Spotify ha compiuto 20 anni giovedì scorso, a pochi mesi dalla decisione di Daniel Ek – fondatore del colosso musicale da oltre 100 miliardi di dollari – di lasciare la carica di amministratore delegato. Ek, che ha cofondato Spotify nel 2006 a Stoccolma, ha assunto a gennaio il ruolo di presidente esecutivo, concentrandosi sulle decisioni strategiche di lungo periodo e sull’allocazione del capitale.
L’azienda ha promosso gli ex co-presidenti Alex Norström e Gustav Söderström a co-CEO. Norström era in precedenza chief business officer, con responsabilità su abbonamenti e contenuti, mentre Söderström ricopriva il ruolo di chief product and technology officer.
Sostituire Ek non sarà semplice
Sostituire Ek, però, non sarà semplice. Il manager, oggi 43enne, ha fondato la società in un’epoca in cui il mercato musicale era dominato da iTunes ma anche segnato dalla diffusione della pirateria attraverso piattaforme come LimeWiree Napster. “L’unico modo per risolvere il problema era creare un servizio migliore della pirateria e allo stesso tempo in grado di remunerare l’industria musicale”, dichiarò Ek al Telegraph nel 2010.
All’epoca scommise su un’idea controversa: che gli utenti potessero accettare di non possedere la musica, in cambio di un accesso semplice a un catalogo pressoché illimitato di brani e album. Dopo anni di negoziati con le case discografiche, Spotify è stato lanciato nel 2008 in Svezia e in altri Paesi europei, con un ampio catalogo e un modello “freemium” che consentiva l’ascolto gratuito supportato dalla pubblicità. Il debutto negli Stati Uniti è arrivato nel 2011.
La crescita è stata costante: la società è sbarcata in Borsa nel 2018 e da allora il titolo ha guadagnato circa il 248%, raggiungendo una capitalizzazione di circa 106 miliardi di dollari. Negli ultimi anni, Ek ha guidato anche l’espansione nel settore dei podcast, siglando accordi di rilievo con Joe Rogan, Barack Obama e il principe Prince Harry con Meghan Markle. Nel 2023, tuttavia, l’azienda ha iniziato a ridurre gli accordi esclusivi.
Il ‘meno potente nella stanza’
Durante una registrazione dal vivo del podcast In Good Company nel 2024, Ek ha dichiarato di sentirsi “probabilmente la persona meno potente in Spotify“, attribuendo questa percezione al modello aziendale scandinavo, che valorizza una struttura organizzativa più orizzontale e distribuisce le responsabilità decisionali.
Secondo Ek, pur ricoprendo il ruolo più alto, non sempre aveva l’ultima parola su molte decisioni strategiche, proprio per via di questo approccio. In linea con questa filosofia, l’azienda offre benefit generosi ai dipendenti, tra cui la possibilità di lavorare da qualsiasi luogo e sei mesi di congedo parentale indipendentemente dal genere.
Crescita e critiche
Nel corso degli ultimi due decenni, Ek ha trasformato Spotify in uno dei protagonisti assoluti dell’industria musicale, pur dovendo affrontare critiche, in particolare sul tema delle royalties agli artisti.
Una delle artiste più popolari al mondo, Taylor Swift, ha rimosso la propria musica dalla piattaforma nel 2014 proprio per questioni legate ai compensi, per poi tornare tre anni dopo. Anche artisti emergenti hanno protestato contro una modifica introdotta nel 2024, che ha escluso dai pagamenti i contenuti con meno di 1.000 stream. Nel frattempo, la piattaforma ha dichiarato di aver distribuito nel 2024 un totale record di 11 miliardi di dollari all’industria musicale.
Numeri e futuro di Spotify
Oggi Spotify ospita oltre 100 milioni di brani, 7 milioni di podcast e circa 500.000 audiolibri, per una base di oltre 750 milioni di utenti a livello globale. La società è diventata profittevole nel 2024 e, annunciando le sue dimissioni lo scorso settembre, Ek ha espresso fiducia nel futuro dell’azienda sotto la nuova leadership.
“Negli ultimi anni ho progressivamente delegato gran parte della gestione operativa e della direzione strategica ad Alex e Gustav, che hanno contribuito a plasmare l’azienda fin dai primi giorni e sono pronti a guidarne la prossima fase”, ha dichiarato.
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.
