Hoepli in liquidazione, Mondadori presenta un’offerta per il ramo scolastico

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A due settimane dalla decisione della storica casa editrice milanese Hoepli di mettersi in liquidazione volontaria, Mondadori prova a inserirsi nella partita con un’offerta per il ramo dell’editoria scolastica. “Nel monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione, verificheremo se dovessero aprirsi eventuali nuove opportunità che ci possano far riconsiderare ulteriori asset di Hoepli”, spiega Antonio Porro, amministratore delegato del gruppo.

Non è il primo tentativo: già un anno fa era stata presentata un’offerta per l’intera Hoepli, che non era stata accettata. Da qui una nuova proposta limitata alla sola divisione scolastica, segmento più stabile e strategico, “nell’auspicio che possa essere accolta”, conclude l’Ad. Oltre a Mondadori, altri interlocutori avrebbero già chiesto accesso a conti e bilanci.

Intanto le trattative per la vendita del palazzo di via Hoepli a un fondo statunitense sarebbero già in fase avanzata, anche se l’accordo non è ancora stato formalizzato. Il tempo, però, stringe: il 30 aprile segna una scadenza cruciale: “L’affitto scade e non verrà rinnovato. In quella data la libreria Hoepli chiude”.

Hoepli tra storia e crisi

Fondata a Milano, Hoepli è una delle ‘istituzioni editoriali’ più longeve del Paese. Oltre 150 anni di attività tra cultura, scienza e divulgazione, e una libreria che per generazioni (cinque) è stata un punto di riferimento nel cuore della città. Eppure, il 10 marzo 2026 l’assemblea dei soci ha deciso lo scioglimento volontario e l’avvio della liquidazione. Alla base una combinazione di fattori: si parla di conti in peggioramento, prospettive deboli per il mercato del libro e una conflittualità interna mai risolta. Tra i soci, Giovanni Nava – titolare di circa il 33% – si è opposto alla decisione.

La conferma arriva dai numeri: nonostante la crisi operativa, il patrimonio netto resta positivo per circa 11,38 milioni di euro, mentre il valore dell’immobile che ospita la libreria è stimato intorno ai 20 milioni. Secondo quanto riportato da ‘Il Fatto Quotidiano’, dal bilancio emergono segnali di difficoltà strutturale: i ricavi annui sono scesi dell’8,5% a 29,56 milioni di euro, a fronte di costi di produzione pari a 30,74 milioni (-10,9%).

La perdita sfiora il milione di euro, in aumento rispetto all’anno precedente. La società, per ridurre i costi, è intervenuta sul lavoro (-14,6%) e ha ridotto l’indebitamento complessivo da 12,12 a circa 7,57 milioni di euro. Ma i flussi di cassa operativi sono diventati negativi per oltre 4 milioni.

Anche l’attività editoriale mostra segnali di contrazione: calano le novità pubblicate, le ristampe e le copie prodotte. A pesare, secondo la società, sono stati sia il rallentamento del mercato editoriale sia fattori strutturali come il calo demografico, che incide soprattutto sul comparto scolastico, oltre a quello degli incassi della libreria.

L’editoria in numeri

Il caso Hoepli si inserisce in una fase delicata per il mondo dell’editoria. Secondo i dati dell’Associazione Italiana Editori, il mercato del libro in Italia vale circa 3,2 miliardi di euro, ma ha esaurito la spinta della crescita post-pandemica ed è entrato in una fase di rallentamento.

Il calo interessa soprattutto il comparto trade, mentre il segmento scolastico si conferma relativamente stabile, con un valore intorno ai 790 milioni di euro. Intanto il settore si concentra: crescono il peso dei grandi gruppi e quello del catalogo, che vale ormai circa due terzi delle vendite.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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