Legalità, innovazione tecnologica e tutela dei cittadini. Sono questi i temi affrontati durante ‘Legalità in gioco’, il convegno promosso dall’onorevole Mauro D’Attis e ospitato il 14 luglio nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto. L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e degli operatori del settore per fare il punto sul ruolo del sistema concessorio italiano, indicato dai relatori come uno degli strumenti fondamentali per contrastare il gioco illegale e garantire la tutela dei consumatori.
Il valore del sistema concessorio e il contrasto all’illegalità
Ad aprire il confronto è stato Luigi Caramiello, professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Federico II di Napoli, che ha inquadrato il fenomeno del gioco da una prospettiva culturale e antropologica. “Il gioco è una caratteristica universale: l’Homo sapiens è l’unico animale che continua a giocare per tutta la vita. In fondo ogni scelta comporta una componente di rischio: anche chi semina un campo scommette sul fatto che non arrivino siccità o grandine”, ha osservato. Secondo Caramiello, proprio perché il gioco è una componente naturale del comportamento umano, non può essere eliminato ma deve essere regolato. “Se il gioco è universale, il compito dello Stato non è negarlo, ma governarlo. Il sistema concessorio nasce proprio con questo obiettivo”. Il sociologo ha quindi ricordato che il mercato illegale produce un danno che va oltre quello economico: “Non sottrae solo risorse allo Stato, ma diffonde una cultura dell’illegalità”. Per contrastarlo, ha concluso, accanto all’azione repressiva è necessario rafforzare anche il senso civico.
Dati e intelligenza artificiale per rafforzare i controlli
Il ruolo della tecnologia è stato illustrato da Claudio Costa, responsabile della Divisione Soluzioni e Servizi di Sogei, che ha spiegato come il sistema italiano abbia costruito negli anni un patrimonio informativo unico nel suo genere. “Ogni anno gestiamo circa 27 miliardi di transazioni. È questo flusso di dati che consente allo Stato di monitorare il comparto, effettuare controlli e disporre di informazioni estremamente dettagliate sul fenomeno”, ha spiegato. Costa ha ricordato che nel gioco online risultano aperti circa 17 milioni di conti di gioco, anche se quelli effettivamente movimentati sono circa la metà e riconducibili a 4,5 milioni di giocatori. Nel gioco fisico, invece, la raccolta ha raggiunto lo scorso anno i 65 miliardi di euro. Numeri che, secondo il dirigente di Sogei, dimostrano come “lo Stato sta semplicemente accontentando la domanda di gioco e sottraendo questo comparto all’illegalità”. Un passaggio è stato dedicato anche all’intelligenza artificiale. Sogei ha infatti creato un laboratorio dedicato e sta già sperimentando modelli capaci di individuare comportamenti anomali. “L’AI è già uno strumento operativo. Ci aiuta a riconoscere pattern sospetti, intercettare possibili trasferimenti illeciti di denaro, monitorare utilizzi anomali dei punti vendita e individuare anche fenomeni di match fixing. La vera sfida è riuscire ad aggiornare competenze e strumenti con la stessa velocità con cui evolve la tecnologia”.
Compliance e riordino, le richieste degli operatori
Il tema della compliance è stato affrontato da Raffaele Gnazzi, Legal & Compliance Director di Novomatic Italia, secondo cui il rispetto delle regole rappresenta il presupposto stesso dell’attività degli operatori autorizzati. “La compliance non può essere considerata un costo. È la condizione indispensabile perché un operatore possa lavorare in un mercato regolamentato”, ha affermato. Gnazzi ha ricordato che gli operatori concessionari sono entrati in un settore che esisteva già e che, prima della regolamentazione, era in larga parte controllato dalla criminalità organizzata. “Gli operatori autorizzati hanno contribuito a riportare quel mercato nella legalità. Per questo è importante che il quadro normativo non finisca per penalizzare proprio coloro che rispettano le regole”. Secondo il manager, anche il riordino del settore resta una priorità. L’omnicanalità, ha spiegato, è ormai una caratteristica strutturale del mercato e il gioco online non sostituisce quello fisico, ma lo integra. Tuttavia, le differenze regolatorie e fiscali tra i due comparti rischiano di creare squilibri competitivi. “Serve un sistema più equilibrato. Se si favorisce un canale a discapito dell’altro, il rischio è quello di lasciare spazio all’offerta illegale”.
La tracciabilità dei pagamenti come leva di legalità
Sulla necessità di rafforzare gli strumenti di controllo si è soffermato anche Maurizio Pimpinella, presidente dell’Associazione italiana prestatori servizi di pagamento (Aipsp), che ha indicato nella tracciabilità il principale presidio contro il mercato illegale. “La linea di confine è semplice: quando un pagamento non è tracciabile, ci stiamo già spostando nell’area dell’illegalità”, ha spiegato. Secondo Pimpinella, la fiducia dei cittadini nei servizi digitali dipende dalla capacità di garantire sicurezza e identificazione certa degli utenti. Per questo ha proposto la creazione di un database completo dei siti autorizzati e il blocco dei flussi finanziari verso le piattaforme illegali. “La partita contro il gioco illegale si vince seguendo il denaro. Chi utilizza siti non autorizzati non mette a rischio soltanto i propri soldi, ma consegna anche i propri dati personali e la propria identità digitale a soggetti criminali”.
Tutela dei giocatori e prevenzione della ludopatia
A chiudere il confronto è stata la senatrice Elena Murelli, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza di sostenere le piccole e medie imprese italiane del comparto, senza perdere di vista la tutela dei consumatori. “Dobbiamo difendere un mercato legale che permetta ai cittadini di giocare in sicurezza e che protegga le imprese che operano nel rispetto delle regole”, ha affermato. La senatrice ha poi affrontato il tema della ludopatia, sottolineando come il fenomeno non debba essere ignorato. “La dipendenza dal gioco esiste e va affrontata. Strumenti come l’autoesclusione, insieme alla formazione degli operatori, possono aiutare a individuare tempestivamente i comportamenti a rischio”. Anche in questo ambito, ha concluso Murelli, l’innovazione può offrire un contributo decisivo: “La tecnologia può diventare un alleato prezioso sia nella prevenzione sia nel contrasto all’illegalità, rafforzando le tutele per i giocatori”.

