Due applicazioni per supportare le persone non vedenti, durante una competizione sportiva o un’esperienza videoludica.
Come vive lo stadio una persona non vedente? Potrà forse lasciarsi coinvolgere dalla passione fragorosa e avvolgente del tifo, ma seguire le azioni e comprendere gli sviluppi della partita è tutt’altra storia.
Alcuni anni fa in rete girava un video in cui un uomo allo stadio aiutava il suo amico non vedente a seguire una partita di calcio spostandogli il dito su un cartoncino che rappresentava il campo da gioco.
Touch2see
Quel metodo – senz’altro artigianale ma non privo di grande inventiva – ha acceso l’illuminazione di Arthur Chazelle, che nel 2022 dà vita in Francia alla startup Touch2see, con l’obiettivo di creare un dispositivo che permettesse alle persone con disabilità visiva di seguire le azioni sportive in modo autonomo e immersivo.
Nasce così il tablet Touch2see, un dispositivo compatto che l’utente posiziona sulle ginocchia durante la partita. Il campo di gioco è riprodotto in rilievo sulla superficie del tablet, con linee ben definite per offrire una chiara rappresentazione dello spazio.
Un piccolo cursore magnetico si muove in tempo reale sulla superficie seguendo gli spostamenti del pallone, grazie a un sistema che integra i dati provenienti dalle telecamere dello stadio.
Tre diversi livelli di feedback contribuiscono a garantire all’utente un’esperienza realmente immersiva. Integrano il cursore magnetico la vibrazione del tablet – in caso di azioni salienti come gol, falli o altri eventi importanti – e l’audio, con una narrazione che accompagna e arricchisce l’esperienza, fornendo dettagli sull’azione e sui giocatori coinvolti.
Il primo prototipo ha visto la luce già nel 2022, mentre l’anno successivo si è svolto il primo test ufficiale allo stadio Vélodrome di Marsiglia. Oggi la startup conta nove dipendenti, fra cui tre tecnici specializzati nella gestione e nello sviluppo del dispositivo.
Sperimentato, oltre che nel calcio, anche nel basket e nel rugby – e già partner ufficiale dei Giochi olimpici e paralimpici di Parigi e dell’ultima Coppa d’Africa – Touch2see è sbarcato in Italia per la prima volta lo scorso dicembre in occasione di Cagliari-Verona.
L’iniziativa ha già incassato riscontri positivi da parte della comunità non vedente e dal mondo dello sport. “Occorre incoraggiare iniziative del genere che per noi sono essenziali. Dobbiamo stimolare le persone a vivere insieme e questa tecnologia dà un contributo importante in quella direzione”, ha commentato Yvan Wouandji, calciatore della Nazionale francese non vedenti.
Il numero di persone affette da disabilità visiva è in costante aumento e soluzioni come Touch2see diventeranno preziosi strumenti per promuovere un cambiamento culturale, dimostrando che la tecnologia può contribuire a rendere lo sport sempre più universale e inclusivo.
Novis Games
Non c’è solo lo sport dal vivo. Sono molte le forme di intrattenimento e di svago che lasciano indietro le persone con disabilità visive.
I videogiochi, fortemente legati al senso della vista, rappresentano un altro esempio plastico di questa esclusione. Novis Games nasce con l’obiettivo di garantire l’accessibilità ai videogiochi per le persone non vedenti o ipovedenti.
La startup innovativa a impatto sociale, fondata a Torino nel 2019 da Arianna Ortelli, Dario Codispoti e Marco Andriano, integra funzionalità avanzate di accessibilità nei giochi: il display ad alto contrasto per i giocatori ipovedenti e strumenti di lettura dello schermo che consentono, facendo ricorso al riconoscimento ottico dei caratteri, di convertire il testo di gioco in audio.
Integra inoltre voci sintetizzate dall’intelligenza artificiale per dialoghi e testi, migliorando l’esperienza narrativa del gioco. La tecnologia non è pensata solo per i non vedenti, ma offre un’esperienza appassionante per tutti, creando un nuovo modo di vivere il gaming basato sulla percezione sonora e tattile.
Il primo prodotto ideato e lanciato sul mercato da Novis Games è stato un ping pong virtuale, in cui l’audio 3D consente di individuare la pallina nello spazio, mentre la vibrazione del joystick ricrea l’impatto con la racchetta.
L’esperienza tattile della vibrazione contribuisce ad alimentare il fattore immersivo. Col tempo l’offerta è stata diversificata senza mai tradire il principio cardine dell’azienda: è il gioco che si adatta all’utente e non viceversa.
L’articolo originale è stato pubblicato sul magazine di Fortune del marzo 2025 (numero 2, anno 8).

