Giando Santamaria, AI è opportunità o prigione degli imprenditori?

L’intelligenza artificiale sta rapidamente diventando una componente essenziale nelle aziende di tutto il mondo, ma non senza sollevare preoccupazioni significative. Secondo Giando Santamaria, esperto del settore ed autore del libro best seller su Amazon con più di 3mila copie vendute intitolato ‘Apocalypse AI: Il metodo testato da 100+ aziende per automatizzare e integrare L’AI In soli 3 step’, spiega come l’adozione indiscriminata dell’AI può trasformarsi in un’arma a doppio taglio per gli imprenditori. “L’AI non risolve magicamente i problemi aziendali – afferma Santamaria – anzi, può amplificare le inefficienze esistenti se non viene implementata correttamente”. 

Attualmente, il 41% delle aziende utilizza l’AI nei processi di gestione delle risorse umane, con una previsione di crescita al 70% entro il 2025. Tuttavia, Santamaria avverte che l’AI velocizza ciò che già funziona e distrugge ciò che è già debole sotto l’aspetto organizzativo e non solo. “Molti imprenditori si lanciano nell’adozione dell’AI senza una chiara comprensione di dove e come dovrebbe essere applicata”, continua Santamaria. 

Un mito comune è che l’AI sia semplicemente rappresentata da strumenti come ChatGPT, ma Santamaria sottolinea che questa non è l’AI dell’imprenditore. “Questa percezione errata può togliere tempo invece di darlo”, spiega. La vera AI, secondo Santamaria, è quella che ha definito ‘AI replicativa‘, un concetto che propone nel suo libro uscito a febbraio 2025. Questo protocollo è progettato per aiutare le aziende a identificare le aree in cui l’AI può effettivamente migliorare la produttività e ridurre i costi. “Non si tratta solo di inserire un agente AI e sperare per il meglio – spiega Santamaria – ma di mappare l’azienda per capire se e dove l’AI può essere utile”. 

Le statistiche mostrano che il 78% delle imprese utilizza l’AI in almeno una funzione aziendale, ma Santamaria sottolinea che l’adozione deve essere strategica. “L’AI non è la panacea per tutti i mali aziendali e può portare a una falsa sicurezza che danneggia i processi aziendali piuttosto che migliorarli”. 

Guardando al futuro, il 62% delle aziende prevede di aumentare gli investimenti in AI entro il 2025. Tuttavia, Santamaria avverte che senza una guida esperta, questi investimenti potrebbero non portare i risultati sperati. “Il rischio è che l’AI diventi un peso piuttosto che un vantaggio competitivo”, conclude. 

Le prospettive future nel mercato dell’AI sono promettenti, con un aumento delle possibilità lavorative per esperti in AI e consulenti aziendali. Tuttavia, è essenziale che le aziende adottino un approccio ponderato e informato per evitare di cadere nella trappola dell’analfabetizzazione imprenditoriale dovuta all’AI.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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