L’Italia ritiene necessario estendere temporaneamente il campo di applicazione della National Escape Clause già prevista per le spese di Difesa anche agli investimenti e alle misure straordinarie necessarie per fronteggiare la crisi energetica in corso, senza modificarne i limiti massimi di scostamento già previsti. Lo ha scritto la premier Giorgia Meloni in una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
La richiesta del Governo italiano arriva in un momento delicato in cui la crisi in Iran non sembra essere vicina ad una conclusione e, di conseguenze, le forniture di petrolio continuano a scarseggiare (con le riserve non troppo lontane dall’esaurirsi) a causa del prolungarsi della chiusura dello Stretto di Hormuz. Inoltre, il contesto geopolitico non ha subito mutamenti positivi a seguito dell’attesissimo vertice tra il presidente degli Usa, Donald Trump, e il suo omologo, Xi Jinping. Dunque, in ottica futura, Roma ritiene necessario attivare una deroga al Patto di Stabilità per fronteggiare la crisi energetica che potrebbe ulteriormente peggiorare nelle prossime settimane.
“In assenza di questa necessaria coerenza politica – sostiene la premier Meloni – sarebbe molto difficile per il Governo italiano spiegare all’opinione pubblica un eventuale ricorso al programma Safe alle condizioni attualmente previste. Sono certa che la Commissione saprà comprendere la portata e l’urgenza di questa richiesta, che nasce dalla necessità di rispondere concretamente alle priorità reali dei cittadini italiani ed europei in un momento così delicato”.
In numeri, se dovesse essere accordata da Bruxelles la deroga, i vincoli di spesa cambierebbero come quelli per la Difesa, ovvero fino a un margine dell’1,5% del Pil. Ad esempio, per la Difesa all’Italia sono stati accordati 14,9 miliardi in prestiti agevolati. Tuttavia, al momento, non sembrano esserci spiragli, ma giovedì la Commissione europea presenterà le nuove previsioni economiche di primavera che dovrebbero prevedere un peggioramento del quadro macroeconomico e potrebbero portare a diverse riflessioni. Per Roma è una questione vitale anche perché il 22 maggio scadono le misure sulle accise sulla benzina e il diesel.
In questo contesto geopolitico in continua evoluzione, l’Italia – rassicura Meloni – “continuerà a fare la propria parte per rafforzare la sicurezza e la difesa europea”, tuttavia ci sono anche altre priorità, sentite anche dai cittadini, e una di queste oggi è sicuramente la “sicurezza energetica”.
La crisi in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz, che si aggiungono agli effetti dell’aggressione russa dell’Ucraina, stanno già producendo effetti pesantissimi e spesso asimmetrici sui prezzi dell’energia, sui costi per famiglie e imprese, sulla competitività del nostro sistema produttivo e sul potere d’acquisto dei cittadini. Tutti questi fattori fanno crescere “la preoccupazione di dover affrontare un nuovo shock economico e sociale dopo gli enormi sacrifici sostenuti negli ultimi anni. Per questo ritengo che l’Europa debba dare un segnale di coerenza, di buon senso e di vicinanza ai cittadini”, sottolinea la presidente del Consiglio.
La sicurezza dell’Europa – chiosa la premier – non si misura soltanto nella capacità militare. Si misura anche nella possibilità per le imprese di continuare a produrre, per le famiglie di sostenere i costi energetici, per gli Stati di garantire stabilità economica e sociale.

