In un mercato sempre più saturo e competitivo, le aziende stanno scoprendo che avere un prodotto eccellente non è più sufficiente per garantirsi il successo. Secondo recenti analisi di mercato, entro il 2025 oltre il 70% delle decisioni d’acquisto dei consumatori sarà influenzata dalla percezione del brand piuttosto che dalle caratteristiche del prodotto stesso. Questa tendenza sta costringendo imprenditori e marketer a ripensare completamente le loro strategie, ponendo la brand identity al centro delle loro priorità.
Cesare De Stefano, imprenditore e innovatore nel settore alimentare, conferma questa tendenza: “Nel panorama aziendale odierno la chiave per un futuro prospero risiede nella capacità di un’impresa di definire e mantenere una forte identità del proprio brand. Allo stato attuale e alla velocità a cui viaggia la comunicazione oggi, se non do una riconoscibilità al prodotto e non do un’anima al prodotto, quindi la brand identity, non riuscirò mai a trasferire fiducia in ciò che ho creato o progettato”. La trasformazione digitale ha accelerato questo fenomeno, rendendo i consumatori più selettivi e attenti ai valori che un marchio rappresenta. Secondo uno studio di Deloitte, l’83% dei consumatori sceglie brand che riflettono i propri valori personali, mentre il 71% è disposto a pagare un premium price per prodotti di marchi in cui ripone fiducia.
L’esperienza di De Stefano con Nuvola Zero, una gamma di alimenti senza carboidrati, rappresenta un caso emblematico di come la brand identity possa determinare il successo di un’iniziativa imprenditoriale. “Noi con Nuvola Zero abbiamo lanciato prima la ricetta del cloud bread. Nuvola Zero ha due brand identity addirittura, quella del marchio Nuvola Zero ma quella del cloud bread. È chiaro che è un caso emblematico secondo me perché è dai risultati che abbiamo avuto, cioè partiti nel 2021 con zero prodotti, nel 2024 abbiamo chiuso con 6 milioni di prodotti venduti”, spiega De Stefano.
Questa crescita esponenziale non è frutto del caso, ma di una strategia precisa che ha posto l’identità del brand al centro. Prima ancora di ottenere il brevetto per il prodotto, l’azienda ha lavorato sulla riconoscibilità del nome e del concetto. “Prima ancora che ci arrivasse l’ok al brevetto abbiamo lanciato la ricetta online nel 2014, segreti che poi sono stati riportati nel brevetto. La ricetta è diventata virale, ma è diventato virale soprattutto il nome”, racconta De Stefano.
Secondo una ricerca di McKinsey, le aziende con una forte identità di marca registrano performance finanziarie superiori del 20% rispetto ai concorrenti del settore. Questo perché una brand identity ben definita non solo attrae nuovi clienti, ma contribuisce significativamente alla loro fidelizzazione, riducendo i costi di acquisizione e aumentando il lifetime value del cliente. Tuttavia, costruire una brand identity efficace richiede impegno costante. “Il marchio va innaffiato, ogni giorno, vanno intraprese azioni giornalmente”, sottolinea De Stefano. “L’imprenditore, deve controllare il suo cash flow, il reparto marketing e tutto l’ecosistema che gira intorno alla sua azienda compresa la brand identity della stessa sua azienda”.
Le prospettive future indicano che questa tendenza continuerà a rafforzarsi. Secondo un’analisi di PwC, entro il 2025 il 67% delle aziende prevede di aumentare significativamente gli investimenti nella costruzione della propria brand identity, riconoscendola come asset strategico fondamentale per la crescita. “La sfida per le aziende sarà quella di trovare un equilibrio tra innovazione di prodotto e coerenza dell’identità di marca. ‘Ecco perché bisogna lavorare tanto alla brand identity tanto che, spesso, vale più che il prodotto stesso”, afferma De Stefano, sottolineando come in alcuni casi l’identità di marca possa assumere un’importanza persino superiore al prodotto stesso.
In conclusione, mentre ci avviciniamo al 2026, le aziende che sapranno investire strategicamente nella propria brand identity, mantenendola coerente e autentica nel tempo, avranno un vantaggio competitivo significativo. Non si tratta più solo di vendere un prodotto o un servizio, ma di costruire una relazione di fiducia con i consumatori basata su valori condivisi e un’identità distintiva e riconoscibile.

