Antonella Salvatore (Naba): la forza delle competenze creative

Antonella Salvatore (Naba)

Il ruolo delle accademie creative nelle politiche di sviluppo delle città, ne abbiamo parlato con Antonella Salvatore, School Director Naba.

In un tempo in cui le città competono non solo sulla qualità delle infrastrutture materiali ma anche sulla densità di quelle culturali, le accademie creative possono diventare veri e propri attori di politica urbana. Non più soltanto luoghi di formazione, ma piattaforme capaci di generare competenze, visioni e connessioni tra istituzioni, imprese e comunità locali. Ne abbiamo parlato con Antonella Salvatore, School Director della Nuova Accademia di Belle Arti (Naba), che dalla sede romana guida un progetto educativo orientato a fare dell’Accademia una vera infrastruttura culturale per la città.

Come possono le accademie creative trasformarsi in attori delle politiche di crescita delle città, contribuendo alla rigenerazione urbana e allo sviluppo dei suoi distretti creativi, anche attraverso progetti condivisi con istituzioni e imprese?

La Naba, è la migliore Accademia di Belle Arti italiana e tra le prime 100 istituzioni al mondo in ambito Art & Design nella prestigiosa classifica mondiale ‘QS World University Rankings by Subject’. Il lavoro che stiamo facendo per Roma è fare in modo che la nostra Accademia non sia solo un’istituzione di formazione, ma che si posizioni come un’infrastruttura culturale, in grado di generare competenze, innovazione e progettualità, che sia quindi partner per le istituzioni, per la comunità locale in senso più ampio, e per le aziende che operano sul territorio.

Per questo abbiamo più volte aperto le porte alla comunità locale, dando vita a laboratori ma anche ad incontri con personalità di spicco nel mondo dell’arte, del cinema e della cultura in generale. A maggio 2025 abbiamo preso parte a Città Studio, un’iniziativa dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, e abbiamo portato lezioni di grafica e di disegno in uno spazio per i cittadini. Naba a Roma si trova nel cosiddetto Ostiense District, un’area definita nel 2020 dal The Guardian ‘one of the coolest neighbourhoods in Europe’ uno dei posti più interessanti in Europa. Un distretto creativo, educativo, innovativo di cui Naba si sente parte integrante e attiva.

A tal proposito, gli studenti del Triennio in Graphic Design e Art Direction della sede di Naba a Roma hanno creato due progetti. Dapprima ‘Garbata topo/tipo/grafia di Garbatella’, una mappa tipografica pensata per esplorare insegne storiche e loghi della Garbatella, insieme ai suoi luoghi, presentando una visione artistica del quartiere.

E poi ‘Fluvia’, ‘Nao’ (Nuova Area Ostiense) e ‘Most’ (Mostra Ostiense) progetto di identità visiva sviluppati dai nostri studenti per il quartiere Ostiense di Roma e presentati a Videocittà 2023, proponendo una visione innovativa e creativa per l’area, in un’ottica di rigenerazione urbana attraverso l’innovazione e il dinamismo del quartiere.

Recentemente abbiamo partecipato ad un progetto promosso dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti e questo ha portato gli studenti della Naba a svolgere attività artistiche in case di accoglienza per donne, mentre una nostra docente ha lavorato al progetto con alcune detenute del carcere di Rebibbia. Quanto detto rende chiaro l’impatto misurabile del lavoro di Naba sul territorio: aumento delle attività culturali nel quartiere, maggiore senso di comunità, maggiore inclusività, e democratizzazione del processo di accesso della popolazione alla formazione in ambito artistico e creativo.

Molti alumni Naba lavorano nel mondo del lusso anche fuori dalla moda, per esempio nel design e nella brand strategy, persino in aziende come Bulgari. Quali competenze servono oggi ai luxury brand?

La nostra Accademia non forma semplicemente ‘creativi’, ma professionisti capaci di interpretare e progettare valore culturale fondamentale per l’industria del lusso. Naba collabora con le aziende del settore luxury con progetti accademici, workshop, incontri e lectures con direttori creativi, responsabili delle diverse aziende.

Ma proponiamo anche career days e momenti di selezione dedicati proprio ai nostri giovani che stanno per completare gli studi, così come stage che spesso sono il primo step per l’ingresso delle nuove generazioni nel mondo del lavoro. L’industria del lusso cerca talenti ‘Made in Naba’ perché chiedono profili professionali capaci di integrare sensibilità estetica, capacità progettuale, competenze strategiche, tecniche ma anche comportamentali.

Il lusso ricerca professionisti capaci di leggere tendenze culturali, di innovare mantenendo l’eredità del brand, di progettare esperienze in store ma anche virtuali; talenti che abbiano attenzione per i materiali e per la sostenibilità, progettisti che sappiano coniugare strumenti, tecnologie e un design human-centric.

I nostri studenti sono abituati a risolvere problemi complessi. Nel percorso di studi lavorano a progetti aziendali e si interfacciano con manager e professionisti del settore; questo rende i nostri giovani estremamente maturi, abituati a leggere il contesto e a comprendere le esigenze delle varie funzioni aziendali.

 Quali politiche pubbliche dovrebbero promuovere un orientamento precoce alle professioni creative per prevenire dispersione scolastica e povertà educativa e accompagnare i giovani verso percorsi di formazione più consapevoli e legati al lavoro?

Sicuramente sarebbe necessario un maggiore supporto di specifiche politiche pubbliche, iniziando con lo sviluppare, ad esempio, dei programmi di orientamento e percorsi laboratoriali integrati nelle scuole. L’obiettivo è quello di riuscire a dare ai giovani gli strumenti per conoscere i percorsi professionali e acquisire competenze, facendo in modo che i ragazzi delle scuole superiori possano iniziare fin da giovanissimi ad orientarsi.

Di fronte ad un mercato del lavoro che ridefinisce costantemente i suoi perimetri, il nostro ruolo è di anticipare il cambiamento e supportare gli studenti verso una consapevolezza critica del loro futuro. Naba, negli anni, è riuscita a implementare una cooperazione di ampio respiro con moltissimi istituti superiori del territorio; in Naba, infatti, esiste un team dedicato che, in tandem con i nostri docenti, porta l’orientamento al lavoro e laboratori pratici e creativi all’interno delle scuole.

Inoltre, con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di studenti, ogni anno proponiamo i ‘Nabaexperience’: giornate gratuite dedicate agli studenti delle scuole superiori, che vengono accolti nei nostri campus per partecipare a laboratori creativi curriculari ed extracurriculari, workshop tematici e momenti di orientamento, pensati per far conoscere da vicino le professioni dei settori della moda, del cinema e, più in generale, delle industrie creative.

Ogni estate proponiamo, poi, i ‘Nabavision’, una settimana di lezioni e laboratori dedicata ai ragazzi del penultimo anno di scuola superiore, che hanno interesse a comprendere le aree di studio della nostra Accademia.  Per tantissimi studenti delle scuole superiori conoscere e interagire con le attività che Naba mette in piedi, è una valida esperienza di formazione scuola lavoro (Fsl).

Anni di presenza sul territorio ci hanno insegnato che in questo modo si può contribuire a ridurre la dispersione scolastica e la povertà educativa: occorre incoraggiare le nuove generazioni a pensare al futuro in maniera costruttiva, solo così si avvicinano gli studenti al mondo del lavoro. Non dobbiamo dimenticare che abbiamo un obbligo morale di formare i giovani e di aiutarli a costruire la società di domani.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di marzo 2026 (numero 2, anno 9)

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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