Massimo Medugno: “La transizione green dell’industria cartaria italiana”

Assocarta, il settore cartario italiano è sempre più verde.

Il Direttore generale di Assocarta racconta la transizione virtuosa del settore cartario italiano ed europeo verso la sostenibilità.

Un fatturato da 25 mld di euro e 16.600 imprese attive: sono i volumi del settore cartario italiano, secondo in Europa dopo quello tedesco. La carta ‘made in Italy’, inoltre, è sempre più verde dato che il nostro Paese ha superato in anticipo i parametri Ue che richiedono un riciclo cartaceo dell’85% entro il 2030, con l’Italia che nel 2023 è arrivata al 92,1%.

Nonostante il cartario sia un settore tra quelli a maggior impatto ambientale, la tendenza si è invertita da tempo: “I nostri primi passi verso la decarbonizzazione risalgono agli anni ’80 quando sposiamo la tecnologia della cogenerazione tramite gas, allora il combustibile fossile più pulito”, spiega Massimo Medugno, direttore generale di Assocarta.

Punti di forza e criticità

I risultati maggiori si vedono nel riciclo, nell’approvvigionamento di fibre verdi e nella riduzione delle emissioni. “L’industria cartaria italiana utilizza fibre secondarie dagli anni ’30 e ’40, rafforzandosi negli anni ’90 con il decreto Ronchi che dà nuova linfa alle politiche di riciclo. L’Italia è stata virtuosa nella raccolta della carta anche per via degli imballaggi monomateriale, la voce più importante dell’economia cartaria e col più alto tasso di riciclabilità”, spiega Medugno.

“Negli ultimi 20/25 anni abbiamo efficientato anche l’utilizzo di acqua, riducendolo del 20-30%, riusando le risorse idriche nei distretti cartari. La media di acqua utilizzata in Italia è del 20%, ma ci sono anche realtà che sono arrivate al 5-6%”.

Riguardo le materie prime verdi: “Il 30% sono importate e qui possiamo contare sull’aiuto dell’Ue che accerta la loro provenienza con certificazioni di sostenibilità. Il restante 70% sono fibre secondarie riciclate”. La riduzione delle emissioni, invece, ha avuto risultati positivi grazie allo stoccaggio efficiente della CO2.

Le criticità maggiori si hanno nel trovare fonti energetiche alternative al gas. “Ci stiamo orientando sui gas verdi, i biogas e il biometano. Così il settore sta cercando di convertire i materiali di scarto per produrre energia. Stiamo provando a farlo con la plastica e con i fanghi degli impianti di depurazione, un buon veicolo per produrre biometano, ma la nostra difficoltà a trasformare i rifiuti in energia ci sta danneggiando. Deleghiamo così lo smaltimento a Paesi esteri che paghiamo dando loro la materia prima per produrre fonti di energia verde ed essere più competitivi”.

Le politiche ambientali Ue

Di fronte alle politiche Ue di decarbonizzazione, l’industria cartaria ha dato una buona prova sul riciclo e questo nonostante le prime indicazioni da Bruxelles, in seguito riviste, spingessero al riuso: “I materiali di carta sono inidonei al riuso e si prestano maggiormente a essere riciclati”. Le difficoltà maggiori si sono riscontrate sul fronte dell’energia per i costi elevati. “L’Europa ha cercato di ridurre gli oneri in bolletta per i Paesi più energivori ma sono mancate misure concrete a sostegno della decarbonizzazione”.

Una situazione che ha portato i maggiori produttori europei di carta a muoversi in ordine sparso: “La Spagna sta lavorando sulle fonti rinnovabili, supportando le aziende lungo questa transizione. La Francia usa il nucleare per mettere a disposizione delle sue cartiere energia e vapore. La Germania sta per stanziare circa 1 miliardo di euro per la decarbonizzazione delle aziende”.

A quest’ultimo modello si sta avvicinando l’Italia: “Si parla di 71 milioni da destinare, di cui circa 30 all’industria cartaria. Oltre a questo, potrebbe essere una buona soluzione l’Energy Release, partito lo scorso marzo, con cui il Governo si impegna a fornire oltre 70 TWh di energia a tutte le imprese che installeranno impianti rinnovabili per una capacità complessiva di 5 GW. Un’altra misura del Governo incentiva l’acquisto di biometano e gas verdi, promuovendo la vendita direttamente dal produttore agricolo all’utilizzatore industriale. Due misure che possono aiutare la nostra industria a decarbonizzare in modo competitivo”.

Riforestazione e buone pratiche

“Per anni gli operatori del settore cartario sono stati tacciati di essere feroci deforestatori, accusa che si è rivelata infondata”, continua Medugno.

“L’industria cartaria, in Italia, sta infatti investendo in piantagioni sostenibili”. È il caso di Cartiere Carrara, azienda di punta del distretto lucchese, uno dei più importanti in Italia, che sta portando avanti due diversi progetti di riforestazione: il primo, il più esteso in Italia, prevede l’immissione di piante arboree e arbustive oltre che di un querco-pineto per 1 chilometro nel tratto Sud dell’A11, tra le uscite di Lucca Est e Capannori. Il secondo consiste nella creazione di piantagioni policicliche nell’area di Badia Pozzeveri.

Sempre in Toscana, gli stabilimenti della svedese Essity trasformano gli scarti provenienti da bucce d’arancia, mais e caffè in materie prime e riutilizzano i fanghi come materiale da costruzione.

A riutilizzare i fanghi è anche Sicem Saga (Reggio Emilia), che li impiega per la produzione di biometano. A Riva del Garda, a Trento, Cartiere del Garda produce energia in cogenerazione non solo per sé ma per tutto il comune. Un altro importante distretto del settore, come le Cartiere di Guarcino, in provincia di Frosinone, produce energia da oli derivanti da scarti animali. In provincia di Lecco, Cartiere dell’Adda si sta occupando della manutenzione del bosco circostante di cui riutilizza le biomasse attraverso un impianto energetico di sua costruzione.

“A Kisa, in Svezia, un impianto dell’italiana Sofidel utilizza solo biometano. In Spagna, a Saragozza, Gruppo Saica ha costruito un grande impianto finalizzato in parte al riciclo della carta e in parte al recupero energetico. Una pratica inedita, che può essere d’esempio per il settore cartario in Italia”.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia del giugno 2025 (numero 5, anno 8)

Poste Italiane Dic 25

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