L’Italia cambia ‘reputazione’ a seconda della generazione che la osserva. Per un bambino, il luogo ideale in cui crescere è Firenze. Per un giovane, invece, il territorio che offre più opportunità è Bolzano. Gli anziani trovano la migliore qualità della vita a Trieste. È la fotografia scattata dalla nuova indagine del Sole 24 Ore dedicata al benessere nelle province italiane, presentata al Festival dell’Economia di Trento.
L’edizione 2026 dello studio amplia il raggio di osservazione e misura non soltanto parametri economici, ma anche aspetti legati ai servizi, alla socialità e alla vivibilità quotidiana. Tra i nuovi criteri entrano, ad esempio, la facilità con cui si possono raggiungere attività essenziali entro pochi minuti a piedi e la presenza di reti familiari o di supporto sociale.
Perchè Firenze, Bolzano e Trieste
Nel segmento dedicato all’infanzia, Firenze conquista il primo posto grazie a un equilibrio tra servizi educativi, assistenza sanitaria e qualità urbana. Ma i dati raccontano anche un Paese attraversato da forti contrasti demografici. Bolzano registra il più alto tasso di natalità nazionale (1,55 figli per donna), mentre grandi città come Milano mostrano criticità legate agli spazi abitativi, sempre più ridotti per le famiglie. Cagliari, pur distinguendosi per l’offerta pediatrica, continua invece a fare i conti con una natalità molto bassa.
Per i giovani il discrimine principale resta il lavoro: Bolzano si conferma il territorio più attrattivo grazie a occupazione, servizi e condizioni economiche più favorevoli. Al contrario, diverse aree del Sud continuano a soffrire livelli elevati di disoccupazione giovanile. A Taranto, ad esempio, raggiunge il 44%, oltre dieci punti in più rispetto ad Agrigento. Bologna emerge invece come polo universitario di riferimento, con una quota molto alta di laureati tra gli under 35.
La graduatoria dedicata agli over 65 premia Trieste, seguita da Trento e Milano. A incidere sono soprattutto la qualità dell’assistenza sanitaria, i servizi dedicati agli anziani e il livello di partecipazione sociale. In alcune città del Mezzogiorno, però, si evidenzia una buona diffusione dei servizi di prossimità rivolti alla popolazione senior.
Le tendenze che stanno trasformando il Paese
L’indagine mette in luce anche le tendenze strutturali che stanno trasformando il Paese. La natalità continua a diminuire, aumenta il numero di persone che vivono sole e cresce il consumo di antidepressivi. Anche sul fronte dell’istruzione emergono segnali di difficoltà, con un peggioramento delle competenze scolastiche rispetto agli anni precedenti alla pandemia.
“Oggi vogliamo vivere a lungo, ma con qualità della vita. Dobbiamo quindi ragionare meglio su come formiamo i giovani, su come utilizziamo le nuove tecnologie, su come valorizziamo salari adeguati, ma anche su tutto ciò che permette alle persone di sentirsi al proprio posto. – commenta Alessandro Rosina, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Cosa rende un territorio più competitivo rispetto agli altri? E di che cosa dobbiamo preoccuparci quando guardiamo all’Italia, anche nel confronto internazionale?”.

