“Quello che perdiamo oggi è perduto e non lo recupereremo”. Alla vigilia delle vacanze pasquali, il presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina parla a Fortune Italia e sintetizza così il clima che attraversa il settore. Le festività di Pasqua 2026, “primo vero banco di prova per il turismo italiano”, si aprono in un contesto di forte instabilità geopolitica. Il conflitto in Medio Oriente e le tensioni internazionali stanno incidendo sulle scelte di viaggio, alimentando un’incertezza che si riflette sull’intera filiera turistica.
Secondo i dati diffusi da Assoturismo Confesercenti, le presenze complessive si attestano a 14,1 milioni, in lieve diminuzione, -1,3% rispetto allo scorso anno, pari a circa duecentomila pernottamenti in meno. “Il calo è significativo perché arriva nel primo momento cruciale della stagione, il ponte di Pasqua”, spiega il presidente Messina. “Più che il dato in sé, ci preoccupa il contesto: guerre, instabilità e nuove tensioni sui costi energetici rischiano di avere effetti ben più profondi nei prossimi mesi”.
La domanda internazionale sostiene ancora una volta il comparto. I turisti stranieri rappresentano il 58,9% del mercato, con 8,3 milioni di presenze (-1,4%). In flessione anche il mercato domestico, con 5,8 milioni di italiani in viaggio (-1,2%). L’indagine, condotta dal Centro Studi Turistici di Firenze su 1.087 strutture ricettive italiane, restituisce un quadro disomogeneo. Tutte le macro-aree del Paese registrano una contrazione, più marcata nel Sud e nelle Isole (-2,0%) e nel Centro (-1,8%). Tengono invece le località montane, sostenute dalla domanda estera, mentre le città d’arte restano il principale polo attrattivo nonostante una lieve flessione (-0,8%). Proprio su queste destinazioni si concentra gran parte del turismo pasquale, anche perché “l’incertezza climatica ha frenato le prenotazioni in altre tipologie di mete”, osserva Messina.
A incidere sul rallentamento è anche la combinazione tra geopolitica e trasporti. “Cancellazioni di voli intercontinentali, aumenti delle tariffe aeree e percezione di insicurezza da parte dei viaggiatori scoraggiano”, sottolinea il presidente, che richiama anche le recenti criticità legate agli approvvigionamenti di carburante per l’aviazione. “Le difficoltà sul fronte del cherosene rischiano di avere ricadute sui voli e quindi sulla mobilità turistica”.
Ma l’impatto non è uniforme. “A soffrire di più sono il segmento medio e quello low cost. L’alto spendente tende a spostarsi, cambia destinazione, ma non rinuncia al viaggio”, spiega Messina. “Pesano anche le preoccupazioni del mercato statunitense, molto sensibile al tema della sicurezza internazionale”.
Sul fronte dei flussi, la dinamica è doppia. Il turismo in uscita risente maggiormente delle tensioni internazionali, con molte destinazioni tradizionali penalizzate. Anche l’incoming inizia a mostrare segnali di frenata. “Abbiamo ancora una buona tenuta dei flussi europei, ma si registrano segnali di flessione da parte di alcune aree extraeuropee e degli Stati Uniti”.
Il punto, però, non è solo il dato di Pasqua. La vera preoccupazione riguarda la stagione estiva. “Tra guerra, costi energetici e incertezza sui voli, le variabili sono troppe. E senza certezze il turista tende a rimandare la prenotazione”.
In questo scenario, una possibile leva potrebbe tornare a essere il turismo domestico e di prossimità, come già accaduto durante la pandemia. Ma il quadro resta fragile, anche per l’impatto dei costi. “Siamo una filiera che vende oggi per il prossimo anno: assorbire aumenti energetici imprevedibili è estremamente complesso. Se a questo si aggiunge il calo delle presenze, il rischio è che questa fase diventi strutturale e difficile da gestire”.
Nonostante nei primi mesi dell’anno il settore abbia mostrato capacità di adattamento, il sentiment tra gli operatori cambia. “Per la prima volta siamo davvero preoccupati”, ammette il presidente, chiedendo un confronto urgente con le istituzioni e un piano di sostegno per l’intera filiera “che va ben oltre l’alberghiero e coinvolge ristorazione, servizi e occupazione diffusa sul territorio”.

