Anche quest’anno la Serie A di calcio ha chiuso i battenti, con lo scudetto al Napoli e la retrocessione di Empoli, Venezia e Monza. In Europa l’anno prossimo ci rappresenteranno oltre ai campani anche l’Inter, l’Atalanta e la Juventus in Champions, il Bologna e la Roma in Europa League, la Fiorentina in Conference. È stato un torneo emozionante, in bilico fino all’ultimo per ogni posizione. Il pallone però ora è fermo ed è tempo di dare i numeri, per fotografare la stagione.
Calciomercato
Le rose delle squadre, secondo TransferMarkt, avevano un valore totale di 5,14 miliardi di euro. Per formarle, attraverso il calciomercato estivo e invernale, sono stati spesi 1,27767 miliardi di euro, a fronte di incassi per 918,22 milioni e un saldo complessivo di 359,45 milioni.
La squadra che ha speso di più è stata la Juventus, 197 milioni, la più parsimoniosa l’Empoli, che ha speso zero. Atalanta primatista negli incassi, 118,59 milioni, il Bologna nel saldo: +51,67 milioni di euro.
Diritti tv e pubblico
Capitolo diritti televisivi. La Lega Serie A ha ottenuto quest’anno circa 900 milioni di euro, di cui 700 da Dazn per l’esclusiva delle dieci partite di ogni giornata, e 200 da Sky per la co-esclusiva di tre match settimanali.
Soldi da dividere tra le venti squadre così: la metà in parti uguali, il 30% in base ai risultati sportivi, il 20% considerando il bacino d’utenza, tra audience tv e spettatori allo stadio.
Il Napoli, per fare un esempio, incasserà 18,7 milioni di euro per il primo posto, che sommando le altre parti dovrebbero arrivare a oltre 100 milioni totali. Il Monza, ultimo, prenderà invece 400mila euro per i diritti tv.
A proposito di Dazn, senza considerare l’ultima giornata, di cui disponiamo solo di dati parziali, quest’anno gli spettatori (elaborazione dai dati Auditel) sono stati 185.531.335, con una media di 5.014.360 a giornata e il record di 6.426.690 della 21esima. In calo rispetto al campionato scorso, quando il totale, considerando sempre 37 giornate, era stato di 202.920.912 spettatori, la media di 5.484.348 e la giornata record, la 27esima, era arrivata a 6.873.841.
Le cause? Secondo gli appassionati due su tutte: l’aumento dell’abbonamento mensile per le dieci partite, salito a 44,99 euro, e il dover sottoscrivere un ulteriore ‘canone’ di almeno 14,99 euro con Sky/Now per seguire la nuova Champions (oltretutto dovendo sborsare altri 4,99 euro per Amazon Prime per una partita a settimana), l’Europa e la Conference League.
Ottimo invece il dato riguardante gli spettatori allo stadio, quest’anno 11.682.417 in totale e 30.824 in media a partita. Leader il Milan, con 1.359.360 presenze davanti ai 1.332.354 dell’Inter. Molto bene, considerando la grandezza degli stadi, il Cagliari e il Como con indici di riempimento rispettivamente del 97,75% e del 97,15%.
Scommesse
Infine, le scommesse. Premesso che, secondo il portale giocoresponsabile.info, le scommesse sportive rappresentano il 42% del totale online e il 38% dell’offline (tra scommesse sportive in agenzia e pronostici sportivi) e che, come spiega l’ultimo ReportCalcio della Figc, “la raccolta specifica sul calcio è aumentata negli ultimi 18 anni di oltre sette volte, passando da 2,1 miliardi di euro a 14,8 miliardi di euro annui” anche quest’anno i numeri crescono. Ad esempio per quanto riguarda Sisal, tra le aziende leader del settore, la performance di raccolta relativa alla Serie A ha fatto registrare un 9% in più rispetto all’anno scorso. In particolare sono in crescita del 16%, sempre per Sisal, le puntate sui “player markets” cioè le puntate sulle performance dei singoli calciatori, non solo gol ma anche ammonizioni, espulsioni, assist, tiri ecc.
