Intervista ad Alicia Lubrani, Ad di Pulsee Luce e Gas, la società di Axpo dedicata alla clientela domestica.
Digitalizzazione, semplicità e vicinanza ai clienti. Per Alicia Lubrani, Ad di Pulsee Luce e Gas – oltre che Cmo & Country corporate communication director di Axpo Italia – sono questi i tre obiettivi su cui puntare per affermarsi sul mercato e diventare uno dei top player del nostro Paese nel campo dell’energia domestica prodotta da fonti rinnovabili.
“Motivata e orgogliosa” di poter lavorare in un settore al centro dell’agenda europea, Lubrani basa la sua leadership su ascolto e partecipazione. E sull’accesso delle donne ai ruoli apicali aggiunge: “Serve una trasformazione culturale”.
Lei è stata di recente nominata Ad della neonata Pulsee Luce e Gas, la società di Axpo dedicata alla clientela domestica. Quali sono le sue ambizioni?
Per me questa nomina rappresenta un’opportunità che mi dà responsabilità e al contempo mi onora molto. Anche perché mi ritengo un po’una cofondatrice del progetto Pulsee. Le mie ambizioni sono chiare: continuare a costruire e rafforzare la società per far sì che diventi un punto di riferimento per i consumatori italiani.
Oggi, quando si tratta di energia per la casa, siamo considerati influenti per i consumatori. Mi piacerebbe che questo posizionamento si riflettesse anche sul mercato: la nostra sfida è quella di diventare, entro il 2030, uno dei primi dieci player in Italia. Vorrei che il marchio diventasse sempre più riconosciuto per la sua capacità di combinare digitalizzazione, semplicità e vicinanza ai clienti.
La vostra strategia di crescita dunque punta sul digitale…
Sì, la digitalizzazione è nel nostro Dna: il consumatore di oggi si aspetta infatti che la gestione di qualsiasi servizio abbia una declinazione digitale e sia accessibile dai dispositivi che utilizza ogni giorno, lo smartphone su tutti.
Il percorso, complice anche un grande lavoro di quella che definiamo “alfabetizzazione energetica”, si fonda molto sugli input dei clienti e su una logica data-driven.
Il lavoro per rendere l’energia più trasparente, semplice e comprensibile ai consumatori è comunque ancora molto lungo. Da quest’anno abbiamo quindi deciso di integrare la nostra rete di agenzie su tutto il territorio italiano – oltre 200 – con l’apertura di nuovi store, nelle piccole e medie province italiane.
Il nostro obiettivo è arrivare a tutti e, per farlo, il negozio fisico ha ancora delle importanti potenzialità da esplorare.
E c’è poi il tema delle rinnovabili.
L’energia certificata da fonti rinnovabili è certamente uno degli elementi cardine della nostra proposta: raggiungere sempre più persone può rappresentare un contributo importante per gli obiettivi di sostenibilità che abbiamo come Paese.
La transizione energetica è una sfida che, come operatori dell’energia, abbiamo la precisa responsabilità di accogliere. E vogliamo esserne parte attiva. Da poco abbiamo ad esempio lanciato un’offerta che blocca il prezzo della componente fissa della bolletta per dieci anni e l’energia elettrica erogata ai clienti è certificata al 100% come proveniente da fonti rinnovabili, nello specifico da impianti fotovoltaici.
Ogni consumatore italiano può insomma sentirsi parte di un cambiamento reale e positivo, sapendo che, attraverso le sue scelte, contribuisce a un futuro migliore per tutti.
Come si sente nel suo ruolo e quali sono i suoi obiettivi per il prossimo futuro?
Il settore dell’energia è al centro dell’agenda del nostro Paese, e non solo. Quindi sono assolutamente motivata e orgogliosa di poter portare il mio contributo professionale ad un mondo così vivace in un momento cruciale.
Tra i progetti che stiamo sostenendo, sia come Axpo Italia che con Pulsee Luce e Gas, ce n’è uno del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica. Si chiama ‘RiforestAzione’ ed è dedicato alla valorizzazione del verde urbano ed extraurbano in 13 città metropolitane d’Italia.
Questo per dire che la speranza è quella di poter fare la differenza, anche rispetto al nostro ruolo aziendale. E poi, dopo aver raddoppiato i nostri clienti digitali nel 2024, l’obiettivo è chiaramente quello di continuare a crescere ancora e di raggiungere un +65% entro il 2027. Ma non è solo una questione di numeri.
Come definirebbe la sua leadership?
Mi piace sicuramente dare importanza a tutte le persone di un team: confrontarmi e fare ‘shaping’, cioè trasformare. E non parlo solo delle persone, ma anche dei progetti. Voglio, cioè, lasciare il segno su ciò che faccio e questo cerco di trasmetterlo anche agli altri.
La mia leadership si basa su ascolto, fiducia e responsabilizzazione e credo in un modello partecipativo, dove ogni persona può contribuire attivamente al raggiungimento degli obiettivi comuni, sentendosi parte integrante del progetto.
Mi piace lavorare per obiettivi misurabili e condivisi, valorizzando la trasparenza. La leadership, per me, non è solo guidare, ma anche essere al servizio del team, assicurandomi che ognuno abbia gli strumenti per crescere.
Parliamo di parità di genere: In Italia, nel 2024 – guardando alle grandi società quotate in Borsa – solo il 2,9% degli amministratori delegati è donna. Cosa si dovrebbe fare per migliorare questo dato?
Il dato parla da solo ed è lo specchio di un sistema strutturale che ancora non garantisce parità di opportunità. Serve dunque una trasformazione culturale, non solo quote. Abbiamo bisogno di una cultura che valorizzi davvero il talento femminile e riconosca la leadership per quello che è: una questione di competenze e non di genere.
Il gender gap, tra l’altro, ha un impatto economico: secondo McKinsey, colmare il divario di genere nel mondo del lavoro consentirebbe di aumentare il Pil globale di 12 trilioni di dollari in 10 anni.
Non è solo una questione di equità, è una leva strategica per la crescita. Far parte di un Gruppo come Axpo Italia che si impegna concretamente per una cultura aziendale più inclusiva è, in tal senso, un enorme vantaggio. Quello sulla parità, comunque, è un lavoro che dobbiamo fare tutti insieme, uomini e donne.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia del giugno 2025 (numero 5, anno 8)
