Secondo Bloomberg, la startup di Sam Altman sarebbe al lavoro su uno smart speaker senza schermo progettato insieme a Jony Ive. Intanto Apple accusa OpenAI di aver utilizzato segreti industriali per sviluppare la nuova divisione hardware.
La prossima sfida tra OpenAI e Apple potrebbe non giocarsi soltanto sul software, ma anche sull’hardware.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, la società guidata da Sam Altman starebbe sviluppando il suo primo dispositivo basato sull’intelligenza artificiale: uno smart speaker privo di schermo, progettato per diventare una sorta di computer domestico dell’era dell’AI.
Il progetto, realizzato insieme a Jony Ive, storico designer di Apple entrato nell’orbita di OpenAI dopo l’acquisizione della sua società di design io, punta a ridefinire il modo in cui le persone interagiscono con l’intelligenza artificiale.
Uno speaker che “sembra vivo”
Secondo le indiscrezioni, il dispositivo sarà in grado di controllare gli elettrodomestici della casa, gestire messaggi, riprodurre contenuti multimediali e rispondere alle richieste degli utenti attraverso ChatGPT.
L’obiettivo, però, va oltre le funzionalità di un tradizionale assistente vocale.
Bloomberg riferisce infatti che il dispositivo sarà progettato per offrire un’interazione sempre più personale, imparando progressivamente dalle informazioni dell’utente, comprese email e abitudini d’uso. Alcuni componenti meccanici saranno inoltre in grado di muoversi autonomamente, con l’intento di trasmettere la sensazione che il dispositivo sia “vivo” e non un semplice oggetto che esegue comandi.
OpenAI non ha rilasciato commenti ufficiali.
Un mercato ancora agli inizi
Il mercato dei dispositivi progettati fin dall’origine attorno all’intelligenza artificiale è ancora nelle fasi iniziali.
Amazon e Google hanno già integrato modelli AI nei rispettivi smart speaker, mentre Google ha recentemente presentato una nuova versione di Google Home basata su Gemini.
Esistono poi alcune soluzioni più specializzate. Tra queste ElliQ, sviluppato dalla startup Intuition Robotics, pensato per assistere le persone anziane attraverso conversazioni naturali, promemoria e monitoraggio del benessere.
Diversa invece la sorte dell’AI Pin di Humane, presentato nel 2024 come possibile alternativa allo smartphone. Il dispositivo non ha convinto il mercato a causa di problemi di prestazioni e surriscaldamento e il progetto è stato definitivamente chiuso dopo l’acquisizione della startup da parte di HP.
Apple porta OpenAI in tribunale
Mentre OpenAI continua a lavorare sul proprio dispositivo, il progetto è già finito al centro di una disputa legale. La scorsa settimana Apple ha citato in giudizio OpenAI e due ex dipendenti dell’azienda di Cupertino presso il Tribunale federale della California.
Secondo Apple, la startup avrebbe beneficiato delle informazioni riservate possedute dagli ex ingegneri per accelerare lo sviluppo della propria divisione hardware, arrivando persino a chiedere durante i colloqui dettagli su progetti riservati e prototipi interni.
Nell’atto depositato in tribunale Apple sostiene che il business hardware di OpenAI si fonderebbe su un utilizzo illecito di segreti industriali.
OpenAI respinge però ogni accusa. Un portavoce della società ha dichiarato che l’azienda non è interessata ai segreti commerciali di altre imprese e rimane concentrata nello sviluppo di tecnologie innovative.
Un tassello chiave nella strategia di OpenAI
Il nuovo dispositivo rappresenta uno dei progetti più ambiziosi della società di Sam Altman.
Lo scorso anno OpenAI ha acquisito la società di design io, fondata da Jony Ive, per 6,5 miliardi di dollari, annunciando una collaborazione destinata a sviluppare una nuova generazione di prodotti progettati fin dall’origine attorno all’intelligenza artificiale.
L’obiettivo dichiarato è andare oltre il tradizionale paradigma di smartphone e computer, progettati in un’epoca precedente alla diffusione dell’AI generativa.
«Hardware e software sono stati pensati per un mondo senza intelligenza artificiale», aveva spiegato Altman nel podcast di OpenAI. «Oggi siamo entrati in una realtà completamente diversa e quello che chiediamo ai nostri dispositivi sta cambiando molto rapidamente.»
Il debutto del primo dispositivo OpenAI non ha ancora una data ufficiale, ma secondo indiscrezioni potrebbe arrivare nella seconda metà del 2026. Un lancio che potrebbe rappresentare un tassello fondamentale nella strategia dell’azienda, soprattutto in vista della possibile quotazione in Borsa, dopo la presentazione della documentazione preliminare per l’IPO.
Questo articolo è stato pubblicato originariamente su Fortune.com

