Alcune carte di credito offrono bonus di benvenuto molto alti. In certi casi arrivano a sei cifre di punti, mai visti prima, se si raggiunge una soglia minima di spesa.
Con l’avvicinarsi della scadenza fiscale, alcuni americani adottano una strategia precisa. Aprono una nuova carta, pagano le tasse, incassano il bonus e usano i punti per ottenere, ad esempio, un volo gratuito.
L’Internal Revenue Service consente di pagare le tasse con carta di credito, applicando una commissione. Su un debito fiscale di 5.000 dollari, una fee dell’1,75% equivale a 87,50 dollari. Con una carta che offre 100.000 punti a fronte di 5.000 dollari di spesa, quei punti costano di fatto meno di 100 dollari in commissioni.
La strategia si diffonde sui social. Gli esperti invitano però alla cautela. Funziona solo per una fascia limitata di contribuenti. E arriva in un momento delicato per molte famiglie.
Un sondaggio del sito CouponFollow, condotto su 1.000 americani, fotografa la situazione. Il 52% usa il rimborso fiscale per pagare bollette arretrate. Il 15% lo fa in modo abituale. Il 27% dichiara di non poter pagare le tasse se dovesse risultare a debito. Solo il 12% considera il rimborso una vera svolta finanziaria.
In questo contesto, la strategia delle carte di credito appare allo stesso tempo ingegnosa e rischiosa.
“Questa stagione fiscale mostra più persone che trattano il pagamento delle tasse come un’opportunità strategica di spesa. L’idea è intelligente, ma può diventare rischiosa”, spiega Clay Cary, analista di CouponFollow.
“In alcuni casi può funzionare. Se hai già i soldi per saldare subito il debito della carta, il bonus di benvenuto permette di accumulare punti e miglia rapidamente. Puoi ottenere un volo o un soggiorno gratuito, utile in una fase di aumento dei costi di viaggio”.
La convenienza dipende da condizioni precise. Le commissioni per il pagamento delle tasse con carta oscillano tra l’1,8% e il 2%. Il valore del bonus deve superare questi costi. Il rischio principale riguarda il saldo non pagato. Anche un ritardo breve può annullare tutti i vantaggi.
“Per chi ha stabilità finanziaria e può saldare subito, è una scelta calcolata”, dice Cary. “Per chi non ha un piano chiaro di rimborso, non è un trucco per viaggiare. È un errore in attesa di accadere”.
I dati di CouponFollow suggeriscono che molti americani non possono permettersi questo rischio. Solo il 33% intende destinare il rimborso ai risparmi. Il 18% lo userà per ridurre debiti già esistenti sulle carte di credito. Molti partono già da una posizione fragile.
Cary individua però un segnale interessante. Il modo di gestire il denaro sta cambiando.
“I rimborsi fiscali non vengono più trattati come soldi extra da spendere. Sempre più spesso rappresentano un reset finanziario”.
“Quando oltre la metà degli americani usa il rimborso per bollette, debiti e spese essenziali, significa che la pressione economica è alta. Allo stesso tempo vediamo comportamenti più strategici. Quasi la metà combina rimborsi, coupon, premi e cashback per allungare il budget. Non si tratta di fare un salto in avanti, ma di gestire meglio le risorse disponibili”.
Per chi ha disciplina finanziaria, la stagione fiscale può diventare un’occasione per accumulare premi di viaggio. Per tutti gli altri, resta valida la scelta più semplice: usare il rimborso per rimettere in ordine i conti.
L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com

