Governare la trasformazione del lavoro

Ballarè

ll Lavoro sta attraversando una delle fasi di trasformazione più profonde degli ultimi decenni. Digitalizzazione, intelligenza artificiale, sostenibilità e nuovi modelli organizzativi stanno ridefinendo il ruolo delle imprese e il valore delle competenze. In questo scenario, emerge con forza la necessità di coniugare innovazione tecnologica, centralità delle persone e capacità di adattamento, per costruire un mercato del lavoro più competitivo, inclusivo e sostenibile.

Presidente Ballarè, il Festival del Lavoro mette questanno al centro le nuove sfide del lavoro tra strategie dimpresa, trasformazioni organizzative e tecnologiche e welfare come leva di produttività e benessere. Qual è oggi il ruolo dei sindacati manageriali in questo scenario?

Il mondo del lavoro sta vivendo una trasformazione profonda e strutturale, guidata da innovazione tecnologica, transizioni demografiche e nuovi equilibri organizzativi. In questo contesto il ruolo dei sindacati, e in particolare di quelli che rappresentano il management come Manageritalia, non è di resistenza ma di spinta e governo del cambiamento. Ed è quindi necessario recuperare produttività e senso del lavoro mettendo al centro le persone.

Rappresentare i manager significa operare nel punto di snodo tra strategia dimpresa e risorse umane: contribuire, perciò, a costruire regole, tutele e strumenti capaci di rendere sostenibili le trasformazioni, per le imprese e per chi vi opera. La contrattazione collettiva, se innovativa e orientata al futuro, è uno degli strumenti più efficaci per far evolvere questo scenario puntando su competitività e qualità delloccupazione. Questi temi sono anche al centro del Festival del Lavoro, di cui siamo protagonisti e partner da anni.

Da anni Manageritalia innova il contratto collettivo dei dirigenti del terziario. In che modo la contrattazione può diventare leva di innovazione organizzativa, produttività, benessere e, quindi, di sviluppo?

La contrattazione collettiva non è solo una cornice normativa: può costituire un vero e proprio motore di innovazione. Da tempo, come Manageritalia, abbiamo scelto di utilizzare il contratto dei dirigenti del terziario come laboratorio avanzato, anticipando mutamenti che poi si diffondono nel sistema produttivo. Abbiamo introdotto progressivamente strumenti di welfare (sanità e previdenza integrative, nonché coperture dei rischi), formazione e misure per lo sviluppo professionale continuo e politiche attive per loccupabilità e per la ricollocazione, rispondendo così a un mercato del lavoro sempre più dinamico. Questo approccio consente ai manager di assumere le vesti di agenti del cambiamento allinterno delle organizzazioni, portando di fatto modelli più attuali di gestione, responsabilità e valorizzazione delle competenze.

Innovazione tecnologica e intelligenza artificiale stanno trasformando profondamente il lavoro manageriale. Che ruolo hanno le politiche Hr e le competenze in questa fase?

Tecnologia e intelligenza artificiale non sostituiscono il ruolo del management, lo trasformano. Cresce il bisogno di competenze trasversali: capacità di lettura del contesto, leadership, gestione del cambiamento, etica delle decisioni, governo di processi complessi. Le politiche Hr devono evolvere di conseguenza, passando da una logica amministrativa a una logica strategica, in cui formazione continua, upskilling e reskilling diventano strutturali. Anche qui la contrattazione può fare la differenza, creando le condizioni affinché linnovazione tecnologica produca valore condiviso e non disuguaglianze.

Il welfare contrattuale è uno dei pilastri dellazione di Manageritalia. Perché oggi è centrale per la competitività delle imprese?

Il welfare non è più un benefit accessorio: è una leva strategica per attrarre, trattenere e motivare le persone, in particolare in un Paese che invecchia e in cui il capitale umano qualificato è sempre più scarso.

Attraverso il welfare contrattuale abbiamo contribuito a migliorare la qualità del lavoro e della vita dei manager, incidendo positivamente anche sulle organizzazioni. Salute, previdenza, conciliazione vita-lavoro e sicurezza economica nelle fasi di transizione professionale non sono costi, ma investimenti che aumentano produttività, engagement e sostenibilità sociale.

Lultimo rinnovo contrattuale ha introdotto temi come work-life balance, genitorialità, parità di genere, inclusione e longevity.

Che valore hanno queste scelte?

Queste misure rispondono a trasformazioni profonde della società e del lavoro. Parlare di genitorialità, parità retributiva e di genere, inclusione o longevity, significa riconoscere che le carriere non sono più lineari e che il lavoro deve adattarsi alle diverse fasi della vita di ognuno.

Con lultimo rinnovo abbiamo voluto rafforzare un modello in cui il manager non è solo un decisore economico, ma un attore responsabile dello sviluppo umano e organizzativo. La longevity, ad esempio, non è solo un tema anagrafico: è valorizzazione dellesperienza, trasferimento delle competenze, gestione consapevole delle transizioni generazionali.

Managerializzazione delle Pmi, mentoring e passaggio generazionale: come questi strumenti possono cambiare il lavoro e il Paese?

LItalia ha un tessuto produttivo straordinario, ma frammentato. La managerializzazione delle Pmi è una delle condizioni fondamentali per aumentare produttività, innovazione e capacità di competere sui mercati globali.

Attraverso strumenti come mentoring e tutoring, favoriamo il passaggio generazionale e la contaminazione positiva tra manager esperti e nuove leadership. È un modo concreto per portare cultura organizzativa, competenze e visione strategica nelle imprese, guidando il cambiamento dallinterno.

In questo senso, prevedere benefit per i manager che applicano il nostro contratto significa anche diffondere un modello di lavoro più evoluto, che può incidere favorevolmente non solo sulle aziende, ma sullintero sistema economico e sociale. E in questo senso, le aziende con una solida presenza manageriale mostrano migliori livelli di organizzazione, retribuzioni più adeguate e minori rischi di infortuni. Unazienda managerializzata e più strutturata migliora lattività e, a cascata, la società. Per questo è fondamentale investire nel buon lavoro: ne beneficiano i redditi e le società del territorio. Un percorso che va sostenuto e incentivato.

 

 

 

 

 

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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