Mps-Mediobanca, via libera della Bce. Cosa succede ora

Arriva un’altra puntata del risiko bancario italiano, che sta per vivere un’estate caldissima. La Bce ha dato il via libera all’acquisizione diretta di una partecipazione di controllo in Mediobanca da parte di Mps. Lo ha annunciato la stessa Banca Monte dei Paschi di Siena, spiegando che il via libera riguarda l’acquisizione “diretta di una partecipazione di controllo in Mediobanca e indiretta in Mediobanca premier (ex CheBanca, ndr) e Compass banca”.

Contestualmente l’Eurotower ha autorizzato Mps ad acquisire “una partecipazione in Mediobanca, il cui valore eccede il 10% del patrimonio di vigilanza di gruppo e nelle rilevanti partecipazioni indirette”.

Cosa succede adesso? Già il 26 giugno c’è un’altra tappa del percorso che potrebbe portare Mps a realizzare l’obiettivo di un’offerta pubblica di scambio che valga il 66,6% del capitale di Piazzetta Cuccia. Ma Francoforte, con una serie di condizioni, apre a partecipazioni di controllo che prevedano quote anche più basse, fino all’eventualità che l’offerta per Mediobanca registri un tasso di adesione inferiore al 50%.

I prossimi appuntamenti del risiko bancario

Prima della possibile operazione Mps-Mediobanca, il risiko bancario italiano prevede tanti altri appuntamenti. Il 27 giugno e l’11 luglio si concludono le Ops di Banca Ifis su illimity e Bper su Pop.Sondrio. Si attende poi, naturalmente, l’esito dell’Ops di Unicredit su Banco Bpm (scadenza il 23 luglio) sulla quale pesa la pronuncia del Tar (all’inizio dello stesso mese) sui vincoli del golden power imposto dal Governo sull’operazione. Vincoli che hanno già portato l’Ad di Unicredit, Andrea Orcel, a parlare di un possibile ritiro dall’operazione.

Il Cda del 26 giugno e la Consob

Il Cda di Banca Monte dei Paschi di Siena si riunisce il 26 giugno per l’esercizio di delega di aumento di capitale per l’offerta annunciata su Mediobanca, ha comunicato Mps. “A seguito della delibera dell’assemblea straordinaria dello scorso 17 aprile, il Consiglio di amministrazione si riunirà il 26 giugno 2025 per l’esercizio della delega di aumento di capitale per l’offerta annunciata su Mediobanca”, si legge infatti nel comunicato. Dopo il semaforo verde di Francoforte, si attende però quello della Consob.

I tempi dell’Ops

Secondo quanto riferito dall’Adnkronos, l’Ops del Monte dei Paschi su Mediobanca potrebbe prendere il via nella prima metà di luglio, con la conclusione ad agosto, circa un mese prima dell’assemblea di Mediobanca.
Il 25 settembre infatti l’assemblea dovrà esprimere il suo parere sull’ops della stessa Mediobanca su Banca Generali (con il rinvio da parte di Piazzetta Cuccia per evitare il rischio bocciatura). Ora la seconda operazione potrebbe dipendere necessariamente dalla prima.

Le prescrizioni della Bce

Con il via libera sono arrivate diverse prescrizioni, che fanno prevedere diversi scenari, tutti sottoposti a diverse condizioni.

Entro sei mesi dalla data di acquisizione del controllo di Mediobanca, Siena dovrà presentare all’Eurotower un piano di integrazione con gli impatti su capitale, funding, digitalizzazione/sicurezza informatica, tra le altre cose. “Il capital plan aggiornato dovrà comprendere, oltre ad uno scenario base, anche un’ipotesi di scenario avverso, unitamente alle relative azioni manageriali di mitigazione nonché ad una valutazione relativa all’effettiva fattibilità e tempistica per l’attuazione”, riferisce Mps. La banca dovrà anche esporre l’organizzazione del sistema ICT e l’assetto di corporate governance del nuovo gruppo, l’assetto degli organi nelle società controllate, del sistema di controllo interno, oltre ai “mutamenti all’assetto retributivo anche al fine di sviluppare adeguate politiche di retention per i professionisti chiave di Mediobanca”. Il Piano dovrà prevedere una tempistica di tutte le attività di integrazione, “così come un framework di governance definito per il regolare monitoraggio del processo di integrazione”.

Cosa succede con una quota inferiore al 50%

La Bce apre anche all’eventualità in cui l’offerta registri un tasso di adesione inferiore al 50%, con condizioni aggiuntive: in questo caso Monte dei Paschi di Siena dovrà fornire dopo 3 mesi “un report approvato dal Consiglio di Amministrazione e condiviso con la società di revisione incaricata che confermi la sussistenza del controllo di fatto”.

E se non ci fosse controllo di fatto, basterà spiegare “l’approccio strategico alla partecipazione di Mediobanca acquisita, i criteri per il mantenimento o la cessione di tale partecipazione”. Ma la Bce vorrà vedere anche “una dichiarazione attestante se si preveda di acquisire una quota di partecipazione superiore al 50% ed il relativo impatto stimato a livello patrimoniale”.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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