Nasce Amazit, la startup che digitalizza la compravendita di attività commerciali

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Il mercato italiano delle piccole e medie imprese si trova di fronte a una sfida epocale: mentre quasi l’80% delle aziende con almeno 10 addetti ha raggiunto un livello base di digitalizzazione, manca ancora uno strumento digitale dedicato per facilitare la compravendita di attività commerciali. Un paradosso in un paese dove il mercato B2B digitale vale 278 miliardi di euro e il 61% delle aziende utilizza già l’e-commerce B2B, ma dove chi vuole vendere o acquistare un’attività commerciale deve ancora affidarsi al passaparola o a portali generalisti non specializzati. È in questo contesto che nasce Amazit, startup innovativa incubata al Polo Tecnologico di Pordenone, che si propone come il primo marketplace verticale italiano dedicato esclusivamente alla compravendita di attività commerciali.

“Oggi se un imprenditore vuole acquistare un bar, un salone di parrucchiere, un negozio al dettaglio, un centro estetico o una piccola azienda di servizi, spesso non ha cognizione di dove cercare. Deve affidarsi al passaparola, ad agenzie immobiliari non specializzate o a portali generalisti che non sono focalizzati su questo specifico segmento”, spiega Ciro D’Aniello, 42 anni, founder e amministratore di Amazit, realtà nata dall’esperienza maturata nel mondo dei servizi alle imprese attraverso il Gruppo Cosmos. La compagnia societaria vede anche la presenza di Mauro Capozzella, 52 anni, socio della startup.

La piattaforma, che debutterà online a fine giugno, si propone come un portale verticale di annunci dedicato alla compravendita di attività commerciali, aziende, quote societarie, marchi e brevetti, con servizi integrati di analisi e valutazione aziendale, predisposizione di memorandum informativi, supporto nelle operazioni di M&A e consulenza legale e finanziaria.

Il progetto nasce dall’esperienza diretta maturata da D’Aniello con il Gruppo Cosmos, che gli ha consentito di intercettare da vicino i bisogni delle micro e piccole imprese. ‘Oggi molte operazioni di compravendita che riguardano attività commerciali, microimprese e PMI passano ancora attraverso portali generalisti, gruppi sui social o agenzie immobiliari non specializzate. In molti casi vengono seguite dai commercialisti, in altri restano prive di un vero supporto strutturato. Spesso chi vende non ha piena consapevolezza del valore della propria attività e questo può portare anche alla chiusura dell’esercizio, invece che a una cessione. Con il “valutometro”, Amazit punta a rendere più semplice e trasparente la stima iniziale e, con essa, il mercato delle compravendite commerciali, artigianali e industriali’, osserva D’Aniello.

”L’iniziativa arriva in un momento cruciale per l’economia italiana. Nel 2025, l’e-commerce ha registrato un fatturato di 62,3 miliardi di euro con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente, mentre a settembre dello stesso anno si è vista un’accelerazione con un incremento del 7,3% in valore, emergendo come il canale più performante. Le aziende attive nel digitale presentano inoltre un indice Ebitda medio del 18,4%, superiore di 11,6 punti percentuali rispetto agli altri settori”.

Amazit ha già superato la fase beta della piattaforma, validata dagli ingegneri del Polo Tecnologico Alto Adriatico di Pordenone, e ha ottenuto un primo riconoscimento istituzionale attraverso i contributi concessi nell’ambito del programma PNRR IP4FVG-EDIH, gestito da Area Science Park, a supporto delle attività di digitalizzazione e sviluppo tecnologico. La startup è inoltre impegnata in un aumento di capitale sulla piattaforma Opstart, con l’obiettivo di consolidare la struttura societaria e attrarre nuovi soci per sostenere la crescita del progetto. ‘Una sfida come questa richiede non solo idee, ma anche struttura, competenze e una compagine capace di accompagnare lo sviluppo della piattaforma nel tempo’, afferma D’Aniello

Amazit si inserisce in uno scenario in cui il passaggio generazionale, l’ingresso di nuovi imprenditori e i processi di aggregazione societaria stanno diventando temi sempre più rilevanti. ‘Da un lato ci sono attività valide che cercano continuità, dall’altro aspiranti imprenditori che potrebbero trovare in aziende già avviate un accesso più sostenibile al mercato e, spesso, anche al credito. A questo si aggiungono fusioni e integrazioni societarie sempre più strategiche per sostenere percorsi di crescita. Amazit nasce per dare forma digitale e strutturata a queste opportunità’, osserva D’Aniello.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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