L’economia globale subisce i contraccolpi delle tensioni geopolitiche internazionali e rallenta. Nel suo ultimo rapporto – il World Economic Outlook – il Fondo Monetario Internazionale stima al 3% la crescita per il 2026, una cifra inferiore rispetto alle previsioni di aprile scorso, e comunica che salirà al 3,4% il prossimo anno.
Gli investimenti nel settore dell’AI guidano la crescita
La battuta d’arresto del Pil mondiale, dovuta alle tensioni geopolitiche globali, a partire da quelle in Medio Oriente, è bilanciata dal boom degli investimenti legati all’intelligenza artificiale. La domanda di chip, data center, hardware e servizi collegati all’AI, infatti, sostiene le economie inserite nella filiera digitale globale. Corea, Malesia, Taiwan e Thailandia, principali esportatori di componenti per l’AI a livello mondiale, sono sotto i riflettori.
Fmi: gli equilibri in Medio Oriente dettano l’andamento dei prezzi
C’è poi il capitolo inflazione: il Fmi stima che quella complessiva – che include anche energia e alimentari – salirà al 4,7% nel 2026 (dal 4,1% del 2025), per poi diminuire al 3,9% nel 2027. L’andamento generale dei prezzi continua a dipendere dal costo dell’energia: secondo il Fondo, i prezzi energetici restano superiori di circa il 25% rispetto ai livelli precedenti alla guerra in Medio Oriente. E la partita si giocherà ancora nello Stretto di Hormuz. Il Fmi ipotizza un prezzo medio del petrolio intorno a 89 dollari al barile nel 2026, ma se il corridoio resterà instabile ancora a lungo, l’impatto sui prezzi potrebbe essere più duro.
L’Italia cresce dello 0,5% nel 2026
Per quanto riguarda il nostro Paese, il Fondo mantiene invariate le stime rispetto all’ultimo outlook: il nostro Prodotto interno lordo registrerà una crescita moderata dello 0,5% sia nel 2026 che nel 2027. I progetti del Pnrr continuano a trainare l’attività economica interna, ma lo scenario resta dominato da rischi al ribasso: “Le previsioni per l’Italia sono stabili, ma i rischi restano orientati al ribasso per la crescita e al rialzo per l’inflazione. I prezzi più elevati di energia e cibo, uniti all’elevata incertezza geopolitica, continuano a pesare sensibilmente sui consumi privati”, si legge nel report.
Una economista italo argentina ai vertici del Fmi
Intanto è stata annunciata la nomina del nuovo capo economista del Fondo monetario internazionale. Sarà l’italo argentina Silvana Tenreyro, a partire dal 10 agosto, a sedere ai vertici del Fmi, per il quale ricoprirà anche il ruolo di direttrice del dipartimento di ricerca. Tenreyro sostituisce il francese Pierre-Olivier Gourinchas ed è la seconda donna nella storia dell’Organizzazione a ricoprire l’incarico dopo Gita Gopinath.
