preservare” i segnali di investimento “a lungo termine” per le fonti non inquinanti.

Von der Leyen ha ricordato che al momento non è in pericolo l’approvvigionamento, tuttavia “un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas dalla regione del Golfo potrebbe avere un impatto significativo sulla nostra economia”. Ma “l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili sta già pesando: dall’inizio del conflitto – aggiunge la presidente della Commissione Ue – l’Europa ha già speso 6 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili”. Si tratta di “un promemoria diretto del prezzo che paghiamo per la nostra dipendenza”.

Il piano contro il caro energia della Commissione Ue

Von der Leyen, per il prossimo Consiglio europeo, ha intenzione di presentare una sorta di ‘scudo‘ contro il caro energia che sta colpendo i cittadini e le imprese dell’Unione. Sul tavolo saranno posti una maggiore flessibilità sugli aiuti di Stato per sostenere le industrie più esposte, nuovi margini legislativi per sgravi sulle bollette elettriche e spinte alla riduzione dei consumi, con le rinnovabili in prima linea. La vera partita però si giocherà sulla riforma dell’Ets che dovrebbe essere rivisto per rendere “più realistica la traiettoria della decarbonizzazione”.

Negli ultimi anni sono stati diversi gli shock che hanno colpito l’Ue: dalla pandemia alla guerra in Ucraina, passando ora per il conflitto in Medio Oriente. Von der Leyen quindi ha invitato i 27 all’unità, ricordando che in ogni occasione hanno sempre “reagito insieme e con urgenza”.

Minoranza di blocco sugli Ets

Nonostante la richiesta di unità da parte di Von Der Leyen, la spaccatura sembra piuttosto evidente: nove Paesi, un terzo dei membri dell’Ue, tre dei quali grandi (Italia, Romania e Polonia), si sono ripromessi di proporre “iniziative comuni” per affrontare la questione dell’incidenza dell’Emissions Trading System (Ets) sulla produzione di energia. Nella riunione che si è svolta a margine del Consiglio Ambiente che si è tenuto oggi a Bruxelles Austria, Repubblica Ceca, Croazia, Grecia, Italia, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria per verificare se ci sia la possibilità di coordinare una linea comune di intervento, soprattutto a causa di una “diffusa preoccupazione” per l’incidenza dell’Ets.

In vista del Consiglio Europeo di giovedì prossimo, in materia di competitività dell’Unione, questi Paesi, formando una minoranza di blocco, potrebbero impedire la formazione di una maggioranza qualificata contraria ad una riforma del sistema Ets.

Dall’altra parte della barricata Danimarca, Finlandia, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia e Paesi Bassi che nei giorni scorsi si sono schierati apertamente contro la sospensione o a modifiche sostanziali al sistema Ets dell’Ue.

I danni per le imprese italiane

Questi primi 18 giorni di guerra in Iran hanno già avuto un grave impatto sulle imprese in Italia con i prezzi dell’elettricità e del gas che sono saliti rispettivamente del 24% e di quasi il 33%. Se questi livelli dovessero mantenersi fino alla fine dell’anno – rileva Confesercenti -, per le Pmi del commercio, del turismo e dei servizi la bolletta energetica potrebbe salire già nel 2026 a 3,8 miliardi di euro, con un aggravio di quasi 900 milioni rispetto al 2025.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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