Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della Bce.
I tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno invariati al 2,00%, al 2,15% e al 2,40%, rispettivamente.
Secondo Francoforte i nuovi dati economici sono in linea con le valutazioni passate circa le prospettive di inflazione. Ma quello dell’aumento dei prezzi è un rischio al rialzo accompagnato da quello al ribasso per la crescita. Nonostante questo, il dato inflattivo non è lontano dal 2%, la quota obiettivo di Francoforte.
Previsti due rialzi dei tassi entro l’anno
Il rialzo dei tassi, secondo gli osservatori, è solo rimandato: i mercati si apettano due aumenti entro la fine dell’anno, per un totale di mezzo punto percentuale. Secondo l’analisi di Mutuisupermarket.it, “l’inevitabile conseguenza per le famiglie che hanno in corso un mutuo a tasso variabile” sarù veder aumentare la rata mensile.
L’Euribor, l’indice di riferimento per il tasso variabile, “segue piuttosto da vicino le decisioni della BCE. Nello specifico, per un mutuo di 150.000 euro e durata di 30 anni, che rappresenta una tipologia largamente diffusa nel nostro Paese, l’aumento di 0,50% dei tassi comporta per i mutuatari una crescita della rata pari a circa 42 euro al mese e 505 euro all’anno”, commenta Stefano Rossini, Amministratore Delegato di MutuiSupermarket.it.
Per chi stipula adesso e si vuole proteggere con un fisso, conviene sbrigarsi: entro l’estate e settembre saranno ancora valide alcune delle offerte attuali, ma dall’autunno anche le condizioni legate all’Irs cambieranno l’importo delle rate mensili.
L’impatto del Medio Oriente secondo la Bce
Secondo la Bce “il conflitto in Medio Oriente ha causato un brusco incremento delle quotazioni energetiche, sospingendo al rialzo l’inflazione e gravando sul clima di fiducia. Le implicazioni della guerra per l’inflazione a medio termine e l’attività economica dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto. Più a lungo continuerà la guerra e più a lungo i prezzi dell’energia resteranno elevati, maggiore sarà il probabile impatto sulle misure più ampie dell’inflazione e sull’economia”.
Il Consiglio direttivo dice di trovarsi in una “posizione favorevole” per affrontare l’attuale incertezza. “L’area dell’euro è entrata in questo periodo di forti rincari dell’energia con un’inflazione intorno all’obiettivo del 2% e un’economia che ha mostrato una buona capacità di tenuta negli ultimi trimestri. Le aspettative di inflazione a più lungo termine permangono saldamente ancorate, benché quelle sugli orizzonti temporali più brevi siano aumentate in misura significativa”.
Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio direttivo seguirà attentamente la situazione e adotterà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, “senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.
