Unicredit, al via l’Ops su Commerzbank con il miglior trimestre di sempre 

andrea orcel unicredit

Unicredit vola in Borsa dopo i risultati del primo trimestre mentre apre la sua partita più importante con l’inizio dell’Ops su Commerzbank. Per Andrea Orcel, Ad di Unicredit, l’offerta è stata necessaria “per sbloccare una situazione di mancanza di dialogo da parte dell’altra parte. Non ci siamo riusciti perché dopo solamente due riunioni di circa un’ora hanno deciso di restare sulle loro posizioni”, ha spiegato l’amministratore delegato a Class Cnbc. Unicredit ha approvato la mossa in Germania con un 99,5% in assemblea.

La banca si presenta all’appuntamento dell’Ops volando in Borsa (ha aperto al +3%) grazie a un utile netto che nel primo trimestre è cresciuto del 16,1% anno su anno a 3,2 miliardi. Il risultato batte le stime. 

Si accende la sfida Commerzbank 

Secondo il vicepresidente del consiglio di amministrazione di Commerzbank, Michael Kotzbauer, “ciò che Unicredit ha messo sul tavolo dopo 18 mesi e numerosi incontri è un piano che smantella la banca così come funziona oggi per i suoi clienti e non paga alcun premio ai nostri azionisti”. Anche di questo ha parlato Orcel, dicendo che non ci sarà nessun smantellamento e che saranno gli azionisti a decidere. “Secondo noi incorpora un premio: sta agli azionisti di Commerzbank decidere quello che vogliono fare. Da un nostro punto di vista vinciamo comunque”. 

Cosa succede quindi in base al destino dell’Ops di Unicredit su Commerzbank? Orcel delinea i diversi scenari: 

  • “Se restiamo sotto il controllo, che è lo scenario più probabile, continueremo ad avere un ritorno da un investimento significativo in Commerzbank di oltre il 20% che, come vedete, questo trimestre aiuta a sostenere i nostri risultati”. 
  • “Se Commerzbank fa meglio perché rivede il piano, ne beneficeremo di più. Se Commerzbank fa peggio perché non riesce ad eseguire, abbiamo una copertura che ci permette di non essere preoccupati”. 
  • “Se invece arriviamo al controllo, abbiamo presentato il nostro punto di vista, ed è chiaro che creerebbe molto più valore del loro piano”, conclude. 

I conti Unicredit

Oltre agli utili per Unicredit crescono anche i ricavi, del 5% anno su anno a 6,9 miliardi, e i ricavi netti del 3,3% a 6,7 miliardi, assorbendo gli impatti negativi legati ai tassi, alle rettifiche su crediti e alla Russia. 

La banca guidata da Orcel cresce ininterrottamente da 21 trimestri, e questo in particolare è il miglior ‘quarter’ di sempre. 

Le ambizioni di Orcel sono ancora più alte: un utile netto 2026 da oltre 11 miliardi di euro mentre rimangono le previsioni di crescita per il 2028 “nonostante un contesto macroeconomico più complesso, sulla base della fiducia nella rapidità della trasformazione, nei nostri punti di forza idiosincratici, e nella protezione senza pari garantita dalle linee di difesa”. 

UniCredit ha riportato “un’altra serie record di risultati trimestrali in tutte le principali metriche finanziarie, dando prova della solidità e della coerenza del nostro modello, e della esecuzione della nostra strategia”, afferma l’amministratore delegato di Unicredit Andrea Orcel. 

La partita Generali 

Su Generali si è discusso molto in questi giorni, nell’eventualità che Unicredit possa crescere ancora nel gigante di Trieste. 

Orcel spiega però che non ci sono piani di superare il 10%. Dal punto di vista degli investimenti finanziari, “abbiamo intensificato il dialogo sulla cooperazione che apporta valore aggiunto a entrambe le parti nella gestione patrimoniale, nel settore assicurativo e in una serie di altri ambiti in cui possiamo creare valore per entrambe”, conclude. 

Su operazioni di consolidamento in Italia “siamo in una delle migliori posizioni per intervenire se vedremo un’opportunità”, dice l’amministratore delegato di Unicredit in call con gli analisti. “Non siamo sotto pressione per intervenire, perché creiamo sinergie all’interno dell’intero gruppo, ma in quanto player in Italia siamo attenti a opportunità di M&A”. 

Poste Italiane Dic 25

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